»^ «-^V2^>^ ^<* ;^i- rt^^ rJ^.-r "^ . ^-.>^^'^^ -^^ : '^' 9 'J- . • ^.Cf ; , , ■ -.A-^jii^^. '%^ ■^■Vf' J' V =M 4-V<>5,, -*■-"' I'^N,'^^ HARVARD UNIVERSITY. LIBRARY OF THK MUSEUM OF COMPARATIVE ZOOLOGY. VA^^V ^f I. h^ SS4 'A^-- ANNALI — n^ DEL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI GEnsrovA. pubblicati per cura DI G. Boria e fi. pESTRo VOLUME XX. INDICE P. Pavesi. — Spedizione italiana nell'Africa equatoriale. Kisul- tati zoologici. Aracnidi del regno di Scioa . . Pag. 5-105 A. Piccone. — Kisultati algologie! delle crociere del « Violante » » 106-142 C. Tapparone Canefkt. — Intorno ad alcuni molluschi ter- restri delle Molucche e di Selebes. {Tav. I) . » 143-175 A. De Bormans. — Le crociere dell' Yacht « Corsaro » del Capitano-Armatore Enrico D'Albertis. VI. Or- totteri » 176-181 E. Simon. — Description d'un genre nouveau d'Arachnides et remarques sur la famille des Archaeidae . . » 182-187 Martin Jacoby. — Descriptions of new Genera and Species of Phytophagous Coleoptera from the Indo-Ma- layan and Austro-Malayan subregions, contained in the Genoa Civic Museum. First Part . . » 188-233 A. IssEL. — Bibliografia scientifica della Liguria. — Geologia, Paleontologia, Mineralogia e Scienze affini. Parte seconda * 234-252 ANNALI DEL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE 3D I GElsTO V-A. VOLUME XX. ANNALI DI GENOVA PUBBLICATI PER CURA G. poRiA E R. Gestro VOLUME XX. - 188 3-84 GENOVA TIPOGRAFIA DKL R. ISTITUTO SORDO-MUTI SPEDIZIONE ITALIANA NELL'AFRICA EQUATORIALE RISULTATI ZOOLOGICI ARACNIDI DEL REGiNO DI SGIOA per il Prof. P. PAVESI Questo terzo capitolo degli Studi sugli, Aracnidi Africani è destinato a completare l' illustrazione delle importantissime rac- colte fatte dal march. Orazio Antinori nel regno di Scioa , che furono già pubblicate da parecchi egregi naturalisti italiani e stranieri. Nessuno meglio di lui avrebbe saputo attendere anche a col- lezioni di animali per solito assai trascurati dai viaggiatori , quali formiche ed altri imenotteri , microlepidotteri , emittori , aracnidi, ecc. in mezzo a difficoltà, contrarietà e sventure d' ogni sorta. Né le sue raccolte sono sporadiche , accidentali, meschine per numero d' individui , ma ricche e radunate di pieno propo- sito con molta cura e perseveranza. Infatti i soli aracnidi sommano alla rilevante cifra di 640 , appartenenti a 71 specie, prese fra l'aprile 1877 ed il luglio 1881 sopratutto a Let-^Iarefià, nelle kolla di Giagaguè, a Mahal- Uonz , durante le escursioni a Dens , a Sciotalit e giù fino a Daimbi negli Adda Galla. Dalle più vistose solpughe ai minuti teridii e linifìe, dagli appariscenti ed arborei epeiridi ai dras- sidi che si nascondono sotterra e fra le foglie , dalle sedentarie tj I'. PAVESI agalene ai corridori licosidi , agli attidi saltatori . agli acari pa- rassiti, nulla egli ha trascurato perchè la collezione acquistasse importanza scientifica e rispondesse al capitale quesito , che gU studiosi si sarebljero proposto, vale a dire il carattere faunistico dello Scioa, pur per questa classe d' artropodi , essendo il primo ad esplorare zoologicamente quell' interessante provincia etiopica. Per la qual cosa i naturalisti conserveranno imperitura grati- tudine al Nestore dei viaggiatori italiani, che doveva spegnersi il 27 agosto 1882 lungi dalla patria e dalla natale Perugia in queir Africa , cui sacrificò la niiglior parte della sua vita fortu- nosa, perlustrando il Gerid tunisino , il fiume delle Gazzelle , i paesi dei Giur , dei Bogos e dei Dembellas , il Barka e final- mente tutto lo Scioa, ove lasciò le venerate spoglie nella nosti-a stazione geografica di Let-iNIarefià da lui medesimo fondata. Ed io mi sento onoratissimo di poter contribuire alla gloria del compianto amico col seguente catalogo ragionato e descrittivo dogli aracnidi dello Scioa, grazie la comunicazione fattamene dall' illustre march. Giacomo Boria. GÌ. ARAGHNOIDEA. Ord. SOLIFUGAE. Fam. GALEODIDAE. Gen, Oaleotles, Oliv. 1791. 1. G. graecus, C. L. Koch 1842. System. Uebers.fam. Galeod., pag. 352. Sin. — Solpuga araiieoides Savigny e Audouin , Descr. de VEgypte, 2. a ed. XXII, p. 416, Aracn. tav. 8, fig. 7. Graleodes graecus Simon, Class. Galeod-, p. 100. Hab. — Sottoregione mediterranea ed africana. Egitto, Sudan. Log. se. — Mahal-Uonz (agosto 1877). Note. — Un solo enorme esemplare femmineo. Per la sino- nimia intricata vedi Simon op. cit., e la fig. 164-65 dell'opera Die Aracfm. di Koch, non %. 1475 ibid., riferentesi ad altra specie. Gen. Soli^iigrsis Licht. et Herbst 1797. 2. S. brunnipes (Duf.) 1861. Hist. ìiai. Gal., p. 52, tav. II, fig. 6, sub: Galeodes. Sin. — Galeodes qixadrigerus Dutour, ibid., p. 51, tav. II, fig. 7. Solpviga brunnipes Butler, List, of Galeodes, p. 423. Graetulia brunnipes Simon, Class. Galeodes, p. 113. Hab. — Sottoregioni mediterranea e centrorientale africana. Algeria, Abissinia (Agaos). Loc. se. — Arramba (settembre 1877). Note. — Una sola femmina in cattivo stato. Orel. ARANEAE. Farti. EPEIRIDAE. Gen. Oastei-aca-iitlia, Sund. 1833. 3. G. ensifera, Thor. 1800. Nya exol. Epeir., p. 302; Eugen. Resa Arac/in., p. 10. Sin. — Ciawteracaiitha ensifera Butler, Monogr. List of Gaster. p. 160. Hah. — Sottoregiune etiopica australe. Caffreria. Loc. sc. — ]\Iahal Uonz (aprile 1877) , fra Let Marefià e Sciotalit (autunno 1878), Fecherié Ghem (autunno 1878 e dicembre 1879), Let-Marefià (1879-80), kolla di Giagaguè (estate 1881). Note. — Comunissima. 80 esemplari, parimenti tutte femmine adulte e giovani. In parecchi individui le mascelle ed il labljro sono pure nero-foschi, ma nella maggior parte largamente mar- ginati di giallo ; qualche esemplare ha soltanto la macchia mag- giore anteriore dello sterno; il corno laterale è più o meno recurvo, spesso ritorto in alto, alcune volte la direzione di esso è diversa a destra ed a sinistra, Gen. Oacrosti'is, Thor. 1868. -1. C. mitralis (Vinson) 1863. Aran, de la Réun., Maur. ci Ma- (lag., p. 230 e 314, tav. IX, fig. 2-4, sub: Epeira. Sin. — C'aerostrìs mitralis Tliorell, Eii. Resa Arachn-, Y^. \; Gerstaeckev, Decken's Reis- in OstAfrika, HI, ii, p. J91 ; van Ilasselt , Midden-Su- matra Araneae, p. 19. Ilab. — Sottoregioni africane cetitroricntalo, australe, malga- sica e indomalese. Endara, Catt'rcria, Madagascar. Loc. sc. — Var. humilis Thor. ibid., Mahal-Uonz (I877Ì, Let-Marefià (1870-80), kolla di Giagaguò (estate 1881). Var. turrigera Thor. ibid. Foresta di Fecherié-Ghem (1878), Let-Marefià (1879). ARACNIDI DI SCIOA 9 Note. — Tre femmine adulte di ciascuna varietà.- Esemplari della humilis fanno passaggio alla turrigera; questa controllata sui tipi di Thorell , comunicatimi dal Museo di Stoccolma e rac- colti in Caffreria da Wahlbere;. 5. C. Wahibergii, Thor. 1868. Engen. Resa, Arachn., p. 7. Hah. — Sottoregione etiopica australe. Caffreria. Loc. se. — Mahal-Uonz (agosto 1877). Note. — Una sola femmina adulta. Le incisure, che separano il grande processo mediano dell' addome dai laterali , sono pro- fonde; questi sono terminati da tre piccoli tubercoli, quello da due principali, separati da un solco trasverso, ed il posteriore è digitiforme. Geu. A.rg'iope, Sav. et Avo. 1825-27. 6. A. lobata (Pali.) 1772. SpiciL zooL, I, ias. 9, p. 46, tav. HI, fig. 14-15, sub: Aranea. Sin. — Vedi Pavesi, Araca. tunis., p. 44 (320). Arglope lobata Karsch, Rohlfs'sch. Afric. Exped., estr. p. 6. Hab. — Vedi Pavesi 1. cit. Tripolitania. Loc. se. — Arramba (settembre 1877). Note. — Un solo maschio adulto. 7. A. trifasciata (Forsk.) 1775. Bescr. anim. , p. 85, sub : Arcmea {A. aurella Sav. et auct.). Sin. — Vedi Pavesi, Aracn- tunis-, p. 15 (321); Aracn. Inhambane, p. 8 (541)- Hab. — Vedi Pavesi ibid. Loc. se. — Mahal-Uonz (aprile 1877), Daimbi (maggio 1879), Let-Marefìà (1879-80, estate 1881), kolla di Giagaguè (estate 1881). Note. — Comune. 16 femmine adulte e giovani. Sul tubo con- tenente gli esemplari di Daimbi il marchese Antinori scrisse « vivono in famiglia sulle mimose » e sopra queste egh fece altre buone caccie di artropodi. 10 I'. PAVESI 8. A. Lordii, (Jumbi'. 1870. Arac/in. Penins. Sinai and Afric. hard. Red Soa, p. 820, tav. L, fig. 1. .Sin — Argiope Lordii L. Koch, AerjUi't- ii. Abijss. Arachn-, p. 14; Simon, Avachn. de V Yemen, p. 230 (26). Hah. — Sottoregione africana centrorientale. Porto-Said, Alto Egitto, Nubia, Massaua, Abissinia (Agaos) ; Aden. Log. sc. — Scioa (senza precisa località) 1877. Noie. — Una sola femmina adulta. N'ebbi anche una femmina adulta dal Basso Egitto, raccolta dai professori Panceri e Gasco. Geii. Epeira, (Walck.) 1«U.'). 9. E. Kerstenii, Gerst. 1873. Declreii's Reis. in Ost-A/rika, III. II, p. 492. Hab. — Sottoregione etiopica centrorientale. Mosci. Loc. sc. — Daimbi (maggio 1879). Note. — Un solo esemplare maschio adulto, alquanto depilato, riferibile senza dubbio a questa specie, sebbene la descì-izione di Gerstaecker sia incompleta in alcuni punti essenziali e le misure date in modo cosi specioso da indurre facilmente in errore. Anzitutto i femori sono armati al dissotto di una serie di aculei, nelle tre paia posteriori occupanti tutta la linea mediana, nel femore 1 soltanto il terzo basale. Questi aculei sono in nu- mero di 4 brevi sotto il femore I, lunghi sotto il femore 111; robusti, lunghi, pallidi con la base e 1' apice l)runi , in numero di 8, disposti irregolarmente sotto il femore li ; sottili , in nu- mero di 5, regolarmente disposti ed equidistanti sotto il femore IV. Coscio del 1 paio sormontate all' apice da un tubercolo ot- tuso , rosso-bruno. Area degli occhi proclive , i mediani in tra- pezio molto più largo al davanti; mediani anteriori molto più grossi dei posteriori e reciprocamente distanti 1 diam. , mediani posteriori separati da un intervallo un po' minore del loro dia- metro ; occhi laterali sopra un comune tubercolo , l' anteriore maggiore e diretto all' esterno, il posterioi'e rivolto indietro, di- stanti 2 diam. dell'occhio anteriore dai mediani anteriori e molto più dal mediano posteriore. Il cefalulorace è più lungo della patella ARACNIDI DI SCIOA 11 e tibia IV, ma lai-go coni(3 la somma degli stessi articoli ; fronte larga più di ^j^ del torace; mandibole lunghe come la patella lY, gracili, verticali, anzi piegate un po' all' indietro ed incurvate, testacee; mascelle e labbro bruni, con largo margine testaceo; zampe 1,2.4.3. V addome ha quattro punti impressi anteriori assai grandi , con margine sporgente , disposti in trapezio più stretto air innanzi, e quattro altri punti impressi simili, ma più piccoli nella metà posteriore ; presso la base ha una macchia , triangolare nera, marginata di bianco sui lati e che si confonde al di dietro col grigio-nerastro del dorso, nella metà posteriore 4 paia di linee trasversali nere disegnanti una specie di folium interrotto ; ventre testaceo alla base, nerastro nel resto , da cui spiccano 2 macchie bianco giallognole un po' prima delle filiere, che sono brune. Le dimensioni dell'esemplare scioano sono: lungh. totale 8 mill., del cefalotorace 5, largh. cefalot. 4, zampe I. 16, II. 15, III. 9, IV. 14. Gerstaecker la ritenne del gruppo marmorea CI., a me pare piuttosto del gruppo angulala , e per il carattere sessuale ma- schile della fitta raspa di spine brevi e nere, al lato antero-in- feriore della tibia II, si collega coli' E. dalmatica DoL {illibata Sim.) della regione mediti^rranea , e con YE. limans Thor. del- l' Italia settentrionale. 10, E. radulans, n. cephalot/wrccce testaceo, vitta lata fusca utrin- que, summo margine nigro, albicanti-piloso ^ oculis mediis anticis non multo majoribits quatn postici; libiis pedum, quatuor anlerio- riim ferriigineis fusco-annulatis , IF' paris per totam longitudinem infra scobina munitis, a spinis brevissimis dense constituta; palporum bulbo duobiis procursis sub tuberculo pallido praedito ; abdoìnine ovato griseo-nigricanti , ad basin vitta media longitudinali hastata brunnea albo-lirnbata , deinde macula rotunda sinnli ornato , po- slice folio brunneo lineis flexuosis albicantibus limitato ; ventre maculis 6 alboflaoentibus circum dica fusulis. Long. max. e/" ad. 5 ^4 libili- Foemina ignota. Cefalotorace lungo 3 mill., largo 2 'Y^, rotondato sui lati, su- bitamente ristretto al davanti del I paio di zampe, fronte larga 12 1'. PAVESI poco più della metà del cefalotorace, tubercoli oculari non molto prominenti , rima mediana posteriore sottile , testaceo con larga ftiscia laterale fosca, che si fonde con 1' estremo margine nero , vestito di peli bianchi e di una serie di setole pallide, che tra- versa il quadrilatero oculare mediano partendo dagli occhi late- rali. Area degli ocelli mediani leggermente proclive, un po' più larga al davanti che al di dietro , occhi mediani anteriori quasi eguali in grossezza ai posteriori , mediani posteriori separati da un intervallo non maggiore del loro diametro; occhi laterali contigui, eguali e più piccoli dei mediani. Mandibole verticali, })arallele, appena concavo-curvate, finamente spinose verso l' in- terno, testacee. Mascelle testaceo-fosche e labbro bruno alla base, testacei all' apice. Sterno testaceo, biancheggiante in mezzo, bruno sui lati. Palpi testacei, femore nero all'apice inferiormente; pa- tella quadrilatera sormontata da due lunghe e robuste setole pallide ; tibia più breve, molto dilatata lateralmente, col margine interno inciso e sporgente in punta all'avanti; tarso o lamina bruno- ferruginosa , continuata alla base in un piccolo pi-ocesso bruno piegato all' innanzi, ottuso all'estremità; bulbo al disopra con- vesso, insensibilmente striato e protetto alla base da una lamina cornea quadrilatera bruna, inferiormente munito di un tubercolo pallido digitifurme diretto all' indietro, incontro al quale si piega ad angolo un processo più scuro e più largo nella seconda metà, che è seguito in basso da un terzo processo bruno, terminato a punta rivolta pure all' innanzi. Zampe del I paio lunghe 1 1 mil- lim., del IV. 9 Yg, testacee, aneliate di bruno, coscie tutte te- stacee , femori I sopra inscuriti verso la base , sotto con due larghi aneUi bruni incompleti, femori II ])ianellati di bruno, ma più distintamente al dissotto, femori posteriori più o meno larga- mente bruni verso 1' apice , come le patelle , tibie delle prime paia ferruginose con due larghissimi anelli bruni , tibie poste- riori e tutti i tai'si bruno-ferruginosi all' estremità. Aculei delle zampe lunghi , })iù robusti e numerosi alle tibie delle prime due paia, la spina più lunga e forte situata all' apice delle pa- telle di queste medesime zampe. Femori delle tre paia jìosteriori armati al dissotto di uua serie mediana di 5-8 aculei , femori I ARACNIDI DI SCIOA 13 inferiormente inermi. Tibie II non più grosse delle altre , né curve, armate al lato antero-inferiore per tutta la lunghezza di una fitta raspa di spine brevi e nere. Coscie I provvedute di un tubercoletto apicale esterno rosso-bruno (base di una spina perduta?). Addome inversamente ovato, appuntito posteriormente, di Y3 più lungo che largo, privo di tubercoli omerali, vestito di lunghe setoline pallide e nerastre, grigio più scuro nella parte posteriore e biancheggiante alla base , con una macchia lanceo- lata bruna , più scura all' esterno e marginata di bianco sul mezzo della base, seguita da una simile macchia rotondeggiante sul mezzo del dorso, metà posteriore disegnata a folium bruno, sinuoso, marginato di nero e di bianco. Ventre testaceo-rossastro, bruno al di dietro, con un paio di macchie bianche innanzi alle fihere ed altre due paia laterali ad esse. Un solo maschio adulto , raccolto a Let-Marefià nell' au- tunno 1879. Le sue affinità con la Umans Thor. sono grandissime , ma la tengo specificamente distinta , oltre che per alcune modahtà di colore, perchè ha la fronte più larga, gli occhi mediani ante- l'iori non molto più grandi dei posteriori e quasi eguali , inter- vallo fra gli occhi mediani posteriori non più largo del loro diametro, setole fra le due serie di occhi , zampe più brevi cosi che il cefalotorace è compreso nel I paio meno di 4 volte , mentre nella Umans lo è più di 4, diversa struttura del palpo , che ha la tibia priva del grosso tubercolo ed il bulbo invece fornito di un terzo processo o dente spiniforme sotto al geni- colato, mancante in quella specie italiana. II. E. Redi! (Scop.) 1763. Entom. carniol. , p. 394, sub: Aranea. Epeira, soUers Blackwall , A List Spici. S. E. Equat. Africa , 1866 , p. 161; Pavesi, Aracn- Cant. Ticino, p. 48; id.. Arucn- turchi, p. 11: L Kock , Aegypt. u. Abyss. Arachn., p. 17. Epeira solers Cambridge, Spid. from St. Helena^ I, 18G9 , p. 537 (1); id. Notes on a collect. Arachn. Penins. Sinai a- Afr. bord. Red Sea, p. 819 (2). EiDeira Ketlii Cantoni. Aracn. Madonie, p. 9 (2.^2). 14 P. PAVKSI Ilab. — Sottoregiorii europea, mediterranea ed etiopica cen- troricntale. Algeria, Egitto?, Massaua , regione dfjllo Zambese. Loc. se. — Daimbi (maggio 1879). Note. — Una femmina adulta , quantunque di mediocri di- mensioni, del tipo E. agaleìia Halin (var. y Simon), in cui però la macchia bianca anteriore dell' addome non è seguita da altre, il resto del dorso è bruno senza disegno distinto, lo sterno bruno con striscia mediana bianca. La femmina presa dal prof. Issol a Massaua (aj)rilc 1870) , sulla quale si basò la mia conmnicazione al dott. L. Koch, s'ac- costa invece alla var. a di Simon. Il rev. Cambridge segnala questa specie anche in Egitto (ed il dott. Ivoch ne riporta la citazione) nella memoria intorno alle raccolte di Lord , ma non r elenca più nell' altra memoi'ia speciale sui ragni egiziani. 12. E. Chiarini!, n. (^) cephalolhoracc fusco-HÌijn'ea?ili\ Imeis posi oculos iiiedios in parte cephalica et viltis duahus suhparallelis in parte Ihoracica albo-notato ; sterno nùjro ; pedibiis testaceis , fus",o- vel nigro-annulatis , femoribus subjlavis lerlio apicali 7/igro; ab- domine ovato, aut cjriseo ani brunneo, dorso area magna albicanti occupato, antice /instata , dcin trifida , angiilo medio longiore et subtiliore versus anura extenso lineisque nigris transversis utrinque signato ; ventre nigro, lineis arcuatis' luteis macula magna finitis; scapo vulvae simplici , davo brevi tuhulatn. Long. max. 9 ad. 7 e* mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo 2 V-j '"ili. , eguaio a pat(!lla e tibia IV, lare:o 2, cuoriforme , comiìresso nella l'CLi'ion'j cefalica . fronte larga Yi iniH- , tubercoli oculari prominenti, il mediano largo, (juadrilatero , non incavato; ct)sparso di peli ))lanchi , di color l'osco i)iù o meno intenso lino al ])runo-nero, con la fronte te stacea variegata di Ijruno , due macchie testacee vestite di }ieli (') I-a dedico alla memoria del geologo dott. Giovanni Chiarini di Cliieii. uno dei membri della spedizione italiana, morto in Cialla il :> ottobre IS79, gloriosa vittima dei disagi «lei viaggio, dell' inclemenza del clima e delle lìarbarie della regina (ìhennè-fa di Ghera, mentre esplorava col capitano Cecclii incognite regioni del- l' .\lrica equatoriale. i ani ARACiNIDI DI SCIOA 15 bianchi formano un largo V al di dietro del capo , coi rami nel mezzo del torace paralleli, divisi dal solco ordinario e non con- giunti posteriormente, e due linee simili parallele partenti dagli occhi mediani posteriori completano il disegno nella porzione cefalica. Serie anteriore degli occhi fortemente recurva , poste- riore quasi retta ; quadrilatero mediano non più lungo dell larghezza, un po' più largo al davanti , intervallo dei medi anteriori maggiore del loro diametro , intervallo dei posteriori minore e poco più della metà del rispettivo diametro , mediani posteriori appena più grossi degli anteriori ; occhi laterali con- tigui , piccoli relativamente ai mediani, intervallo anteriore mi- nore del posteriore dai mediani e quest' ultimo di circa 3 dia- metri. Maìidibole rosso-brune, mascelle e labbro nerastri, sterno nero lucente. Palpi testacei , femore con 1' estremo apice nero , })atella e tijjia anellati di nerastro, tarsi foschi, riccamente prov- visti di spine e setole lunghe. Zampe I lunghe 10 ^o' ^^- 10 mill., di mediocre robustezza, con peli pallidi e spine nere, te- stacee, aneliate di bruno o nero, c(ìscie leggermente fosche con l'apice nero, trocanteri nerastri sui lati, femori giallo-testacei, nel terzo apicale bruni o neri , patelle brune o nerastre , tibie anteriori con tre anelli indistinti bruni alla base , a metà lun- ghezza ed all' apice , tibie posteriori col solo anello apicale e tutt' al più indistinto quello mediano , metatarsi con un piccolo anello all' estremità. Addome 1 mill, più lungo che largo , in- versamente ovato, sormontante la base del cefalotorace, grigio - fosco o bruno-rossastro , con una grande area dorsale bianca , raddoppiata ali' interno da un medesimo disegno bruno , prima lanceolata sulla base dell' addome con la punta volta innanzi , poi trifida volta in dietro , con due rami brevi trasversali ed il mediano longitudinale e più lungo, quasi da raggiungere l'apice dell' addome ; ai Iati di questo ramo quattro o cinque linee tras- versali nere , che non arrivano ai fianchi. Fianchi nerastri , con dentature interne raddoppiate di bianco. A^entre bruno-nero in mezzo, limitato da due linee bianche , curve , che partono dalla rima genitale, si guardano con la concavità e sono terminate da un grosso punto bianco, ossia in forma di virgola capovolta. 16 p. PAVESI Due piccoli punti bianchi ai lati delle filiere. Filiere bruno-nere. Epigina a scapo stretto, non contorto, e uncino breve , curvo in basso, scanellato nel senso longitudinale. Venti femmine ad. e giovani di Let-Marefià e dei monti verso Dens (1879), Sciotalit (gennaio 1879), kolla di Giagagué (aprilo - luglio 1881). È una bella specie del gruppo Slurmii Ilahn, molto affme alla y-notata Tlior. di Algeria, dalle quali si riconosce per gli occhi mediani posteriori più ravvicinati , la maggiore lunghezza della tibia e patella IV, che ò eguale e non più breve di quella del cefalotorace (o viceversa), il color nero dello sterno, il colore dei femori delle zampe , il disegno dell' addome e specialmente per r epigina molto più semplice e di conformazione allatto diversa. 13. E. sulphurina, n. ccphalolìiorace, parlihus oris, slerno pcdi- husque concoloribus Jlavo-testaceis; oculis ex macula ìiigra, mediis posterioribus fere contiguis; ahdomine ovato, sulphurino vel por- raceo, utrinque punclis qualuor nigris seriatis iti parie postico. Long. max. 9 ad. 6 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo 2 7, mill. , eguale a patella e tibia IV, largo 2, in fronte 1 ^o ? elevato e tondeggiante nella regione cefalica, inclinato all' indietro nella parte toracica, con solco me- diano, margine posteriore e tu])ercoli oculari mediocri ; giallo-te- staceo, come tutte le sue parti appendicolari. Occhi sopra mac- chiette nere; mediani formanti un trapezio largo il doppio al davanti , gli anteriori distano reciprocamente circa 2 diametri e meno che dai posteriori, i quali sono quasi conniventi; laterali contigui sugli angoli frontali in linea obliqua, una mezza volta più lontani dai posteriori che dagli anteriori. Mandibole verticali, solco dell' uncino armato di tre o quattro denti deci-escenti in lunghezza verso la sua l)ase; ìnascelle e labbro larglii (^ l)assi. Slerno cosparsi di jh'Iì l)rnvi e neri. Zampe del I ]\'iio lunghe 8 mill., IV. 7'/o, <'on peli più litti e numerosi nella seconda metà, specialmente sui tai'si, e spine sottili ; 1 sola s[)ina sul femore IV innanzi alla nietà di esso. Addo/ne ovato, legger- mente depresso, più ottuso alla base, molto spoi-gonte sul cefa- ARACNIDI DI SCIOA 17 lotorace, con quattro sottilissimi solclii lineari, che partono al di dietro del 2.° paio d' impressioni e convergono alle filiere ; di color giallo zolfino reticolato , dal quale spiccano nella seconda metà due serie laterali di 4 punti neri reciprocamente equidistanti e circondati da un alone bianco. Ventre più chiaro in mezzo. Epigina ovale in traverso e rossiccia; uncino brevissimo, scapo libero, per cui il margine posteriore di essa è ottusamente trifido. Sette femmine più o meno adulte raccolte fra Let-Marefià e Sciotalit (dicembre 1878), a Let-Marefià (1879-80) e nelle kolla di Giagaguè (estate 1881). La parte della descrizione che riguarda i colori è sfillata sopra r esemplare di quest' ulfima località , che è il più fresco , ma potrebbe darsi che l' immersione nell' alcool aljbia cangiato in giallo un verde cliiaro. Gli altri esemplari hanno già tutte le parti cefalotoraciche inscurite e brunescenti , 1' addome bianco- sporco. Appartiene al gruppo della cucurbitliia CI. , però mi pare disfinta dalla tipica, la quale si spinge fino in Algeria, e dalle altre specie europee affini , per maggiore ravvicinamento degli occhi mediani posteriori , diversa armatura ed uniformità di co- lore delle zampe, mancanza di macchia sopra le filiere e forma dell' epigina. Gen. Cyi*topliora, (Suiox) 1864. 14. C. citricola (Forsk.) 1775. Descr. anim. , p. 86, sub: Aranea. Sin. — Vedi Pavesi, Araoi. tioiis-, p. 17 (3-23). •PEpeirn. gabonensis Lucas, Voy. aii Gabon, il. p- 420. Epeira oisuntiae C Kocli matt., Aracììn. Nord-Afric-, p. 111. Cvrtophoi'a citricola Simon, Arachn. de V Yemen, p. 26 (230). Hab. — Vedi Pavesi, 1. cit. Marocco, Aden. Loc. se. — Mahal-Uonz (estate 1877), tra Let-Marefià e Scio- talit (dicembre 1878), Fecherié-Ghem (ottobre 1878 ed estate 1879), Let-Marefià (1879-80) , kolla di Giagaguè (estate 1881). Ann. del Mks. Civ. di St. Xat. Vul. XX. (11 Settembre 1S83). 2 18 p. PAVESI . Noie. — Comune (34 femmine ad. e giovani). Gli esemplari di Let-Marefià raccolti nel 1879 sono molto scuri , nerastri a tipo E. opunliae Vins. , cui mi pare riferibile anche la (jabo- nemù Lue; altri sono chiari a tipo Jlava Vins. Il prof. Thorell {Ragni mal. e pap. , I. Sekhcs , p. 32 [372], nota) sopprime il genere Cyrlophora e crede che, quando il ge- nere Epeira sarà meglio conosciuto , non si foranno né questa , nò altre divisioni in esso. Gen. Lax'inia,, Simon 1874. 15. L. decens (Black w.) 18GG. A List of Spici. S. E. Equal. Africa, p. 40 1, sub: Epeira. ilab. — Sottoregione etiopica centrorientale. Zambesia. Log. se. — Mahal-Uonz (luglio 1877), monti sopra Let-Ma- refià verso Dens (gennaio-febbraio 1879), lago Cialalakà (maggio 1881). Note. — Comune. 17 esemplari maschi e femmine adulti e giovani. Ritengo che 1' Epeira decens Blkw. (nec Thorell) sia una Lavinia per la disposizione degli occhi ed il sistema di colora- zione indicati dall' autore, e che le corrispondano questi esem- plari scioani, indubbiamente da riferirsi all' anzidetto genere. Il IJlackwall ne descrive soltanto il maschio incompletamente svi- luppato. Il maschio adulto ha i palpi brevi, terminati da clave grosse e complicate ; femore più corto del tarso , munito supe- riormente di due brevi spine nere; patella sormontata da due lunghe e robuste setole contorte e pallide; tibia dilatata all'e- stremità e provveduta di un sottile processo a punta ottusa , più breve della lunghezza e della larghezza dell' articolo ; lamina tarsale ricoprente il Ijulbo al lato interno, più stretta a metà, ottusa air apice, dilatata alla base e quindi munita di un ])ro- ccsso libero ed incurvato all'estremità; bulbo subsferico, circon- dato da due lamine cornee rosso-brune, solcate di traverso, con una piccola apofisi o dente a metà, testaceo alla base, nero alla ARACNIDI DI SCIOA 10 punta curva verso l'interno e raddoppiato alla base da una sot- tile spina nera. Intervallo degli ocelli mediani posteriori minore della metà del loro diametro. S)(erno bruno-nerastro , testaceo sulla linea mediana e con punti testacei fra le articolazioni delle coscie. Zampe più gracili di quelle della femmina e più ricche di spine, specialmente alle tibie ed ai tarsi; l'estremità delle tibie I e II è circondata di spine più robuste. Addome cosparso di setole lunghe, pallide e nere; la fine lineetta bianca, che dovrebbe di- videre il disegno mediano del dorso, indistinta; le tre linee nere del ventre in taluni esemplari ben separate , in altri tendono a fondersi e circondano le filiere, come sono marginate all' esterno di bianco. Lungh. mass. 6 mill. , cefalotorace 3, larghezza del cefalotorace 2 7.,, zampe I. 9 Va mill, II. 8, III. V^ , IV. 10. La femmina adulta ha un' epigina tanto larga quant' è lunga in mezzo , bassa , testaceo-bruna o l^runo-nera , margini anteriore e laterale dello scapo rotondati, margine posteriore con un' intaccatura , che lo divide in due brevi lobi laterali , i quah comprendono in mezzo 1' uncino , piccolo , poco sporgente ed ottuso, Lungh. mass. 9 mill., zampe I. 10 ^J^, II. 10, III. 7, IV. 10 v.. È ben distinta dalla L. c/iloreis (Sav. Aud.) d'Egitto e d'Acri, non che dalla lonyissima Sim. di Zanzibar e dalla Uneala (Lue.) d' Algeria e Marocco. Thorell aveva descritto un' Epeira decens di Selebes, ma poi {Ragni mal. e pap. II. Amboina, p. 296, nota; III. AustromaL, p. 106, nota) ne tramutò il nome in Rumpfii per evitare la ripetizione con (juello di Blackwall; ammesso il genere Lavinia , siffatto cambiamento di nome non avrebbe più motivo di sussistere. Gen. Meta, C. L. Koch 1837. 16. Wl. longipalpis, n. cephahlhorace testaceo, marginibus late nigris inlus denlalis, villa 'inedia cephalica antice quadrifida , oculos at- tingenti; oculis mediis posticis intervallo tnajore quam diamelrum eorum disjunctis; palporum foeminae tarso breviore quam patella et tibia, palpis maris longissimis, fere longiludinem corporis ae- 20 p. PAVESI quantibus, arliculo axillari infra procursu ad apicem munito ^ la- mina retro prodticta el acuminata, bulbo procursu et spina nigra apicalibus ; pedum anterior um melatarsis duabiis tantum spinis basalibus armatis ; abdomine ovato, folio dorsiiali encarpato, dente quarto prominentiore, per medium linea antica trihastata alba diviso et lineis nigris posticis transverse sedo; ventre fusco lineis albis limitato; epygina simplici et plana. Long. (Z' ad. 7-10, 9 11 mill. Maschio. — Conviene in generale nei caratteri della fem- mina, ma ne ò più piccolo e varia nelle dimensioni quantunque completamente sviluppato. Mandibole più lunghe e rigonfie alla base, più ristrette verso l' apice, col paio superiore di denti an- teriori del solco dell'uncino divergenti dalla base, il 1." cm*vo all' esterno, il 2.° perpendicolare all' indietro. Zampe 1. 2. 4. 3, parimente più lunghe , oscillano fra 26-35 Va mill, nel 1. paio, II. 18-27, III. 10-15, IV. 16-23 V2; metatarsi anteriori armati soltanto di due spine basilari , l' interna più robusta , nel resto pelosi. Palpi sottili e di mediocre grossezza, lunghissimi (7-9 mill.), negli esemplari adulti superano cioè il doppio della lunghezza del cefalotorace (3-4 ^j^, raggiungendo circa la lunghezza totale del corpo; negli individui giovani mantengono le proporzioni di quelh della femmina. Articolo basale trocantere quasi ci- lindrico , con r apice inferiormente continuato in un processo lungo circa quant' è largo I' articolo , diretto all' interno ed al- l' avanti ; articolo femorale più lungo della patella e della tibia riunite, va gradatamente ingrossandosi verso l'estremità; patella grossa come I' apice del femore, con una setola lunga al disopra; tibia gracile, ma claviforme all'apice, ove presenta capi articolari semplici e porta qualche setola più lunga in mezzo ai peli; ar- ticolo tarsale poco più grosso dell' apice della tibia, lungo meno del doppio della patella, la sua lamina si prolunga al di dietro in un processo curvo terminato a punta ed è vestita di setole lunghe sparse fra' peli; bulbo rigonfio alla base, formato da tre pezzi bruno-testacei accartocciati trasvei'salmentc, al di sopra dei quali sporge un processo breve e dritto, che j)orta una spina nera. Femmina. — Cefalotorace lungo 4-5 mill., (juanto la tibia IV (esci, patella), cuoriforme, ristretto al davanti dell' inserzione ARACNIDI DI SCIOA del I paio di zampe, fronte meno larga della metà del torace, ad angoli rotondati e prominenze oculari, solco mediano arre- trato, breve e recurvo, solchi raggianti poco evidenti; testaceo- fosco , con margine toracico annerito e fascio submarginali ne- rastre profondamente dentate all' interno , ornato nella regione cefalica di una fascia bruna , che si biforca subito dirigendosi all' avanti , ciascun ramo della quale dividesi di nuovo in due per raggiungere gli occhi sotto forma di quattro linee parallele, le interne diritte, le esterne un po' curve a lira. Occhi circon- dati da aureole nere, serie posteriore retta, anteriore leggermente recurva , quadrilatero mediano tanto lungo quant' è largo al- l' indietro, intervallo degli occhi mediani posteriori maggiore del loro diametro, occhi mediani anteriori più ravvicinati, laterali contigui. Mandibole verticali , lunghe quanto le patelle e molto più robuste dei femori del I paio di zampe , rigonfie alla base , strozzate verso 1' apice, divergenti in mezzo, armate di 4. 4 denti ai margini del solco dell' uncino , riuniti per paia , più grossi quelli del margine anteriore, i primi due anteriori assai robusti, curvi air esterno ; testaceo-fosche o rosso-brune , annerite verso r apice, con 1' uncino rosso-bruno. Mascelle dilatate all' estremità e prominenti all'esterno, rosso-brune. Labbro bruno-nero, col margine libero testaceo. Sterno piano , cuoriforme , molto largo alla base ed incavato tanto al margine anteriore che all' inser- zione delle zampe, rosso-bruno. Paljn di Ys V^^ lunghi del cefalotorace , femore incurvato , tarso un po' più corto della tibia e patella , aculei o spine setolose sulla tibia e sul tarso , testaceo -foschi o ferruginosi con anello nerastro più o meno indistinto alla base della tibia, inscurito sul tarso. Zampe I. 30 mill., II. 21 Vg, III. 13 V4, IV. 19, anteriori più robuste delle altre , ma con tarsi relativamente più sottili, testaceo-fosche, apice degli articoli più scuri , due anelli bruni alle tibie , uno presso la base, l'altro più distinto e largo all'apice; zampe po- steriori più chiare , coi femori quasi interamente testacei , due anelli alle tibie ed uno basale ai tarsi ; spine tutte nere , sor- genti da una macchietta nerastra ; femori armati di molte spine disposte in tre serie longitudinali , le mediane meno numerose. 22 p. PAVESI Addome ovato , che si restringe appena all' indietro , colore di fondo bianco-sporco, folium grigio-nerastro occupante tutto il dorso, coi margini festonati distinti da una linea bianca; il 1." e 2° festone sono lunghi, il 3." più breve, il 4° più sporgente di tutti e prolungato in senso trasversale sui fianchi , i succes- sivi rientranti e decrescenti. Nel mezzo del folium spicca un piccolo disegno bianco , nella metà anteriore a guisa di tre frcccie innestate, divise da una linea scura longitudinale, che si riuniscono poi in una linea bianca decrescente in larghezza, la quale non raggiunge l' apice del folium ; da ciascun lato di questa linea nascono quattro , cinque o sei rette perpendicolari nere, che dividono trasversalmente il folium nella metà "poste- riore e sono raddoppiate di bianco al davanti. Regione mediana del ventre bruna o nera , marginata da due linee bianche , se- guite da 2 , 4 punti bianchi , disposti intorno alle filiere. Epiijina appena riconoscibile per un breve scapo bruno lucido , depresso, non sporgente ai lati, fornito di due larghe infossature al davanti con minutissimi fori. Comunissima (12 maschi adulti o giovani e 64 femmine); rac- colta a Mahal-Uonz (primavera 1877), tra Let-Marefià e Sciotalit (dicembre 1878), Let-Marefià (autunno 1879), kolla di Giagaguè (estate 1881). Va riferita al gruppo della nostra M. Merianac (Scop.) ; è fa- cilmente distinta da tutte le affini per molte particolarità e si riconosce subito per i caratteri del palpo , che nel maschio è lunghissimo e munito di un processo infei-iore all' estremità del- l' articolo basale, e nella foni mina ha un tarso più breve dei due articoli precedenti. 17. IVI. Antinorii, n. co.phalothorace panilo brevioro quam tibia cum palella IV par is, y,; lomjiore quam latiore, cum mandibulis et maxillis feslaceo-ferrugineo, sterno et labio nigricantibus; oca- lorum serie antica fortiter recurua, postica recta; mandibulis ro- bustis conicis, m mare seniore superficie antica granosa, procur- sibus duobus, externo testaceo intus curvato, inter?io prope nncuni extus curvato, nigricanli apiceque bifido, anleriora versus directis ARACNIDI DI SCIOA .23 munùis. Lineo longo spina forti verticali supra praedito^ man- dibidis foeminae et maris junioris Icvihus^ procursibus et spinis ca~ rentibiis; palporum parte tarsali intus vergenti^ bulbo magno sphaeroidi ferrugineo-nitido, stylo apicali acuto nigro canaliculo pallide-testaceo tecto; pedibus testaceis vel testaceo-fuscis, apice nigris, articulis majoribus apice tantum infra anguste nigris, anterioribus multo longioribus quam poster ioribus, tibiae 1 pnris dimidio po- stremo metatarsisque I et II a basi usque ad apicem inteime spi- nis brevibus plurimis serialibus in mare armatis ; abdomine cylindratOj circiter duplo longiore quam latiore, postice in pro- cursum conicum plus minus longum producto, tuberculis duobus ad marginem anticum, in foemina quoque lumoribus duobus latis humilibus dorsualibus munito, supra argenteo, macula ovali ni- gricanti tuberculis antice nolatis, praesertim m foemina fascia lata longitudinali rubro-aurata, maculis argenteis includenti, postice ni- gricanti, lateribus vitta argentea a plaga dorsuali linea obscura vel aureo colore separata, ventre fusco aut argenteo-fusco, vittis duabus parallelis argenteis et pone eas macula ante mamillas vel circum circa maculis quatuor arge?iteis ornato ; vulva ex fovea parva transverse ovata constanti, utrinque intus tuberculis rotundis ni- gris, supra davo digitiformi obtuso et brevi munita. Long. max. ^ 7, 9 9-11 mill. Maschio. — Cefalotorace lungo 3 mill., come la tibia IV (esci, patella), largo in massima 2 V2 ^ livello dell' inserzione del III paio di zampe, molto rotondato ai margini, scavato in mezzo, convesso ai lati, parte cefalica ben distinta da profondi solchi, sporgente e ottusa, margine frontale recurvo, prolungato innanzi ai lati, fronte larga 1 ^f^, clipeo più basso della lun- ghezza del quadrilatero oculare intermedio, cosparso di peli pal- lidi, testaceo-ferruginoso uniforme. Occhi eguali, prominenti, cir- condati di nero; serie anteriore fortemente recurva, mediani di- stanti fra loro poco meno di 1 diametro e più di 2 dai lateraH; serie posteriore retta, intervalli uguali agli anteriori; laterali contigui, gli anteriori a livello della traversa fra i mediani an- teriori ed i posteriori; quadrilatero intermedio più lungo che' largo, in parallelogrammo, occhi anteriori distanti 1 diametro 24 p. PAVESI dai posteriori. iS/e/-«o cuoriforme, leggermente scavato alla base, appuntato all' estremità, con piccole prominenze all' inserzione delle zampe, vestito di peli sparsi neri, bruno-n^ro. Mandibole testaceo-ferruginose, robustissime, di poco più lunghe che larghe, convesse e genicolate alla base, inclinate all' innanzi, divergenti all' apice, piane all' interno, finamente striate per traverso e gra- nulose sulla faccia anteriore, vestite di lunghe setole nere e mu- nite di due processi ; 1' uno testaceo supero -esterno al terzo api- cale, lungo meno della metà della largliezza delle mandibole diretto all' innanzi e curvo in dentro, con 1' estremità ottusa e la base più larga, 1' altro nero-bruno, situato all' apice interno presso l' in- serzione dell' uncino, più corto, diretto all' innanzi e curvo in fuori, con la base dilatata e 1' estremità bifida, il cui ramo su- periore è una piccola spina breve ed il ramo inferiore molto più lungo; solco anteriore dell' uncino armato di 3 denti, i primi due maggiori, solco posteriore con 4 denti eguali ; uncino rosso-bruno, lungo "^/^ dell'articolo basile della mandibola, ar- mato esso pure poco innanzi alla metà di una robusta spina ottusa all'apice, appena più breve della restante parte del- l' uncino , diretta in alto e curva all' indietro verso il processo bifido anzidetto. Mascelle lunghe, incavate all' esterno, dilatate all' estremità, testacee o ferruginose^ finamente marginate di nero. Labbro alto la metà delle mascelle, a margine hbero ro- tondato ed orlato, fosco-nerastro. Palpi testacei, trocantere e fe- more lunghi e curvi, tibia più lunga della patella, crescente, ve- stita parimenti di peli pallidi , con una lunga setola nera di- retta perpendicolarmente all'interno e 5-6 setole rigide rag- gruppate all' apice superiore, rivolte all' innanzi ; tarso grande, rovesciato all'interno, coperto di peli e di qualche setola; bulbo sferoidale^ voluminoso, solcato alla base, lucente, fer- ruginoso, dal quale sporge superiormente una piccola lamina testacea diretta all' interno in forma di doccia, che comprende sotto uno stilo inversamente canalicolato e terminato in punta acuta nera. Zampe 1. 2. 4. 3 ( I. 20, li. 17 circa. III. 8 V,, IV. 13, patella e tibia IV circa 4 millim.), testacee, con l'apice dei tarsi del tutto nero e l' apice delle maggiori articolazioni ARACNIDI DI SCIOA 25 nero al dissotto, vestite di peli ed armate di aculei lunghi, neri ; zampe anteriori assai più lunj^he ed un po' più robuste delle posteriori; tibia I munita nella seconda metà di una serie interna di spine (circa 10) brevi, robuste, distanziate ; metatarsi I e II con una fitta serie di spine simili, più piccole, irregolari, al- terne, estese su tutta la lunghezza dell' articolo dalla base all' a- pice e sempre dal lato anteriore. Addome cihndrico, lungo circa il doppio della larghezza, sporgente sopra il cefalotorace e mu- nito alla base di due piccoli tubercoli rotondeggianti, tronco in linea obliqua alla parte posteriore, in guisa di protrudere più o meno con una prominenza conica, ottusa, sopra le filiere; campo dorsale argenteo luccicante, coi tubercoli omerali testacei o fo- schi, percorso da una linea longitudinale crociata testacea (vaso dorsale), qualche volta marginata di giallo-dorato, con una mac- chia nerastra mediana sulla sporgenza posteriore, divisa da una linea irregolare argentea, fianchi percorsi da una stretta fascia argentea nei ^j^ anteriori, al davanti unita al campo dorsale, poi separata per una linea oscura semplice o raddoppiata di giallo- dorato; ventre bruno-nero, con due linee parallele argentee e quattro punti o macchie rotonde argentee ai lati delle fihere. Filiere testaceo-fosche. Il maschio giovane ha le zampe ed i palpi testaceo-ver- dognoli e nessuna delle particolarità si notevoli nell'armatura delle mandibole e del loro uncino , non che delle tibie e dei metatarsi anteriori, per cui s' approssima di molto alla femmina. Femmina. — Cefalotorace lungo circa 3 mill, ed appena meno della patella e tibia IV, largo 2-2^2- Mandibole grosse , un po' inclinate all' innanzi, genicolate e prominenti alla base nella faccia anteriore , divergenti all' apice , di poco più lunghe della loro altezza basale; primo articolo conico, liscio, senza pro- cessi, ma con denti forti al margine del solco dell'uncino; un- cino robusto, breve, semplice, appena rugoso alla superficie esterna, privo di spina. Mascelle ferruginoso-fosche. Palpi te- stacei, ferruginosi al tarso, rivestito di molti peli e di spine. Za?npe I. 19, II. 15 V^ , III. 9, IV. 13 7, millim. , patella e tibia IV. 3^3; le anteriori relativamente molto più brevi di 26 p. PAVESI quelle del maschio, tutte un po' più robuste, tibie e metatarsi anteriori aculeati, ma privi della serie lineare interna di spine brevi, colorite come nel maschio o ferruginose più o meno fo- sche. Addome più alto alla base, decrescente verso la parte po- steriore , ottuso e poco prominente sopra le filiere, tubercoli ba- sali od omerali molto pronunciati, due altre sporgenze tondeg- gianti e più larghe al davanti della metà del dorso ; campo dor- sale argenteo, faccia anteriore dei tubercoli omerali bruno-nera- stra, anche con riflessi metallici bleuastri , in forma di due mac- chie ovali inclinate sul davanti dell' addome, percorso da una fascia longitudinale mediana più larga e rosso-dorata nella parte anteriore , bruna e nera nella posteriore , comprendente due macchie rotonde argentee sopra le prominenze secondarie e tre paia di macchie oblunghe o lineari rivolte all' indietro, 1' ultima delle quaH divide in mezzo lo spazio nero, e linee crociate te- stacee del vaso dorsale ; fascia dei fianchi argentea , separata dal campo dorsale per via di una fascia più o meno larga e dorata; campo mediano del ventre argenteo-fosco, limitato da due linee parallele argentee ed all'esterno di nerastro, seguite da una macchia argentea sopra le filiere. Piastre respiratorie ferrugi- nose. Epigiìia trasversalmente ovale , piccola , a scapo basso e tondeggiante, con due tubercoli rotondi, neri e lucenti agli angoh dell'apertura posteriore, davo piccolo, digitiforme, più breve del doppio della sua larghezza e nodoso presso la base. Filiere ferruginoso -fosche, nere all' apice. In tutto il resto con- forme al ijiaschio. Le femmine giovani hanno il campo dorsale ed i fianchi interamente argentei, salvo le linee testacee vascolari, oppure la fascia dei fianchi spesso non separata dall' insegna dorsale ed i fianchi largamente dorati. Comunissima (73 esemplari d' entrambi i sossi adulti e giovani), raccolta a Mahal-Uonz (primavera ed estate 1877) , fra Let- Marefià e Sciotalit (dicembre 1878), foresta di Fecherié-Ghem (estato 1879), Let-Marefià (1879-80-81), kolla di Giagaguè (estato 1881). Appartiene al gruppo della Meta argentea Keys., esteso in ARACNIDI DI SCIOA 27 tutta la zona equatoriale dalla Colombia e la Guiana a S. Elena, alla costa di Loango, all' is. Rodriguez, a Seilan, alla Papuasia ed all'Australia; da tutte le affini questa specie scioana, la più splendida della raccolta Antinori, si distingue per non pochi ca- ratteri indicati nella diagnosi e nella descrizione. Mentre per il colore dell'addome s'avvicina alla rubro-maculata (Keys.), per i tubercoli dorsali alla granulata ed alla celehesiana (Wc'ilck.) americane, malesi e papuane, per qualche armatura del 1." ar- ticolo delle mandibole ricorda alcune Tetragnalhae p. d. e le Metae culla (Cbr.) di Seilan, aurocincta Thor. di Selebes, e per la serie di spinette tibiali e metatarsali anteriori presenta un certo riscontro nell' Epeira dalmalica Keys, ed in altre sopra menzionate, non mi sovviene di specie alcuna di ragno che abbia l'uncino delle mandibole spinifero, tale da simular un palco pigmeo di cervo con uno degli stiletti ; persino le Tetragnalhae vi presentano tutt' al più un piccolo tubercolo basale. Le specie di questo gruppo vennero ascritte ai terididi nel ge- nere Linyphia (Taczanowski) ed agli epeiridi nei generi Telra- gnalha (Walckenaer, Blackwall, Keyserling, Cambridge) e Meta (Keyserling, Cambridge, L. Koch, Thorell), nel quale ultimo le conservo quasi direi come un sottogenere di transizione al seguente. Gen. Tetrag-natha , Late. 1804. 18. T. pretensa, Walck. 1837. Ins. aplères, II, p. 209. Sin. — Tetragnatha pretensa Vinson , Aran, de la Réun- Maur. et Madag., p. 250 e 316, tav. XII, flg. 4, 4 a. , 4 &.; Keyserling, Beitr. z. Kenntn. Orbitelae. p. 847, tav. XXI (4), lig. 14-17; Butler, My)-, a. Araclui. Ro- driguez, in Phil. Trans. London, 1879, p. 501. Hab. — Sottoregione malgasica. Is. Riunione, Maurizio, Ma- dagascar , Rodriguez. Loc. se. — - Mahal-Uonz (aprile 1877), fra Let-Marefià e Scio- talit (dicembre 1878). Note. — Quattro femmine adulte. Specie nuova per il conti- nente africano e quindi per la sua sottoregione centrorientale ; 28 p. PAVESI si distingue nettamente dalla T. fesUva Blkw. del vicino Zam- bese perchè questa ha mandibole conico-verticali, due fascia brune al ventre, ecc. ; ossa trova la sua più prossima parente o forma rappresentativa nella T. pelusia Sav. Aud. d' Egitto , che pure differisce per l' armatura delle mandibole e parecchi altri ca- ratteri. Gli esemplari scioani rispondono particolarmente alla var. descritta dal Vinson a pag. 251 op. cit. Gen. Ulolborus (Latr.) 1806. 19. U. zosis, Walck. 1841. Ins. apt., II, p. 231; Atl. tav. 20, fig. 2 A, 2 D. (Zosis caraihé). sin. — CJloborus borboiiìcus Vinson , Aran- de la Réna. Maitr. et Madag., p. 258 e 316, tav. I, lig. 3, 3 a. Orithyia "Williamsii Blackwall, Spid- S. E- Equat. Africa 1866, p. 453; Blackwall a. Cambridge, SiJid- capt. in the Seychelles Isl.. estr. p. 12. Uloborus Williamsii Cambridge, Spid- St. Helena, II. 1873, p. 223. XJloborus zosis Tliorell , Ragni mal. e lìap. II. .\mboina , p. 129 e 299. Hah. — « Per omnes paone partes calidas orbis teri-arum diffusa haec species videtur (Thorell) » . Nella regione zoo- logica africana : S. E. Africa equatoriale, is. Madagascar, Riu- nione, Maurizio, Seychelles. Log. se. — Let-Marefià (autunno 1879). Note. — Una sola femmina, con le tre paia di macchiette bianche sul dorso dell' addome evidentissime, mentre è irreco- noscibile la linea trasversale al ventre davanti delle filiere. Fam. THERIDIDAE. Gen. Liiiypliia (Latr.) 1804. 20. L. lineola, n. cephalothorace testaceo, vitta media latiore li- neisque marginalibus nitjris; oculis inter mediis anticis magis inter se disjunctis quam postici; mandibulis conicis, geniculatis; pedibus testaceis, femorihiis et tibiis nigro-granosis, /"" paris longioribus quam IV, aculeis gracilibus; abdomine dilute brunneo, alboma- culatOj dorso seriebus tribus e maculis majoribus albis in longitu- ARACNIDI DI SCIOA 29 dinem partito^ lineis brunneis circum circa fusidis. Long. max. 9 8 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo 2 -/g mill. , come la tibia IV (esci, patella), largo 2, poco rotondato sui margini, incavato posteriormente, parte cefalica più lunga della toracica e ben rialzata sopra questa, tondeggiante, fronte larga più di 1 mill. , clipeo più alto della lunghezza del quadrilatero oculare intermedio, solchi evi- denti , lucido , con setoline nere sul capo ; testaceo, percorso da una fascia mediana nerastra, più larga e diffusa al davanti, che raggiunge gli occhi mediani posteriori, e da due linee margi- nali nere, finamente dentate all'interno. Serie anteriore degli occhi recurva, mediani piccoli, circondati di nero, distanti fra loro più di 1 diametro e maggiormente dai laterali; serie superiore appena procurva, mediani più grossi degli anteriori, rotondi, or- lati di nero, intervallo minore di 1 diam., separati dai laterali quasi di 2 ; quadrilatero intermedio tanto lungo quant' è largo, un po' più largo al davanti; laterali grandi, ovali, contingenti nella linea trasversa, che divide per metà l'area intermedia. Sterno cuoriforme, egualmente lungo che largo alla base, tronco al davanti, con intaccature marginali, vestito di peli setoline nere ai lati, testaceo. Mandibole verticali, di poco più lunghe della loro larghezza basale , più grosse dei femori I , coniche e fortemente genicolate , granulose sulla faccia anteriore, testaceo- fosche, ferruginose all'estremità; uncino breve, robusto, rosso- bruno. Mascelle parallele , larghe , tronche in linea retta al mar- gine anteriore, con un'intaccatura alla base per ricevere il labbro, finamente pelose , testacee, filettate di nero all' estremità. Labbro stretto , quadrato , più basso della metà lunghezza delle ma- scelle, testaceo verdiccio. Palpi gracili , tibia lunga il doppio della patella , testacei con 1' estremità del tarso rugginosa e ve- stita di finissimi peh. Zampe 1. 4. 2. 3 (I. 12 Vg, II. 9 7,, III. 8, lY. 11 Ys)» relativamente brevi e gracili, sparse di peli e di sottili aculei , uno più lungo all' apice delle patelle , testacee con granulazioni più meno grosse e nere sopra i femori, spe- cialmente del I paio e su tutte le tibie, patelle con una macchia nera davanti e di dietro presso l'apice, estremità della tibia I 30 p. PAVESI con un anello bruno indeciso, apice dei tarsi ferruginoso e sco- pula breve, ma che sembra foi'mata di setole rigide. Addome ovato, convesso alla base sormontante il celafotorace , più alto posteriormente e tronco, di color bruno assai cliiai'o, sparso di macchiette irregolari bianche, le maggiori delle quali formano sul dorso tre serie o fascie longitudinali, che cominciano un po' dopo la base e non arrivano alle filiere, la mediana divisa da una linea dello stesso colore di fondo , anzi un po' più scuro ; ventre testaceo-fosco uniforme in mezzo; in giro alle filiere al- cune macchie lineari brune. Epigina piccolissima bruna, con due piccoli tubercoli rotondi al davanti. Filiere testaceo-ferruginose. Una sola femmina pregnante di Daimbi, raccolta sulle mimose il 18 maggio 1879. Appartiene al gruppo della hucculenta (CI.) ossia dei Boly- pJiantes C. L. Koch, Slemonypiianles Menge. Ne differisce tut- tavia perchè ha gli occhi mediani anteriori più separati dei po- steriori, zampe del I paio un po' più lunghe e non più brevi di quelle del IV, granulazioni alle zampe e colore generale di- verso (sarebbe parimenti trilineala, ma le linee sono bianche non nere) , che non la lascia confondere neanche con le affini ; nella forma del capo s'avvicina dippiù alla L. luleola Blkw. {Boly- phanles alpestris e strandneus C. L. K.). 21. L SUSpiciosa, n. cephalothorace aeque longo quam tibia cum patella IV par is, ferrugineo-fusco, margine nigricanti; pedibus anticis panilo longioribus quam postici, testaceis, femoribus ante- rioribus ad basin nigro-strigalis; abdomine nigra, dorso late testaceo duabits maculis et vittis trihus transversis vel angulatis nigris no- talo, lateribus et tertio postico dorsuali testaceo-mucuUulatis, ventre coìicolore brunneo. Long, max; 9 3 7-2 i"ill- Mas ignotus. Cefalotorace lungo 1 Y^ mill,, come patella e tibia IV, molto più lungo che largo , rotondato sui margini , tronco al davanti cogli angoli frontali assai ottusi , dorso convesso a solchi rag- gianti appena distinti, capo alto tondeggiante, clipeo un po' più basso della lunghezza del quadrilatero oculare intei-medio ed impressionato sotto gli occhi ; bruno ferruginoso , nereggiante ARACNIDI DI SCIOA 31 sui margini. Serie anteriore degli occhi recurva, occhi subeguali, mediani quasi contigui fra loro , separati più di 1 diametro dai laterali ; serie posteriore quasi retta, mediani grandi e sporgenti più separati degli anteriori, latei-ali più piccoli di tutti ; quadrila- tero mediano più largo al di dietro e più lungo che largo ; laterali contigui. Mandibole più grosse dei femori I, lunghe il triplo della loro larghezza alla base, cilindriche, appena ristrette all' estremità e divergenti, armate di 4-5 denticoli acuti e lunghi ai margini del solco dell' uncino , testaceo-ferruginose , come mascelle e labbro. Sterno rosso-ferruginoso. Palpi testacei. Zampe ]. 4. 2. 3 (I. 7 7., , IV. circa 7 mill.), gracili, tarsi I esilissimi, femori poste- riori inermi (?), anteriori armati di 2 aculei brevi nella seconda metà ; testacee , femori anteriori con due strisele longitudinali nere alla base , tutti gli articoli filettati di nero alle estremità. Addome ovato e un po' depresso , ottuso posteriormente , nero , con un largo campo testaceo sul dorso dalla base al terzo po- steriore , traversato e macchiato di nero , cioè presentante dal- l' avanti all' indietro due macchie mediane separate da una retta trasversale, alla seconda delle quali corrispondono due dentature del nero dei fianchi, a maggiore distanza seguite da due accenti circonflessi, che raggiungono pure i fianchi, aperti posteriormente, il secondo appena distinto dal nero della parte posteriore ; al- quanto sopra le filiere due macchie testacee e tre da ciascun lato sui fianchi. Ventre uniformemente bruno , con minutissimi punti impressi. Epigina in forma di piccola piastra discoidale e perforata. Filiere nere. Una sola femmina di Let-Marefià , raccolta in febbraio 1879. Appartiene al gruppo della clathrata Sund., ma è fecilmente ri- conoscibile tra le affini per i caratteri anzidetti, nò può confondersi in alcun modo con la L. extricata Cbr. d' Egitto da una parte , nò per 1' altra con la lepida Blkv^. della regione dello Zambese. 22. L. Sterilis, n. cephalothorace aeque longo quam tibia cum patella IV paris, clypeo impresso, tubero oculos medios posticos ferenti munito, ferrugineo-fusco; pcdibus anticis longioribus quam sunt r eli qui , unicoloribus testaceis ; abdomine supra anum in co- 32 p. PAVESI num brevissiììium producto^ (lain oblique Iruncalo, exlremitnle cum mamillis prominenti , ve/, a latere i?ispeclo subir itjuetro, piclura dorsi alba a maculis lineisene denlalis in medium parUta, lateribus nigris, vittis et maculis duabus albis lonyitudinaliter utrinque no- tatisi parte postica albo-testacea, punctis albis prope fusulos. Long. max. 9 3 '/g mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo 1 Y, mill., come patella e tibia IV, quasi il doppio della larghezza, appena rotondato ai margini, ottuso e tondeggiante al capo , torace poco convesso , solchi indistinti , clipeo alto quanto la lunghezza del quadrilatero oculare inter- medio , con legger solco sotto gli occhi , testaceo-ferruginoso o -fosco, nero soltanto nell' area oculare mediana. Serie anteriore degli occhi recurva , mediani più piccoli ed un poco sporgenti , distanti fra loro 1 diametro ed almeno 2 dai laterali ; serie po- steriore retta, mediani alquanto prominenti, perchè situati ai lati di un tubercolo comune solcato in mezzo, più grossi degli ante- riori ed anche più staccati reciprocamente , per cui il quadrila- tero mediano è più largo all' indietro e lungo quanto largo da questo lato ; occhi laterali contigui ovali, di poco più piccoli dei mediani posteriori. Mandibole un po' più grosse dei femori I , lunghe circa il triplo della loro larghezza , appena divergenti all' estremità , cilindrato-coniche , armate di 3 a 4 dentiooli al solco dell' uncino , del colore del cefalotorace. Mascelle e labbro testaceo-foschi. Sterno granuloso, rosso-bruno. Palpi testacei, un po' foschi negli articoli terminali. Zampe 1. 4. 2. 3 (I. 7, lY. circa 6 mill.), gracili, femori del I paio armati di 2 piccoli aculei al di sopra e di 1 al davanti, femori posteriori con un solo pic- colissimo aculeo superiore appena visibile presso la base, tibie e tarsi manifestamente aculeati ; testacee con 1' apice degli articoli maggiori appena infoscato. Addome ovato al di sopra , visto la- teralmente subtriangolare, sporgendo al di dietro in brevissimo cono ottuso, poi essendo tronco obliquamente per finire in punta con le filiere ; dorso bruno-sporco con tre o quattro piccole mac- chie triangolari od accenti circontiessi Ijruno-neri , crescenti in larghezza, sulla linea mediana; fianchi neri con due linee bianche da ciascun lato , 1' anteriore unita alla base del campo dorsale , ARACNIDI DI SCIOA 33 la posteriore intorno all'anzidetto cono, interrotte o separate a metà per formare due alti'e macchie bianche verticali ; piano obliquo posteriore o sopranale bianco-testaceo, e da ciascun lato delle filiere due punti bianchi ; regione epigastrica e ventre neri con riflessi metallici. Epigiìia costituita da un largo orlo terminato in due punte all' indietro , che limitano una fossetta , dalla quale sorge un piccolissimo processo verticale. Filiere nere. Due femmine raccolte a Mahal-Uonz (aprile 1877) e fra Let- Marefià e Sciotalit (dicembre 1878). Appartiene al gruppo della pusilla Sund. {pralensis Wid.) e n' è assai affine, ma alcune particolarità organiche sopra in- dicate , specialmente la forma dell' addome , servono a contrad- distinguerla da quella specie europea e nordica , tanto variabile nella colorazione. Anche per questo carattere va tuttavia distinta, siccome le macchie disposte longitudinalmente sul dorso sono molto piccole , le due ultime più larghe ed in forma di linee trasversali angolose o d' accenti, mentre nella pusilla sono sem- pre grandi in confronto del campo dorsale e decrescenti in lar- ghezza , e r estremità posteriore dell' addome è nera senza macchie. Gen. Tlie vidi airi, Walck. 1805. 23. T. spinitarse (Cainbr.) 1876. Egypt. Spici., p. 570, sub: Theridion spinitarsis an Dipoena. Sin. — Tlieridion (an Dipoena) spinitarse Simon. Arachn- de France, V. I. p. 113, nota. Hab. — Sottoregione mediterranea africana. Egitto. Loc. se. — Monti sopra Let-Marefià verso Deus (gennaio-feb- braio 1879). Note. — Due femmine adulte , che concordano nei caratteri organici , specialmente nell' armatura dei tarsi , e nel sistema generale di colorazione con la specie di Cambridge. Anche questi esemplari hanno le spinette soltanto ai tarsi ; il ventre non presenta però ad evidenza la fascia trasversale bianca, ha invece due macchie nere laterali ad una, che comprende 1' epigina ; le .Ann. del Mvs. Civ. di St. Xat. Voi. XX. (11 .Spttembre 1883). 3 34 p. PAVESI mandibole sembrano piane sulla faccia anteriore per causa di due linee longitudinali nere sui lati. La conservo nel genere Theridium , non tanto per aver veduto il maschio , in assenza del quale Cambridge sta in dubbio di riferirla alle Dipoena Thor,, quanto perchè la serie posteriore degli occhi ò retta e non recurva ; delle Dipoena ha soltanto 1' apparenza. 24. Th. simile, C. L. Koch 183G. Die Arachn., Ili, p. 62, fig. 215 ; Vili, p. 79, fig. 649. Sin. — Tlieridion simile Simon, Arachn. ds France^ V. i, p. 102. Ilab. — Suttoregioni paleartiche europea e mediterranea. Al- geria. Loc. se. — Fra Let-Marefià e Sciotalit (dicembre 1878) , kolla di Giagaguò (estate I88I). Note. — Due femmine adulte di due delle tante varietà di questa specie. Quella di Let-Marefià ha la fascia bianca dorsale dell'addome integra, con marginatura bruna traversata da lineette bianche e posteriormente limitata all'interno di nero; quella più piccola di Giagaguè ha fascia bianco-sporca listata di bianco interrotta in mezzo , posteriormente stretta e lineare sopra le filiere. Gen. Steatodla, (Sund.) 1833. 25. S. molesta, n. cephalothoraee rufo-fusco, nigricanti in parte Ihoracica; oculis mediis posticis hrcuius inter se qunm a latera- Libus remo t is ; cli/pei altitudine arme oculorum mediorurn longi- tudine circiter dimidio majore ; pedibus ferrugineo-rufescontibus, femoribus nigris , tibiis vittis fuscis; abdomine subgloboso, depresso, castaneo, utrinque vitta obliqua albicanti post medium dorsi. Long, max. 9 4 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo I y., mill. , rotondato ai margini , testa sporgente e tondeggiante , fronte larga poco meno del torace , cli})eo convesso, alto una mezza volta di più della lunghezza del quadrilatero oculare mediano ; rosso-bruno , nereggiante nella parte toracica. Occhi della serie posteriore in linea retta, del- ARACNIDI DI SCIOA 35 l'anteriore leggiermente reeurva, area dei mediani appena più lunga che larga e larga tanto all' indietro che all' avanti , me- diani anteriori posti sopra un tubercolo comune trasversale, pre- ceduto da un' infossatura cefalica, reciprocamente distanti 1 dia- metro, più vicini ai laterali, mediani posteriori distanti dai laterali 1 diam. e meno tra di loro, laterali ovali , contigui. Mandibole rosso-brune, grosse come i femori I, ma più grosse alla base e più lunghe dell' altezza del clipeo. Mascelle rosso-brune , labbro e slemo bruno-neri; sterno cuoriforme, finamente rugoso, Palfi rosso-bruni, con l'articolo femorale più scuro. Zampe 1. 4, 2, 3 (I. 5Vj mill,, II. 4, III, 3, IV. 5), brevi, il IV paio poco più breve del I , patella e tibia IV I ^3 miU-» finamente pelose , rosso-bruno-ferruginose , patelle più chiare , femori bruno-neri , tibie nerastre ai lati, quelle del IV paio anche con un anello nero apicale. Addome ovato, depresso, sparso di piccoli peH, lucido, di color cioccolata , da cui spicca dopo la metà e per ciascun lato una riga obliqua all' indietro bianca, cioè testacea macchiet- tata di bianco. Ventre nero in mezzo, Epìgina formata da due piastrelle brune, semplici, quadrilatere e convergenti all' indietro. Un sola femmina , apparentemente adulta , di Let-Marefià (autunno 1879). È specie del gruppo o genere Crustulina (ÌNIenge) Sira,, che ha parecchi rappresentanti anche in Africa, e nell'Egitto l'affine S. stgnala Cambr.; se ne distingue subito per avere due sole strisele bianche sulll' addome , poi per altri caratteri sopra in- dicati, Gen. Litlxypliantes, Thor. 1869. 26. L. Paykullianus (Walck.) 1806-08. Hist. nat. des Aron., 4. 4, sub : Theridion. Sin. — Vedi Pavesi, Aracn. tunis., p. 55 (331). Lithyphantes faykiillianiis Karsch , Rohlfs'sch. Afric. Exped., estr. p. 9. Hab. — Vedi Pavesi, ibid. Tripolitania. Loc. se. — Fra Let-Marefià e Sciotalit, Fecherié-Ghem (fine 1878), Let-Marefià (1879-80), kolla di Giagaguè (estate 1881). 3G p. PAVESI Note. — Comunissimo. Dei 42 esemplari , ad. e giovani fem- mine , molti a tipo iLamntus C. L. Koch , altri di tipo lunalus con e senza arco ranciato alla base dell'addome, e passaggi. Gen. Latlii'ocleetus, Walck. 1805. 27. L. 13-guttatus (P. Rossi) 1790. Fn. etnisca, II, p. 136, tav. IX, fig. 10, sul) : Aranea. Var. lugubris (Duf.) 1820. Descr. de six Arachn. noiiv., p. 355, tav. LXIX, fig. 1, sub: Therldiun. Sin. — Vedi Pavesi, Aracn. tunis., pag. 56 (33-2). Ijathrodectus 13-gvittatus var. erebus Simon, Aracltn. ree env. Alexandrie, Ann. Soc. entom. France, 5. serie, X. ISSO, Bull. \). XLVH; Karscli, Rohlfs'sch. Afric. Exped-, p. Ti. Hah. — Vedi Pavesi, ibid. Tripolitania. Loc. se. — Let-Marefià (1879-80), kolLi di Giagaguè (estate 1881). Note. — Comune. Fra le 35 fennnine vi sono eseuìplari con e senza fascie, spesso con una striscia longitudinale ranciata più o meno lunga, discendente sopra 1' ano e con ventre nero. Per mezzo del compianto prof. Panceri n' ebbi anche una femmina del Sudan egiziano , raccoltavi dal dott. Ori. 28. L. Schuchii (C. L. Koch) 1836. Die Arm-hn. Ili, p. 10, fig. 167, sub: Meta. Sin. — Vedi Pavesi, Aracn. tunis. p. 57 (333). V Latrodectiis ijallidus Cambridge, Spid- of Palest, a. Syria, p. 287. Latrodectus Seliuchii Simon, Arachn. de France, V. I, p. 179, nota. Ilah. — Sottoregioni mediterranea, etiopica orientale, malga- sica. Tunisia, Senegal, Abissinia, Zanzibar, Madagascar. Loc. se. — Let-Marefià (1879-80). Note. — Quattro femmine adulte. 1 disegni del dorso dell'ad- dome corrispondono a quelli indicati nella descrizione e figura del Koch, eccetto in uno degli esL'mplari , che è quasi comple- tamente nero al di sopra e presenta indistinto appena uno dei campi rombici. Nel colore del ventre gl'individui scioani dilìeri- ARACNIDI UI SCIUA 37 scono alquanto dalla descrizione del Thorell yDescr. scv. curop. a. North-Afrlc. Spid., p. Q'è) e si avvicinano di più alla descri- zione del Koch e del Cambridge. Tutti hanno nel mezzo del ventre, dietro 1' epigina, una larga macchia gialla della figura d' una clessidra ed 1, 3 o 5 punti gialli ai lati e sotto alle filiere, il mediano inferiore costante. Mi sembra in ciò una specie va- riabile, epperò la sinonimia col L. pallidiis Cb. è forse meno improbabile di quanto dice il Simon. Dal Simon rilevo la sua maggiore dittusione in Africa , sebbene egli non abbia citata la Tunisia, ov' io T ho segnalata 1' anno precedente alla pubblica- zione del voi. V della sua opera Arachnides de France. 29. L. cinctus, Blackw. 1865. Descr. of Aran, from the East Cenlr. Africa, p. 341. Hab. — Sottoregione etiopica centrorientale. Zambese (alia confluenza dello Sciré). Loc. se. — Let-Marefià (1879-80), kolla di Giagaguè (estate 1881). Noie. — 14 femmine di varia grandezza. In certi individui manca una delle tre fascio recurve aranciate (biancheggianti nell'alcool); quasi tutti hanno inoltre una riga obliqua ranciata fra r arco della terza fascia e la fascia longitudinale che giunge fino all' ano ; una piccola striscia trasversale gialla vedesi al di dietro della rima genitale. I disegni sono più distinti negli esemplari giovani, i più grossi presentano interrotte le fascio curve segnate appena dai margini. Ne ho pure esaminato una femmina di Keren (Bogos) , rac- coltavi in luglio 1870 dal prof. 0. Beccari, Fam. SCYTODIDAE. Gen. I*lxoleus, Walck. 1805. 30. Ph. hieroglyphicus, n. cephalothorace testaceo-vivido, margi- nibiis sublUiler viUaque media longitudinali nigricantibus. Ime villa in parie thoracica geminala, ai ilice fere ad ìnarginem cly pei perii- 38 p. PAVESI nenli , postice duahus maculis nigris arciialis sequuta ; sterno te- staceo inermi; pedibus exllissimis , testaceis, nigricanle-annulatis ; ahdomine cijlindrico, postice truncato, cinereo, in dorso viltà media fusca rosarium figurante lineis fuscis limitata, ventre vitta media continua nigricanti ; scuto vulvae inverse pentagonali , lateribus posticis tuberculis ovatis. Long. max. 9 circa 5 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo poco più di 1 mill., rotondato , parte cefa- lica ben distinta da impressioni forti , in forma di cuneo più largo e più alto al davanti , cogli angoli sormontati dagli occhi laterali, tronco al di dietro, superficie glabra; di color testaceo vivace , con sottile marginatura nerastra , dentata all' interno in due solchi raggianti; una fascia longitudinale nerastra, stretta sul clipeo al davanti degli occhi mediani, comincia presso il margine facciale , comprende tutta la testa e sorpassa la metà del torace , essendo quivi divisa da una linea chiara in corri- spondenza della rima mediana; dopo questa fascia prendono origine due macchie nere piriformi , ingrossate all' indietro , le quali figurano due archi divergenti con la convessità interna, che si dirigono verso la marginatura del torace senza raggiun- gerla. Clipeo alto 1 volta e 72 ^^ lunghezza delle mandi- bole. Occhi mediani piccoli, neri, distanti dai gruppi laterali più di 1 diametro ; occhi laterali molto sporgenti , subeguali , l' in- terno un po' più piccolo. Mandibole coniche , grosse quanto i femori delle zampe , sfumate di nero alla superfìcie anteriore. Mascelle e labbro nereggianti, con margine testaceo. Sterno ro- tondato, convesso, inerme , testaceo. Palpi brevi , tenui , nereg- gianti. Zampe 1. 4. 2. 3 (I. 32 mill., II. 20 V^, III. 13, IV. 21 7,, lunghezza del metatarso I. 12 mill.), lunghe, sottili, esihssime ai tarsi, pubescenti, granulose, testacee a patelle nerastre, con un anello preapicale nerastro sui femori e sulle tibie ed un anello basale più stretto sulle tibie e sui tarsi. Addome cilindrico , un po' più stretto e tronco all' estremità posteriore ; grigio, percorso sul dorso da una fascia mediana bruno-nerastra a forma di co- roncina, cioè strozzata in quattro punti trasversali e raddoppiata all' esterno da due linee nerastre ; il piano posteriore quasi ver- ticale è di color grigio-testaceo, marginato di bruno, con denta- ARACNIDI DI SCIOA 39 ture brune che sporgono verso l' interno. Ventre grigio, con una stretta fascia mediana nerastra, continua dall' epigina alle filiere. Vulva formata da uno scudo rosso-bruno, largo, inversamente pentagonale, a vertice ottuso , portante ai lati posteriori due corpi ovoidali (borse seminali) succinei. Una sola femmina dei monti di Let-Marefià (primavera 1877). Ricorda nel disogno del cefalotorace le Scytodes , epperò s' avvi- cina al Pholciis dislinclus Cambr. di Seilan e S. Elona, come per il disegno dell'addome al Ph. vexilUfer Butl. di Rodriguez, ma non può confondersi con alcuna per i caratteri sopradescritti. Gen. Sperniopliora, Hentz 1841. 31. S. senoculata (Dugés) 1836. Observat. sur les Aran. , in Ann. se. nat., 5.* serie, VI, p. 160, sub: Pholcus. Sin. — F»holcus quadinpunctatus Lucas, Expl. de V Algerie, I, p. 239, Aracii. tav. 15, fig. 2. Spernioptiora senoculata Pavesi, Ragni Cant- Ticino, p. 94; Simon, Arachn. de France, I, p. 264, tav. IV, flg. 17. Hab. — Sottoregione mediterranea. Algeria. Loc. se. — Kolla di Giagaguè (estate 1881). Noie — Un solo maschio adulto. Devo riferirlo alla specie comune nelle penisole meridionali d' Europa ed in Algeria, quan- tunque la sua assenza in Egitto ed in altre parti dell'Africa orientale mi faccia nascere il dubbio che possa essere stato im- portato che sia caduto nel vaso allorquando si faceva qui in Italia la selezione degli animali per spedirmi i soli aracnidi in esame. Le conviene in ogni carattere; la forma del palpo cor- risponde assai bene alla descrizione dataci dal Simon , meglio ancora che alla figura, e le mandibole mostrano presso la base il caratteristico tubercoletto conico (« petite denticulation »). 40 p. PAVESI Fam. AGALENIDAE. Gen. Teg-enaria (Latr.) 1804. 32. T. mirabilis, L. Koch 1875. Aegypt. u. Abyss. Arac/in., p. 34, tav. IV, fig. 2, 2 b. Hab. — Sottoregione etiopica centrorientale. Abissinia (Ama- sen). Loc. sc. — Fecherié-Ghem (ottobre 1878). Note — Una sola femmina adulta in cattivo stato , che rife- risco non senza qualche dubbio alla presente specie perch"' il dott, Koch ne descrisse soltanto il maschio , con un carattere sessuale di cui va priva la femmina e per alcune altre diffe- renze. Parecchi caratteri organici ed il colore risultano eguali a quelli del maschio, però meno sentita la differenza fra il ferru- ginoso della prima metà delle zampe del 1." paio ed il rosso- bruno della metà apicale. Le dimensioni del corpo sono , come di consueto , molto maggiori , ma press' a poco mantenute le proporzioni relative delle parti; lungh. tot, 16 mill., lunghezza del cefalotorace 8 ^/.,, poco più della tibia IV, largii. 6, zampe I. 42 mill. , II. 33 , 111. 28 , IV. 35, tilna e patella I. 13 y.,. La serie anteriore degli occhi è molto meno procurva , perchè gli occhi laterali sono appena più bassi dei mediani in quanto un po' più grossi , mentre la serie superiore è effettivamente pro- curva, il quadrilatero mediano molto più largo all' indietro. Le tibie del I paio non sono incurvato verso 1' apice e manca la grande spina ai tarsi I, piuttosto gi'acili , leggermente curvi in basso ed un po' più grossi alla base. Le parti boccali sono rosso-bruno intenso, quasi nere le mandibole, giallo il margine delle mascelle e del labljro. L' epigina forma una piastra tras- versalmente ovaio ; per una strozzatura no r separata la metà posteriore, che presenta due grandi fori neri ai lati di un largo processo mediano. Le filiere sono rosso-brune. ARACNIDI DI SCIOA 41 Gen. Ag-alena, Walck. 1805. 33. A. leucopyga, n. cephalothorace fusco-teslaceo , laleralUer et in medium ciìiereo-pubescentij vittis submarginalibus nigris in ma- cidas radia?i(es divulsis; pedihus nigro-annulatis, dense pilosis prae- seriim femoribus infra ; abdominis dorso cinereo-obscuriore , villa longitudi?iali media leslacea vel subrubenli lineis qualuor cuneatis incisa, macula magna testacea super mamillas albo-pilosa ; vulva profimde excavata , ora postice a lamina interrupta et tuberculis ovatis munita. Long. max. 9 ^d. 11-16 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo 6 mill. , largo 4 , eguale in lunghezza a tibia e patella ed in larghezza alla sola tibia II , bruscamente compresso al davanti dell'inserzione del I paio di zampe, solco mediano marcatissimo nella traversa fra il 11 e 111, preceduto da una serie di peli setolosi neri, diretti all' innanzi; testaceo- fosco , bruno nella regione cefalica e quasi nero sulla fronte , con lunghe setole nere e coperto di peli grigi , che formano due fascio marginali ed una mediana interrotte e più distinte come macchie in corrispondenza dei solchi raggianti e dei lati del capo. Entrambi le serie degh occhi molto procurve , la po- steriore più lunga, i cui laterali sono assai vicini ai laterali an- teriori; occhi quasi eguali in diametro, appena un po' più pic- coli i mediani posteriori , gli anteriori distanti reciprocamente meno di 7-2 diametro , mediani posteriori lontani fra di loro 1 diametro, ma più vicini che ai laterali ; quadrilatero oculare mediano più lungo che largo e più stretto all' innanzi. Sterno cuoriforme , bruno o testaceo-nerastro con peli neri. Mandibole robuste e grosse come i femori 1, verticali e genicolate alla base, lunghe come i tarsi IV o metà del cefalotorace, poco divergenti, margine anteriore del solco dell' uncino munito di 3, posteriore di 2 piccoli denti in basso , di color rosso-bruno intenso , ve- stite di lanuggine grigia e di peli neri. Mascelle e labbro rosso- bruni con margine libero testaceo. Palpi testacei, rosso-bruni ai tarsi; femore, patella e tibia anellati di nero. Zampe 4. 1. 2. 3 (I. circa 21 mill., II. 17-19 Vg, III. 16-18 Vg^ IV. 21-24, tibia 42 p. PAVESI e patella IV. 6-7 mill.), coperte di lanuggine grigia, riccamente vestite di lunghi peli , sopratutto alla superficie inferiore dei femori seriati , irregolari sulle tibie e sui tarsi , armate di spine; testaceo-fosche o rosso-brune, più scure nella metà estrema, al dissotto dei tarsi e al disopra dei femori I , coscie macchiate di nero , quattro anelli neri più o meno completi ai femori e due alle tibie , apice degli articoli anellati di nero. Addome ci- nereo-fosco, tendente al nerastro, coperto di lanuggine grigia e lunghi peli sparsi neri ; fascia longitudinale mediana rossastra o testacea , traversata nella seconda metà da quattro accenti cir- conflessi testacei, terminati da un punto con ciuffo di peli bianchi ; sopra le filiere una larga macchia cutanea, rotondata od ovale, testacea, coperta di pelo bianco. Lati del ventre cinereo-foschi , zona mediana dietro la rima genitale limitata da due righe paral- lele nere. Vulva ovale di traverso , con orlo molto sporgente , anullare, incompleto all' indietro e terminato da' tubercoli lucidi tondeggianti , nella parte profonda pi'otetta da una piastra sol- cata in mezzo e convessa ai lati, la quale finisce tronca e rosso- bruna a livello delle borse seminali anzidette. Filiere superiori col 1." articolo bruno rossastro, 2." testaceo appena un po' più lungo del precedente, ma più sottile. Tre femmine adulte di diversa grandezza , raccolte a Mahal- Uonz (aprile 1877) , Let-Marefià (giugno 1880) e nelle kolla di Giagaguè (estate 1881). A prima vista questa specie può credersi una Textrix , ma è un' Agalena , facilmente distinta da tutte per la macchia bianca sopranale. 34. A. lepida, Cambr. 1876. Egi/pL Spid., p. 558 (18). Hab. — Sottoregione etiopica centrorientale. Deserto di Ge- bel-y-Silsilis (Alto Egitto). Loc. se. — Daimì)i (maggio 1879). Note. — Una sola femmina adulta di questa bella specie, di- stintissima per la larga fascia longitudinale bianca sull' addome. ARACNIDI DI SCIOA 43 Fam. DRASSIDAE. Gen. ^a.g'a.ua,, Thor. 1875. 35, S. erythrina, n.cephalolhorace ferrugineo- fusco, cum pedihus et palpis ferrugineis pube fulva vestilo; ocidis mediis anticis mi- noribus quam sunt laterales ; palporum maris parte tibiali aculeis intus carenti; pedibus /""' paris longioribus quam IV" et IF' vel pedum proportione 1. 4. 2. 3^ femoribus I spina singula antica ad apicem j metatarsis anterioribus 3 paribus aculeorum longissi- morum instruclis ; abdomine subrubeo-griseo , fulvo pubescenti. Long. max. d^ ad. 7, 9 9-10 mill. Maschio. — Simile alla femmina, ma più piccolo. Cefaloto- race lungo 4 mill., un po' più della patella e tibia IV, largo 3. Palpi mediocri, del colore delle zampe; patella poco più lunga della larghezza ; tibia più breve, dilatata all' apice, che porta al lato esterno un processo o mucrone ben distinto e grosso alla base, diretto prima all' innanzi poi all' esterno, bruscamente as- sottigliato e terminato con due piccolissime punte , al dissotto del quale la tibia presenta una corona di peli brevi , peloso è anche il margine interno; tarso alquanto più largo, ovato; bulbo sempHce formato da un processo tumido, il quale dà origine dal lato superiore esterno ad uno stilo sottile e nero, che circonda il margine interno della lamina e raggiunge in basso una de- pressione mediana del processo , quivi rendendosi libero come piccolo uncino. Zampe mediocri, 1. 4. 2. 3 (I. 12 Yo? II- 1^» m- SYg» I^^- 11 V2' ^"^^^^ ^ patella IV. 3 y,) , spine tibiah e me- tatarsal inferiori delle prime due paia più brevi di quelle della femmina. Femmina. — Cefalotorace lungo 4 mill., eguale a patella e tibia IV, largo SYo» rotondato ai lati, ristretto al davanti delle coscio I, tronco in linea retta alla parte anteriore , clipeo largo poco più di 2 mill., più alto del diametro degli occhi mediani ante- riori, margine esterno rivoltato ad orlo sottile, solco ordinario breve, solchi raggianti appena distinti, superficie finissimamente rugosa; rosso-bruno con pubescenza fulva. Serie anteriore degli 44 p. PAVESI ocelli, appena prociirva, i)ost.(>riore più larga e più j)rocurva; me- diani anterioi-i ])iù piccoli dei laterali e separati da uno spazio minore del loro diametro, più vicini ai laterali che tra di loro; mediani posteriori più piccoli di tutti, di color d' ambra lucentis- simi, intervallo quasi doppio del loro diametro, e molto più vicini reciprocamente che ai laterali. Mandibole eguali in lunghezza ai tarsi I, più robuste dei femori , arcualo-convesse o genicolate alla base, inermi, granulose alla superficie anteriore, rosso-brune, vestite di setoline pallide e di un ciuffo di peli fulvi al margine interno, solco dell'uncino fornito di 4.4 piccoli denti in basso, r ultimo più grosso degli altri. Marcelle poco inclinate sul labbro, convesse all' esterno , senza impressione , rosso-ferruginose con margine bianco-giallognolo. Labbro quadrilatero , più largo che lungo, tronco al davanti, ferruginoso-nerastro. Sterno cuoriforme, tronco in linea retta alla parte anteriore , con prominenze ton- deggianti all'inserzione di ciascun paio di zampe, granuloso, rosso-ferruginoso con pelurie fulva. Zampe 1. 4. 2. 3 (I. 13, II. 112/3, in. 10, IV. 122/3, tibia e patella IV. 4 mill.), unicolori, rosso-ferruginose con pelurie fulva, peli neri formanti un anello intorno all'apice dei due metatarsi posteriori; femori I armati di una robusta spina interna preapicale, II. Ili e IV con una spina superiore a metà lunghezza; patelle inermi; tibie e me- tatarsi anteriori armate soltanto al dissotto , posteriori anche la- teralmente, ma con molto minor numero di spine; tibie I e II fornite di 8 paia di spine lunghe e parallele all' articolo, il ba- sale più avvicinato alla linea mediana; metatarsi I e II con 3 paia di simili spine più robuste , lunghissime , si che le prime due superano la metà lunghezza dell' articolo e 1' ultimo ne rag- giunge r apice ; peli fascicolosi delle unghie non dilatati all' estre- mità. Addome ovato, depresso, rossastro con pelurie fulva; una macchia lanceolata giallognola parte dalla base, ne arriva a metà e presenta ai lati quattro punti impressi ; ventre più chiaro , piastre respiratorie ferruginose. Epic, ina in forma di piccola cetra inversa, con una })iastra mc^liana nera presentante una fendi- tura lineare orlata , la quale termina anteriormente a due fori. Filiere testacco-ferruginose. ARACNIDI DI SCIOA 45 Un maschio adulto e tre femmine completamente sviluppate dei monti sopra Let-Marefià verso Deus (gennaio-febbraio 1879) e di Let-Marefià (1879-80). La presente specie scioana si distingue dall' europea S. ru- tilans Thor. per molti caratteri ; quest' ultima infatti ha pube- scenza squamosa {Liocmnum squamosum L. Koch) iridata, occhi mediani anteriori più grandi dei laterali , soltanto 2 paia di spine metatarsali I e II, 4 forti spine al lato interno del tarso dei palpi maschili, diverse la proporzione delle zampe e la forma del bulbo e dell' epigina. E più affine al Liocranum concolor Sim. di Corsica, descritto troppo brevemente sopra una femmina giovane, però anche questa offre soltanto 1 paio di spine infe- riori metatarsah I e II; ed il L. pallidulum Sim. di Spagna, che ne ha 3 paia , presenta diversi la direzione delle serie oculari ed il colore del corpo. Ricorda a prima vista le Dysderae per il colore, nella forma i Drassi p. d. Il sig. Simon sopprime il genere Sagana e lo riunisce al Liocranum , perchè l' impressione mascellare caratteristica è ap- pena riconoscibile negli esemplari adulti , indistinta o nulla; ma il prof. Thorell (Descr. sev. europ. a. North-Afric. Spid., p. 98) scrive inoltre che la rutilans o specie tipica « differt toto ha- bitu » dai Liocrani ed è invece « ad habitum Drasso quam maxime similis », ciò che io posso- pienamente confermare ora per una congenere. Per altro la proporzione delle zampe, inso- lita nella rulilans e diversa nel maschio e nella femmina e nello stesso maschio, è nella mia erythrina stabilmente differente (1. 4. 2. 3) da quella di tutti i veri Liocrani (4. 1. 2. 3) , il I paio essendo più lungo del lY, non eguale o più breve. Il ca- rattere generico delle zampe dato dal Thorell dev' essere quindi corretto. Gen. Clnlbioiia., Late. 1804. 36. C. rivalis, n. cepìialothorace panilo longiore quam tibia cum patella IV par is, ferrugineo ; oculis anterioribus fere aequalibus et aequidislantibus ; pedibus teslaceis, IV paris longioribus quam I, tibiis III paris subter aculeis 1. 1. instructis ; abdominis dorso in 46 p. PAVESI fundo testaceo, villa media antica carenti, maculis cimeatis 7 a?ile medium usque ad apicem lineisque divulsis obliquis lateralibus ni- gris notato. Long. max. 9 ad.? 8 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo circa 4 mill. , poco più lungo della patella e tibia IV, largo 2 72' P^^° rotondato ai margini, con restrin- gimento al davanti delle zampe I, fronte larga 1 Yg» ^i^^i^ ^"6" diana ben evidente , nera e breve ; testaceo-ferruginoso. Occhi anteriori eguali, quasi equidistanti meno di 1 diametro; mediani posteriori molto più vicini ai laterali e distanti reciprocamente più di 2 diam. ; quadrilatero intermedio assai più largo all' in- dietro e lungo quant' è la larghezza anteriore. Sterno ovale lungo, testaceo-giallognolo. Mandibole lunghe quasi 2 mill., più lunghe della patella ed eguali alla tibia I, alquanto arcuate alla base ed inclinate all' avanti, armate di 2-3 piccoli denti al solco dell' uncino, rosso brune. Mascelle e labbro ferruginosi con mar- gine libero giallo. Palpi testacei, imbruniti al tarso. Zampe 4. 1. 2. 3, I e II paio eguaH (I. 10 mill., II. IO, III. 8 ^j,, IV. II 7,) concolori testacee, armatura solita, tibie III con I. 1. aculei al dissotto, davanti I. 1, di dietro LI. Addome ovato lungo, de- presso, tronco alla base, riccamente coperto di pelo o lanuggine fulva , testaceo-fosco , senza linea longitudinale bruna basale , con 7 piccoli accenti circonflessi sulla linea mediana a comin- ciare dal terzo anteriore fin sopra le filiere, lateralmente alcune macchiette nere disposte come hnee oblique all' indietro in cor- rispondenza degli accenti. Ventre testaceo-fosco uniforme. Epiyina in forma di una piastra bruna ovale arrotondata , che non sor- passa il margine dell' epigastro, scolpita posteriormente da una fossetta simile , in fondo alla quale sorgono due tubercoli ro- tondi avvicinati. Una sola femmina di Mahal-Uonz (marzo 1878). S' avvicina per la colorazione alla compia C. L. Koch {pal- lipes Lue.) ed alla parvula Lue, lo quali però sono di gruppo differente, avendo esse I sola spina inferiore alla tibia III ed una linea dorsale scura sull'addome innanzi agli accenti, che nella specie scioana non sono preceduti da siffatta linea e sono piccoli come nel Chiracanthiiwi pelasgicum L. Koch. ARACNIDI DI SCIOA 47 37. C. latitans, n. cephalothorace panilo longiore quam tibia cum patella IV par is, sulco medio brevi, testaceo, in parte cephalica ferrugineo; oculis mediis anterioribus minus, posticis valde inter se quam a lateralibus remotis; pedibus testaceis, coxis femoribusque anticis ferrugineis, II paris longioribus quam sunt pedes I paris, IV et II aequalibus , tibiis III subter aculeis 1. 1 instructis , ti- biis IV inermibus ; palporum ^ tibia apice exlerno apophisi ca- renti , intus aculeis arenata, bulbo simplici , ovato, supra parvo procursu vel dente nigro ; abdomine flavo testaceo concolore. Long. max. e/" ad. 8 mill. Foemina ignota. Cefalotorace lungo 4 mill., un po' più della patella e tibia IV, largo 2 7, , appena rotondato ai margini , fronte larga 2 mill. , rima mediana molto breve nella traversa fra il II e III paio di zampe, pubescenza fulva; testaceo-ferruginoso , più scuro nella parte cefalica. Occhi anteriori maggiori , grandi, rotondi e neri , mediani appena più grossi , distanti fra loro meno di Y2 ^i^' metro e più lontani dai laterali; occhi posteriori in linea retta, mediani separati da un intervallo di circa 3 diametri e più vi- cini ai laterali; quadrilatero mediano molto più largo che lungo e più largo all' indietro, intervallo eguale ad 1 diametro dei po- steriori. Sterno ovale lungo , testaceo con peli fulvi. Mandibole lunghe un po' più di 2 mill., come le tibie I, larghe la metà alla base e più grosse dei femori I, molto inclinate all' innanzi, genicolate alla base, subitamente ristrette dopo la metà, diver- genti, margini del solco dell' uncino armati di 3. 3 robusti denti conici, il 1.° posteriore presso all'angolo, uncino lungo; pelose, bruno-ferruginose. Mascelle e labbro ferruginosi con margine più chiaro. Palpi gracili, testacei, con grande parte dei femori ferru- ginosa ; femori armati al di sopra e presso 1' apice di 1 . 2 brevi aculei; tibia quasi eguale alla patella in lunghezza, più gracile alla base, sprovveduta di apofisi all' apice esterno, armata di aculeo apicale superiore e di 2. 2 lunghi al Iato interno ; tarso piccolo, più breve della tibia, peloso, senza spine; bulbo semplice, ovoide, poco prominente, percorso da un canale ad ansa nell' interno e sormontato da un piccolissimo processo ottuso e nero all' apice. Zampe 4-2.1. 3 (I. 10 V3, II. 11 'j,, III. 8, IV. 11 V^), te- 48 p. PAVESI stacee, coscie, trocantere e parte dei femori I ferruginosi; tibia III armata sotto di 1. 1. aculei (davanti 1. 1, dietro 1. 1); tibia IV sopra senza spine; femori sopra 1. 1 e 2-3 spine apicali; scopula fitta e divisa in mezzo ai tarsi anteriori. Addome ovato, lungo, più stretto del cefalotorace, uniformemente giallo-testaceo , con pelurie fulviccia. Filiere testacee. Un solo maschio adulto dei monti sopra Let-Marefià verso Dens (1879j. Stando al quadro sinottico del dott. L. Koch, sembra avvici- narsi alla C. trioialis C. L. Koch, attenendosi a quello di Simon s'arriva vicino alla corlicalis Wlk., concorda con nessuna di quelle a me conosciute per alcuni caratteri sopraindicati, e si distingue subito perchè esse hanno sempre un' apofisi tibiale al palpo, più meno sviluppata, il I paio di zampe più lungo del II e tutt' al più eguali il I e li, di regola in ordine decrescente 4. 1. 2. 3, Gen. Oliiraeaiitliium, C. L. Koch. 1839. 38. C. isiacum, Cambr. 1874. On some new sp. of Brass., p. 407, tav. LII, fig. 31 a,b; Egypt. Spid., p. 553. Hab. — Sottoregione mediterranea africana. Cairo. Loc. se. — Monti sopra Let-Marefià verso Dens (gennaio-feb- braio 1879), kolla di Giagaguè (estate 1881). Noie. — Quattro esemplari adulti d' entrambi i sessi. La forma del palpo nel nìaschio e l'armatura de' suoi metatarsi IV sono caratteristiche; negli individui scioani il processo superiore della tibia del palpo è un po' uncinato. Gcn Drassus, Walck. 1.S0.5. 30. D. coruscus, L. Koch 1875. -Aegupt. u. Ahi/ss. Arachn. , p. 50, tav. V, fig. 5, ba. Sin. - Drassiis ooruscus Simon, Arachn. de l'Yenii'iu p- 30 {^M). Hab. — Sottoregione etiopica centrorientale. Aijissinia (Ama- sen); Yemen (Tes). Loc. se. — Mahal-Uonz (luglio 1877). Note. — Una sola femmina adulta. ARACNIDI DI SCIOA 49 40. D. vìdiiatus, n. cephalo ilio race acque longo alque palella cum tibia IV paris, ferrugineo; oculorum serie antica leviter procurua, oculis mediis serici posticae rectae spalio minore diajunctis quam quo distant a lateralihus ^ qui rotundi et majores sunt; pedibus concoloribus ferrugineis , tibiis I infra, IV supra inermibus ; ab- domine albo-testaceo, later ibus nigricanlibus ; vulva ex fovea parva inverse cordiforme , davo fuscn ad basin latiore longitudinaliter dimidiata, cujus apici utrinque luberculo ovato. Long. max. 9 ad. 9 7-2 ™11. Mas ignotus. Cefalotorace' lungo 4 Y3 mill. , come patella e tibia lY , largo Sy^j, quanto patella e tibia III, cuoriforme, tronco sinuoso al di dietro, fortemente ristretto al davanti, fronte larga 2 mill, poco convesso, stria mediana assai marcata e solchi raggianti evi- denti, lucido, pubescente, di color ferruginoso al pari dello sterno, degli organi boccali e delle zampe , non più scuro alla testa e privo di linea nera marginale. Serie^ anteriore degli occhi ap- pena procurva , mediani più grossi e distanti fra loro meno di 7, diametro, ancora più vicini ai laterali ; serie posteriore retta, più larga per gli occhi più distanziati , mediani ovali alquanto più piccoli degli anteriori, convergenti all' indietro , separati da un intervallo maggiore del loro diametro, ma più vicini tra loro che ai laterali, che sono rotondi e grossi quanto i laterali ante- riori; quadrilatero mediano più lungo che largo con intervallo non minore del diametro degli occhi anteriori. Sterno ovale lungo, che si restringe al davanti a cominciare dalle zampe del III paio, senza impressioni, con peli fulvi e più scuro sui mfìrgini. Man- dibole lunghe come i metatarsi I, larghe la metà alla base , ar- mate di 3 piccoli denti al margine anteriore del solco dell' un- cino e di 2 più piccoli in alto del posteriore , pelose ed un po' più scure alla base. Mascelle e labbro quasi rosso bruni , quelle con margine giallognolo. Pcdpi con femore incurvato, crescente dalla base , tibia più lunga della patella, armata di 2 spine in- terne, tarso più rossastro, conico, spinifero. Zampe (I. 11 Y^, IV. 13 7-2) relativamente brevi ed abbastanza rol)uste, tibie I inermi al dissotto (tibie II mancano nell'esemplare), tibie III e IV senza spina dorsale, patelle I e II inermi , III e IV con una spina Ann. deVMvs. Civ. di St. Nat. Voi. XX. (12 Settembre 1883). 4 50 p. PAVESI al di dietro, tibie e metatarsi posteriori armati di molti aculei , tarsi I quasi della metà più corti dei metatarsi, scopula più fitta e nera alle zampe anteriori. Addome depresso, quasi pentagonale, tronco alla base , bianco-testaceo uniforme , nerastro ai fianchi ed un po' all' apice. Vulva in forma di fossetta inversamente cuoriforme, ossia più larga al di dietro, divisa da un pezzo lon- gitudinale bruno-nero , largo e solcato alla base, formante arco per comprendere gli orli della fossetta , più ristretto in mezzo che all' apice e quivi limitato da due corpi ovoidi (borse semi- nali) , che riempiono per tal modo la fossetta. Filiere testaceo- ferruginose. Una sola femmina adulta di Daimlji, raccolta in maggio 1879. Appartiene al gruppo del quadripunclatus (Linn.) , affine ai D. dimidialus e auspex Sim. di Corsica e Spagna , ma di- versa per la forma dell' epigina e per il sistema di colorazione. Questo mi fa credere altresì che non possa essere la femmina del D. campestralus Cb. d'Egitto, il quale deve riferirsi al me- desimo gruppo ed è noto soltanto per la descrizione del mascliio. Gen. Tyloplxox-a,, Pavesi 1880. 41. T. Cecchii, n. (^) cephalut/wrace allo, convexo, aeqiie longo alque tibia cavi palella IV.Jiisco, albo-pubescenti; serie oculoi'um aulica sai leviler procurva; palporum tibia maris apophisi desli- tultty stylo bulbi obluso nec spirali;' pedibus anterioribus J'errugineis, femoribus nigricantibus, poslerioribus fuscis, coxis tarsisque ferru- gineis; abdominis scuto dorsuali minute granoso, nigerrimo, macuUa ad basin lata poslice parva albopilosis. Long. max. (/' ad. G '/.^ mill. Foemina ignota. Cefalotorace lungo 3 mill., eguale a patella e tibia IV, largo 2, molto convesso, ristretto al davanti delle cesoie I, fronte più larga della metà del torace, clipeo più alto della lunghezza del quadrila- tero oculare intermedio, stria mediana fra il 11 e 111 paio di zampe, (') Mi compiaccio di dedicarla al capitano Antonio Cecchi di Pesaro, altro dei mcTibri della nostra spedizione e(iuatoriale africana, liberato dall' infame prigionia della regina di Ghera dal valoroso Bianchi milanese, dopo la morte del Chiarini. ARACNIDI DI SCIO A 51 orlo marginale appena manifesto; rosso-bruno con peli bianchi , specialmente nella regione frontale e nella declività posteriore , che circondano lateralmente il torace. Serie anteriore degli occìii leggermente procurva , occhi eguali , i mediani distanti fra di loro meno di 1 diametro e quasi contigui ai laterali; mediani posteriori un po' più piccoli , con intervallo di quasi 2 diametri e più vicini ai laterali ; quadrilatero intermedio più largo al di dietro, appena più lungo della sua larghezza massima; occhi laterali separati da uno spazio minore della lunghezza del qua- drilatero mediano ed eguale a quello che intercede fra i me- diani posteriori. Mandibole più lunghe della patella I, rosso-brune, nerastre alla Ijase ed all' apice, con lunghi peli curvi al margine interno e solco dell'uncino armato di 1. 1 piccoli denti. Mascelle ferruginose a margine libero testaceo. Labbro alto meno della metà delle mascelle , rosso-bruno con margine testaceo. Sterno rosso-bruno. Palpi brevi , rosso-bruni, apice del loro tarso fer- ruginoso; femore robusto fin dalla base, armato di una piccola spina air apice interno, tibia lunga il doppio della patella, sprov- veduta di apofisi e soltanto pelosa, lamina a margine sinuoso; bulbo bruno-nero , piriforme , assai tumido in basso e solcato , sormontato di uno stilo ottuso non spirale. Zampe (I. l^/.2, U- 7, III. 6, IV. 10) anteriori ferruginose, con femori rosso-bruno- scuri a pubescenza bianca presso la base e armati di 1 spina al disopra; tibie e metatarsi I e II ciascuno con 2. 2 spine al dis- sotto; zampe del III e specialmente del lA^ paio ferruginose soltanto alle coscio ed ai tarsi , nel resto rosso-brune , con fe- mori, tibie e metatarsi armati di un numero maggiore di spine; patelle tutte inermi. Addome ovale-lungo, picciuolato, scudo dorsale intero e finamente granuloso , bruno-nero con pelurie bianca , che forma una larga macchia basale ed una piccola })Osteriore sopra le filiere ; piastra ventrale dietro la rima geni- tale quadrilunga , di color simile , marginata di peli bianchi ; cute fra le piastre fosca. Filiere brevi , non sporgenti , eguali , ferruginose. Un solo maschio adulto dei monti sopra Let-Marefià verso Dens, raccolto in principio del 1879. 52 p. PAVESI Questa specie differisce dalla T. Antlnorii Pavs. di Tunisia per la lungliezza relativa del cefalotorace, la serie anteriore degli occhi un po' procurva, quantunque meno della serie posteriore, la forma dello stilo del bulbo , la colorazione delle zampe e per la macchia pelosa bianca posteriore. Il mio genere Tylopliom, sopratutto per mezzo di questa specie, offre molte affinità organiclie e di sistema di colorazione con r Aphantaulax Sim., rappresentato anche in Egitto dal Drassus Albini Sav. Aud. e dalla Micaria cincia L. Koch , non meno che col genere Chri/solhrix Sim. (nome cambiato poi in Mica- riolepis Sim. 1879 per ragioni di priorità, ma che, essendo contro le buone regole di glossologia composto di vocaboli la- tino e greco, è parimente inaccettabile) al quale l' ho dapprincipio confrontato. Gli Aphantaulax hanno però il cefalotorace meno alto e convesso, gli occhi posteriori in serie retta, un' apo- fisi tibiale ai palpi maschili , le filiere lunghe e sporgenti al di dietro, mentre mancano di stria longitudinale cefalotoracica , di armatura ai metatarsi anteriori ( o vi presentano appena 1 sola spina basale al dissotto) e di piastre addominali, spe- cialmente della venti-ale. Gen. lr*r'ostlie«in(ia, L. Koch. 1872. 42. P. curìna , Cnmlir. 1874. On ^ome new Spec. Drassides , p. 379 (11). Sin. — l*i'ostliesinia fiiiMna Canihridge. Egypt- Spici-, p. :m2 (12). Ilab. — Sottoregione africana mediterranea. Egitto. Lon. se. — Let-Marefià (autunno 1879). Note. — Duo maschi adulti. La femmina resta sconosciuta. (Jcn. Giisxpliosa. , L.vrn. 1S04. 43. G. scioana, n. cephalotorace aeque Inngn alque patella cum tibia IV paris, fusco-nifiricanli ; oculis niediis serici anticae pro- curvae niajoribus (jwtm laferales , ocuhrum serie postica leviter recurva; pedihus IV et I paris aequalibus , pafellis posterioribus ARACNIDI DI SCIOA 53 incrtnibus, coxis tale et pa/cllis lanlum ad basin fernigineis^femoribus et libiis nigricantibus, tarsis rujis melatarsorum apice fusco amiu- latis; abdomine supra pube fulva vestito , lineis cuneatis posticis indistinclis, punctis impressis quatuor nigris super mamillas, ventre cute postica plicata testaceo, lineis duabus parallelis nigris ornato ; vulva ex fovea sat parva, transverse ovata, loìigiludinaliter pro- cursu triangulo in medio concavo partita. Long. max. 9 ad. 8 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo 3 Y2 mill., come patella e tibia IV, largo 3, assai rotondato ai margini, compresso nella parte cefalica forte- mente convessa ed inclinata sui lati, fronte larga la metà del torace, clipeo alto in mezzo quasi quanto la lunghezza del quadrilatero oculare mediano, coperto di peli pallidi luccicanti, bruno-nerastro. Serie anteriore degli occhi alquanto procurva , mediani recipro- camente distanti meno di un diametro , un po' più grossi dei laterali ed a questi pressoché contigui ; serie posteriore legger- mente recurva, della medesima lunghezza della prima , mediani ovali, convergenti air indietro , più separati dai laterali che tra di loro ; quadrilatero mediano più lungo che largo , largo tanto air avanti che all' indietro , intervallo eguale ad 1 diametro degli occhi anteriori ; laterali un po' più separati dei mediani. Sterno bruno-ferruginoso , più scuro sui margini. Mandibole lunghe come i tarsi e più gracili dei femori 1 , verticali , anzi inclinate all' indietro , divergenti presso 1' apice , setolose alla faccia anteriore, rosso brune. Mascelle ferruginose alla base , in alto bruno-nerastre al pari del labbro. Palpi abbastanza brevi, dilatati verso 1' estremità ; femore nerastro alla base, ferruginoso all'apice; patella, tibia e tarso rosso-bruni; tibia cilindrica, larga come la patella ed un po' più lunga; tarso lungo non meno dei due articoli precedenti, conico, acuminato , peloso , con pa- recchi lunghi aculei al dissotto e due spine brevi parallele poco lontano dall'apice. Zampe 4. 1. 2. 3 (I. 13, IL 9 7^, IIL 9, IV. 13 mill), coscio in grande parte ferruginose, femori e tibie bruno-nerastri, femori I con la solita macchia testaceo-ferruginosa al lato interno, patelle ferruginose nella metà basale e nerastre all' apice, tarsi rosso-ferruginosi con un anello fosco all' apice 54 p. PAVESI del metatarso. Armatura solita; femori anteriori muniti di 1, 1. aculei al disopra e di 1 all' apice interno; tibie III con 1 piccola spina dorsale presso la base, tibie IV prive di essa e presentanti gli aculei del 3," paio od apicale-inferiore contorti e più l'obusti; metatarsi molto più lunghi dei tarsi , metatarsi II quasi eguali , presentanti al dissotto un paio di spine presso la base e provveduti di scopula verso l'estremità; })atelle III e IV inermi, ma fornite al disopra di una lunga e sottile setola apicale. Addome più lungo che largo, più largo a metà, tronco alla base, con quattro punti in- fossati sopra le filiere ed una larga piega cutanea al davanti delle filiere medesime dal lato ventrale; dorso nerastro coperto di pelo fulvo, con tre o quattro piccoli accenti circonflessi neri alla parte posteriore ; ventre testaceo con due linee nere longitudinali e parallele, che partono dalla rima genitale e non raggiungono le filiere. Vulva ferruginosa, ovale, molto più larga che lunga, con orli sporgenti , contenente una piastra triangolare stretta , tumida alla base anteriore quasi come un tubercolo tondeggiante, depressa o concava in mezzo e di nuovo rialzata all' apice , la quale separa le aperture sessuali profondamente scolpite e mar- ginate di nero. Filiere inferiori cilindriche, più grosse, più lunghe e nerastre delle altre. Tre femmine di Let-Marefià (autunno 1870) ed una delle kolla di Giagaguè (estate 1881). Appartiene al gruppo dell' exornaUi C. L. Koch o genere Pij- thonissa (C. L. K.) Sim. s. str. , anzi è assai affine al tipo; se non che differisce da questo per diversi carattoi-i di colorazione e di misure relative delle zampe, principalmente por la forma del- l' epigina , che nell' cxonìala lui la piastra mediana cuoriforme , lai'ga e piana. Nessuna dello specie egiziane , descritte dal rev. Cambridge e pur riferibili allo stesso gruppo, presenta maggiori analogie con la presente, e molto meno le abissine descritte dal dott. L. Koch ; parmi più vicina alla G. (Drassus) Linnnci Sav. Aud. d'Egitto, ])erò sono divoi-si la disposizione degli occhi ed il disegno dell' addome. ARACNIDI DI SCIO A 55 Fam. HETEROPODIDAE. Gen. Hetei'opoda, (Latr.). 1804. 44. H. venatoria (Linné) 1758. Sijst. nat. ed 10.% I. ii, p. 1035, sub: Armiea. Sin. — Vedi Pavesi, Aracn. d' Inhambane, p. 550. Heteropoda venatoria Thorell , Ragni mal. e pap. I, Selebes , p. 5 (345); id. II. Austro mal. e Capo York, p. 271; Van Hasselt, Versi. 30 Zomerverg. Nederl. ent. Ver., p. XII; Simon, Revis. de la fam. des Sparassidae, p. 48. Sarotes veiiatoriiis Karsch, Reliq. Ruteaberg . Spinnen (von Mada- gascar) in Abhandl. Nat. Ver. Bremen, VII. 1881, p. 192. Hab. — Vedi Pavesi 1. cit. Liberia, Loc. se. — Arramba (settembre 1877). Note. — Una sola femmina adulta senza linee nere ventrali, nel resto come la tipica o forma principalis. Fam. THOWIISIDAE. Gen. Avtanes, Thor. 1870. 45. A. hiulcus, n. cephalothorace panilo longiore quam lato, aeque longo atque tìbia IV paris , testaceo-fusco marginem ver- sus nigrescente, villa media pallida, maculis flavis cuneatìs capici amplectentìbus ; pedibus teslaceis nigro aspe.rsis , femore I antico linea longitudinali nigra, feìnoribus posticis supra nigro-macu- latisj tibiis tarsisque posticis infra nigricantibiis ; abdomine penta- gono , ad basin incisura profunda in duos umbones partito , hrunneo, viltà brevi longitudinali albicanti, lineis 2 nigris posticis; epigyna lamina rhombica foieis ovatis lateralibus constanti, an- tica tuberculis rotundis. Long. max. 9 ad. 7 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo circa 3 mill., come la tibia IV, largo poco meno, cuoriforme, rotondato ai margini, clipeo meno largo della lunghezza della patella I; testaceo in mezzo, fosco lateralmente, che passa al nero marginale , coperto di pelo fulvo e di setole nere , sul clipeo dirette all' innanzi. La parte testacea è stretta, 56 p. PAVESI a margini paralleli non dentati , divisa da un triangolo bruno , il quale s' assotiglia sulla stria mediana e contiene due macchiette gialle sui lati del capo , che partono dagli occhi laterali poste- riori e convergono all' indietro senza raggiungersi. Serie poste- riore degli occhi leggermente recurva , anteriore più breve e più recurva; quadrilatero intermedio molto più largo all' in- dietro ed un po' più stretto di questa larghezza , anteriori più grossi d'ei posteriori e distanti fra loro meno di 2 diametri, in- tervallo dei superiori maggiore di 3 diametri , intervalli dei la- terali minore di quello dei mediani, laterali anteriori quasi con- tigui ai mediani , posteriori più vicini ai mediani che questi fra di loro. Sterno testaceo spruzzato di nero e con macchiette nere più grandi sui margini. Mandibole brevi , coniche , verticali, te- stacee, brune alla base e nere al margine dell' uncino. Mascelle testacee, labbro bruno, entrambi orlati di nero all' esterno. Palpi testacei spruzzati di nero e con macchie nere , specialmente al- l' apice degli articoli , armati di spine al lato interno , 2 paia più lunghe e robuste sotto i metatarsi. Zampe 2. 1. 4. 3 (I. 12, II. 14, III. IO 72» I^- ^1 Va)' testaceo-fosche, spruzzate di nero, nelle paia anteriori indizii di due anelli nerastri alle tibie ed una striscia longitudinale nera al davanti del femore I, che già co- mincia su coscia e trocantere ; femori posteriori macchiati di nero al di sopra e presso 1' apice, tibie e tarsi inferiormente nerastri; femori I e II armati di due serie di spine anteriore e poste- riore, femore III e IV soltanto della serie superiore. Addome pentagonale, appuntato all' estremità, angoli della parte più larga privi di tubercoli ; la base tronca presenta un' incisura aìjbastanza profonda, che si dilata all' indietro e separa due porzioni ottuse piegate 1' una contra 1' altra ed un po' rialzate ( come gli um- boni delle conchiglie dei cardii) ; pelurie fulva , corta e rigida in mezzo all'anzidetta incisura; 1." paio di punti impressi si- tuato appena al di dietro dell' incisura , 2." a metà del dorso e molto più distanziato ; colore bruno-cioccolata più o meno scuro , con una striscia biancastra longitudinale pr(>sso la base, due lince oblique nere ai lati del dorso sopra la punta, spruzzature nere ai fianchi , ventre più chiai'o. Epiijina in un campo quadrato ARACNIDI DI SCIOA 57 inarginato di nerastro , divisa per mezzo da una lamina rom- bica tronca alle estremità, limitante due fori ovali e munita di due tubercoli rotondi ocelliformi nella parte anteriore. Due femmine adulte di Mahal-Uonz (aprile 1877) e dei monti sopra Let-Marefià verso Dens (principio del 1879). Esse s' avvicinano per l' incisura dell' addome al Tkomisus (jriseus Hahn od Arlanes emarginatus (Sdir.) d' Europa, ed al Philodromus bistigma Sim. della regione mediterranea, per altri caratteri all' .4. bigibha Cambr. d' Egitto, ma non si possono ri- ferire ad alcuna di queste specie. Gen. Xlianatus, C. L. Koch. 1837. 46. T. rubicundus, L. Koch 1875. Aegypt. u. Abyss. Arac/m., p. 61, tav. VI, fig. 3, 3 a. Hab. — Sottoregione etiopica centrorientale. Abissinia (Amasen). Log. se. — Monti sopra Let-Marefià (1879), Let-INIarefià (1880). Note. — Due femmine incompletamente sviluppate. 47. T. flavus, Cambr. 1876. Egypt. Spici., p. 592. Hab. — Sottoregione mediterranea africana. Egitto. Loc. se. — Monti sopra Let-Marefià (1879). Noie. — Una sola femmina incompletamente svilu})pata. Nel colore delle zampe sono caratteristiche due brevi striscio brune, parallele, al lato interno della base di tutte le tibie. Gen. Tliomisvis (Walck.) 1805. 48. T. spinifer, Cambr. 1872. Spici. Palest, a. Syria, p. 308, tav. XIV, fig. 14 (nee Blackw.). Sin. — Thotnisiis spinifer Cambridge, Egypt. Spici-, p. 580; Simon, Ai-achn de l'Yemen, p- 22 (226), nota 1. Hab. — Sottoregioni mediterranea e indiana. Egitto. Loc. se. — Mahal-Uonz (luglio 1877), fra Let-Marefià e Scio- talit (dicembre 1878), Let-Marefià (autunno 1879), lago di Cia- lalakà (maggio 1881), kolla di Giagaguè (estate 1881). 58 p. PAVESI Noie. — Vi pare comune (16 esemplari ad. e giovani). Sono questi alcuni degli inselli, cui accenna il marchese Anti- noi'i nella sua lettera al cap. Cecchi, in data di Let-Marefià 1 1 marzo 1882, di aver preso nell' escursione al sud del monte Herrer (Boll. Soc. Geogr. ital. fas. luglio 1882, p. 524-25). Ad onta che abbia esaminato soltanto delle femmine , credo certa la determinazione ; restami però qualche dubbio per una giovane e raggrinzita femmina raccolta a Tull-Arré (Somali-Isa, luglio 1877) nel viaggio di andata allo Scioa. La maggior parte degli esemplari porta una macchia , non nera , ma di color car- mino più men cupo al davanti dei tubercoli addominali , la fronte bianca, e le mandibole con macchie bianche ; alcuni (quelli delle rive del Cialalakà) hanno le zampe quasi aneliate di bianco ; altri (quelli delle kolla di Giagaguè) offrono l' addome elegante- mente traversato da linee rosee , come nel Th. albus, dal quale vanno distinti per le numerose (1.1.1.1., o 1.1.2.1, o 1.2.1.1) spinette ai femori delle prime paia di zampe. La forma del cefalotorace li separa dal Th. ambicus Sim. Se il Tliomisus spinifer Blkw. di Madera (Descr. Spid. of Ma- deira 1862, p. 370) appartiene veramente a questo genere, il nome della presente specie di Cambridge va mutato ed allora essa potrebbe ricevere quello di cilrinellus impostole dal Simon , che r ha poi sinonimizzato con spinifer. 49. Th. lateralis, C. L. Koch 1838. Die Arachn., IV, p. 43, fig. 277 (nec Hahn). Sin. — liuiK'inia lateralis Simon, Arachn. de France. 11, p. 255- Thoniisus lateralis Cambridge, Egypt. Spid. , p. 580. jIqJ)^ — Sottoregioni europea e mediterranea. Algeria, Egitto. Loc. se. — Monti sopra Let-Marefià verso Deus (primo bi- mestre 1879), kolla di Giagaguè (estate 1881). jVo/r. — (Quattro femmine giovani ed adulte , ma non ancora sviluppate negli organi genitali , un maschio adulto sviluppato ed un maschio giovane. Le femmine hanno le fascio laterali del cefalotorace più o meno indistinte , qualche volta nerastre all' estremo posteriore ; ARACNIDI DI SCIOA 59 r addome non ornato delle fascio rosse ed invece fosco sui lati con macchiette brune od unicolore ; le zampe talora più scure al disopra e percorse da una linea longitudinale testacea , i me- tatarsi armati soltanto di 5 . 5 (invece di 7.7) spine lunghe , ineguali e tutte pallide (non nere). Il maschio adulto ha l' identica struttura del palpo , descritta dal Simon , ma differisce nelle zampe anteriori in quanto il fe- more e la patella non presentano l'anello rossastro apicale , la tibia ed il metatarso sono quasi interamente bruno-rossastri ; il cefalotorace poi offre distinte le fascio rossastre e nel campo te- staceo mediano una lineetta centrale bianca e due simili linee più brevi . che partono dagli occhi laterali per convergere al- l' indietro senza congiungersi , ciò che s' intravvede anche nella femmina. Il maschio giovane , dei monti sopra Let-Marefià , somiglia molto più alle femmine giovani che al maschio adulto ; è però una varietà a fascie laterali del cefalotorace e dell' addome spic- cate e nere. Le particolarità anzidette , in una specie alquanto variabile , sono insufficienti per separare gH esemplari scioani dalla specie mediterranea, tanto più in presenza di un'identica forma degli organi copulatori e persino del crine più lungo sopra gli occhi laterali , e perchè anche in altri tomisidi il numero delle spine tibiali e metatarsali delle zampe è incostante (vedi Simon, 1. cit. , nota a pag. 246-47). Gen. r>iaea,5 Thor. 1870. 50. D. imitatrìx, n. cephalothomce obscure-testaceo , villa \)-formì fusca capili includenli ; pedibus anterioribus ferrugineis, libiis an- nulis 2, ìnelalarsis 1 brunneis, poste rioribus in loto testaceis, femo- ribus I seriebus aulica et supera acideorum 5 ; abdomine albqflave- scenliypictura dorsi brunnea nigrolimbalaj, primum triangula, deinde scalari, ventre fusco. Long. max. 9 ad. 9 mill. Mas ignotus. Cefalotorace lungo e largo in massima 3 millim. , alquanto l)iù breve della tibia e patella I , testaceo scuro , con due larghe 60 P. PAVESI fascie rosso-brune laterali al capo e che si congiungono al di dietro nella parte declive del torace a forma di U , sparso di se- tole nere, specialmente sopra gli occhi posteriori e sulla fronte; clipeo poco più alto della metà del quadrilatero oculare me- diano. Occìù in due serie leggermente recurve ; circondati da un alone giallognolo , i laterali portati da un tubercolo ; quadrila- tero mediano })iù largo che lungo , appena più breve dell' inter- vallo degli occhi mediani anteriori e più largo posteriormente , anteriori più vicini ai laterali che tra di loro , posteriori equi- distanti. Mandibole lunghe come le patelle I , coniche , grosse alla base come i femori , un po' sporgenti all' innanzi, testaceo- scure , filettate di nero all' esterno. Sterno^ mascelk e labbro te- staceo- verdognoli testaceo-ferruginosi. Palpi testacei. Zampe 1.2. 4-3 , la differenza fra il I e II paio è piccolissima , le paia posteriori sono eguali (I. 11 Va "lill-» H- H» HI- 8, IV. 8); anteriori testaceo- o bruno-ferruginose, specialmente nei femori, con un anello apicale alle patelle , due alle tibie ed uno verso r estremità ai metatarsi , tarsi testacei ; zampe posteriori intera- mente testacee; femori I armati di due serie anteriore e supe- riore di 5 spine lunghe e sottili , femori II , III e lY forniti soltanto della serie superiore , metatarsi con spine laterali oltre le inferiori. Addome arrotondato od un po' tronco all' avanti e appuntito posteriormente , sparso di setoline nere ; bianco-gial- lognolo sulle parti laterali per macchiette cretacee , con un grande disegno ovale sul dorso testaceo-ferruginoso meglio defi- nito da un margine oscuro bruno-nerastro. La prima metà ne è triangolare ad angolo acuto , ma smussato all' avanti ; la se- conda , un po' più lunga , è una scala formata da quattro barre trasversali decrescenti in larghezza , cioè da un doppio arco con le concavità anteriori congiunto in mezzo col primo triangolo , poi da due barre più sottili in mozzo , in tine da una linea retta breve d' uniforme grossezza e nerastra , che chiude il disegno alquanto sopra le filiere. Fianchi screziati di bruno. Ventre rosso- bruno, percorso longitudinalmente da quattro lineo, conver- genti alle filiere, di punti impressi entro macchiette testacee , le due di mezzo molto vicine , le laterali presso al margine del ARACNIDI DI SCIOA 61 campo bruno. Epigina chiusa da linee brune , limitanti lateral- mente uno spazio quadrilatero più largo che lungo , presenta una fossetta ovale di traverso con margini sporgenti, special- mente al di dietro. Filiere brune. Tre femmine di Let-Marefià (estate 1880) e dei monti verso Dens (gennaio-febbraio 1879), non che delle kolla di Giagaguè (estate 1881), una pregnante , le altre incompletamente svilup- pate. E specie rappresentativa ed affine alla D. {Sy nenia Sim.) glo- bosa (Fabr.), che vive anche in Egitto. Ne imita assai le varietà chiare nel disegno dell' addome , fuorché i festoni sono barre rivolte all' innanzi e non all' indietro, staccate le une dalle altre; ne differisce poi per non pochi caratteri del cefalotorace e delle zampe. Non può confondersi col Thomisus plorator Cb. di Pa- lestina , col Th. diana Sav. .\ud. e con la D. candicaiìs Cb. d'E- gitto , né col Tli. candidus Blkw. dell' Africa equatoriale , tutti del medesimo gruppo. 51. D. albicincta, n. cephatothorace viridi-testaceo, capite rufe- scenle„ plus duplo breviore quam tibia cum patella I paris, tuber- culis ocularibus nigris; octilis lateralibus anticis plus duplo majo- ribus quam medii; sterno subviride; pedibus anterioribus longis fere in loto ferrugineis, annulis obscurioribus articulorum apice, pedibus poster iorib'us porraceis; abdomine ovato-elongato depresso^ supra olivaceo linea alba ciucio, postico interrupta et maculis duabus nigris definita; palporum maris parte tibiali apophisi gracile ad apicem leviter recurva producta, bulbo discoidali simplici , helici- formi. Long. max. IV- 5), le tre paia posteriori più gracili e di color giallo-rossastro uniforme, soltanto alle coscio un po' fosco. Il I paio alquanto più lungo del corpo, robusto con tarsi gracili, rossastro-fosco alle coscie, ai trocanteri ARACNIDI DI SCIOA 83 ed alla base dei femori , femori nel resto bruno-neri e neri al- l' apice, patella rossastra alla base, nera all'estremità, tibie nere ai lati con una linea longitudinale rossastra sulla faccia dorsale , metatarsi e tarsi rosso-giallastri ; femori vestiti di fitto pelo nero , patelle con peli bianchi alla base e neri all' apice , tibie coperte superiormente di peli neri disposti con regolarità e perpendicolari , inferiormente provviste di una fitta spazzola di peli neri molto più lunghi e piegati all' innanzi. Apice di tutti i metatarsi armato al dissotto di un paio di brevi spine. Ad- dome ovale lungo , nero-olivastro , percorso sulla linea mediana del dorso da una fascia di peli bianchissimi , che parte dalla base e , mantenendosi quasi di uniforme larghezza, va fin sopra le filiere , quivi si dilata trasversalmente e rivolge le punte al davanti , in modo da figurare un' àncora , la cui asta è raddop- piata da una fascia nera da ciascun lato. Ventre nero. Filiere fosche , testacee all' apice. Femmina. — Cefalotorace sensibilmente più lungo della pa- tella e tibia lY, con la parte cefalica un po' più lunga che larga , rialzata e convessa , tronco in linea retta al davanti , rosso-ferruginoso, un po' scuro ai kti posteriori della testa, an- nerito al margine anteriore e davanti o di dietro degli occhi , coperto uniformemente di pelurie bianca. Occhi mediani anteriori piccoli , rotondi , separati fra di loro un diametro e molto più ravvicinati ai posteriori ; questi più grossi del' doppio , distan- ziati circa 1 diam., tutti di color d' ambra con pupilla nera ; occhi dorsali appena più vicini fra loro di quanto sono separati dai laterali anteriori ossia dal margine frontale. Mandibole leg- germente inclinate all' innanzi , lunghe come i metatarsi I e più robuste dei femori, armate di un forte ma corto dente in basso del solco dell'uncino, sulla faccia anteriore rosso-ferruginose nella metà basale , bruno-nere nell' apicale , trasversate da una larga fascia di peli bianchi , sulla faccia posteriore testacee , passanti al rosso-nerastro verso 1' apice. Mascelle e labbro testaceo-foschi ; sterno ovale lungo, rosso-bruno con macchie trasversali alterna- mente scure e chiare , finamente punteggiato e coperto di pe- lurie bianca e nerastra. Palpi testaceo-foschi , col femore ne- 84 p. PAVESI rastro ai lati e specialmente verso l' apice. Zampe 1 .4.2.3 (mass. I. 10 Yg mill., IV. Yo)? '-"'evi e robuste, il I paio non molto più degli altri ; le tre paia posteriori testaceo-fosche con un anello basale ed uno apicale sui femori , uno alle pa- telle e due alle tibie incompleti ed evidenti soltanto alla faccia inferiore , 1' anello apicale del femore II è nero , gli altri sono bruni o foschi. Il I paio, lungo circa come il corpo, ha femore nero , patella rossastra con apice nero , tibia nera ai lati con una linea longitudinale testacea superiore, tarsi giallo-rossastri; un piccolo ciuffo di peli neri all' apice interno dei femori e delle tibie , nel resto pelurie uniformemente distribuita e brevissima. Addome ovale , cosparso di pelurie bianca , testaceo , percorso sul dorso da due fascio longitudinali brune ai lati della linea mediana , nella metà o nei due terzi anteriori rettilinee , nel terzo posteriore serpentine o tortuose in zic-zac continuo fin sopra le filiere ; fianchi screziati di bruno, formante linee curve all' indietro e concorrenti alle filiere , alternando con linee te- stacee vestite di peli bianchi. Ventre nero , nerastro nella re- gione epigastrica , che è limitata da una Hnea curva testacea , la quale termina in una macchia irregolare dietro la rima ge- nitale. Fw/m piccola, trasversalmente ovale, circondata nella parte anteriore da un orlo arcuato. Filiere bruno-testacee. Un solo maschio adulto e 24 femmine adulte e giovani rac- colte a Daimbi fi 22 aprile ed il 18 maggio 1879. L'etichetta di pugno del marchese Antinori portava scritto « ragni caccia- tori , vivono sulle mimose » . L'aver trovato il maschio sopradescritto insieme con queste fem- mine e la perfetta corrispondenza di certi caratteri notevoli delle mandibole e della colorazione delle zampe , specialmente del I paio , mi convincono che si ti-atti dei due sessi di una medesima specie , bellissima e ben distinta da tutte le congeneri , alcune delle quali {linealus, molilor) vivono anche in Egitto ; Y Eresus pulcluillus Lue. di Nubia da una parte e V africa nus Blkw. della Zambesia dall' altra sono poi totalmente diversi ed Eresi p. d. ARACNIDI DI SCIOA 85 Fam. ATTIDAE. Gen. Tei US (Simon) 1873. 64. i. ocellatus, n. cephalothorace rufo-fusco, pUìs alhìs vestito, parte cephalica dariore medio fere in centro nigro-bimaculata; sterno rufescenti-fasco; pedibus testaceis, I.'"' paris multo robustio- ribus quam reliquis, femore incrassalo-conrpresso, femoribus om- nibus supra aculeatis, tibia I infra seriebus duabus 3 aculeorum fortium, tibia II serie tantum externa aculeis trinis subter armatis; abdomine testaceo, vittis angulatis dorsualibus et macula triangula ventrali brunneis ornato. Long, max, 9 juv. 3 Yg "^i^^- Mas et foemina adulta ignoti. Cefalotorace lungo 2 mill. , più della tibia e patella IV, della massima larghezza di 1 ^2 niolto indietro degli occhi dorsali ed a livello dell' inserzione del II paio di zampe, rotondato ai mar- gini , tronco in linea recurva al davanti , depresso , coperto di peli bianchi nella regione toracica , con ciuffetto di peli curvi ai lati della fronte e ciglia bianche ; rosso-fosco , nero intorno agli occhi , parte cefalica più chiara comprendente in mezzo due mac- chiette rotonde nere , di poco scostate 1' una dall' altra e sulla linea intermedia agli occhi della 2.^ e 3.* serie. Prima serie di occhi quasi retta, intervalli lineari, occhi mediani grandissimi e più del doppio dei laterali ; occhi della 2.^ e 3." serie formanti un quadrilatero assai largo e breve , dorsali a livello dell' inser- zione dei palpi ed alquanto innanzi alla metà del cefalotorace. Sterno elittico , rosso-fulvo. Maìidibole brevi , verticali , più gra- cih dei femori I , bruno-nere con peH bianchi. Mascelle e labbro testaceo-foschi , marginati di testaceo. Palpi testacei , articolo tarsale pelosissimo e dilatato. Zampe 4.1.3.2 (I . circa 4 , II .31/3, III . 3 V2 , IV. 4 mill. , patella e tibia IV. I V3), unicolori testacee , nel I paio tendenti al fulvo ; I paio robustis- simo, femore compresso, assai ingrossato a metà, patella e tibia della medesima grossezza , tibia cilindrica , tarsi più gracih ; II 86 r. PAVKSi paio meno robusto , III e IV gracili ; tutti i tbmori armati di 3 aculei sottili al disopra e di un paio di aculei più l)revi al- l' apice interno ; tibia I armata al dissotto di due serie di 3 ro- buste e brevi spine principianti un po' oltre la base , tibia II con la sola serie esterna di 3 spine ; metatarsi I e II muniti di 2 paia di spine robuste ed un po' più lunghe delle tibiali. Ad- dome ovoide , depresso , sormontante la base del cefalotorace , testaceo-fulvo, con tre lunghi accenti circonflessi bruni congiunti sulla linea mediana ed a rami procurvi , la cui estremità è nel primo separata dalla fascia mediana; fianchi screziati di bruno; ventre testaceo con una macchia triangolare bruna nel centro. Vulva indistinta entro un' area piccola , bruna , con due tuber- coli neri al davanti. Filiere ferruginoso-fosche. Una sola femmina incompletamente sviluppata presa fra Let- Marefià e Sciotalit nel dicembre 1878. È specie caratterizzata dallo altre per le due macchie nere cefaliche , la sproporzionale grossezza del I paio di zampe , nel che ricorda piuttosto i Ballus e generi affini , e per 1' armatura delle tibie anteriori. Gen. Attus (Walck.) 1805. 65. A. jucundus (Lucas) 1845-47. Expl. de l'Algerie, Arlic. I, p. 146, Aracn. tav. 6, iig. 8, sub: Sallicus. Sin. — Vedi Pavesi, Aracn. tiinis-, p. 106 (382). Hab. — Vedi Pavesi, ibid, Loc. se. — Munti sopra Let-Marefià verso Dens (gennaio-feb- braio 1879). Note. — Un solo maschio adulto. Gen. F*lexippus (C. L. Koi») 184(3. 60. P. Paykullii (Sav. et Aud.) 1825-27. Descr. de l'Euyplc, 2." ed. voi. XXII, p. 400, Aracn. tav. 7, tig. 22, sub : Alias. Sin. — Vedi Pavesi, .\racn. tunis., p. 105 (381), sub: Attus. ^ttus ligo Walckenaer, I>is. apt- ,1, p. 426, Atl. tav. Xll, lig. I. ARACNIDI DI SCIOA 87 Plexippus ligo C. L. Koch, Die Arach-, XIII, p. 107, tìg. 1168-69. Afctus africanus Vinson, Aracn. Réun. Maur. et Madag., p. 52 e 301, tav. IO, lig. 3. ÌMenemerus (V) E*aykullìi Thorell, Ragni mal. epap-. III. Austromal- e Capo York, p. 501- Hasarius Paykullii Simon, Aracn. de V Ye>nen, p. 9 (213). Hab. — Vedi in Pavesi 1. cit. Agg. per l'Africa 1' is. Riu- nione , del resto « espèce presque cosmopolite (Simon) ». Log. se. — Mahal-Uonz (aprile 1877), Arramba (settembre 1877). Note. — Due esemplari adulti d'ambo i sessi. Ord. OPILIONES. Fam. PHALANGIIDAE. Gen. JEJg-aenus (C. L. Koch) 1839. 67. E. pachylomerus, Simon 1879. Deser. d'opil. nouv. p. 13 (1). Hab. — Abissinia interna. Loe. se. — Fra Let-Marefià e Sciotalit (dicembre 187^), Let- Marelià (1879-80). • Nule. — Un maschio giovane e due femmine. Fam. TROGULIDAE. Gen. Trog-ulus (Latr.) 1802. 68. T. sp. Nella collezione scioana trovai un trogulo raccolto a Let-Marefià nell'autunno 1879, che panni riferibile al nuovo genere Metopoctea di Simon , tuttavia indeterminabile. È intera- mente di color testaceo pallido , e perciò differisce dall' aìinu- lipes Lue. di Algeria , descritto pure sopra un giovane esem- plare e messo dal Simon {Amehn. de France, VII, p. 311, nota) in quello stesso genere. Accenno a questo troguHde e per mo- strare che anche nello Scioa vivono specie di siffatta famiglia di opilionidi e per completare l'enumerazione degli aracnidi presi dal marchese Orazio Antinori. e» p. PAVESI Fam. GONYLEPTIDAE. Gen. Ilinzuatiius, Karsch 1880. 69. H. africanus, n. luteo-rufescem, supra lerrosus et granosus, cephalothornce spatuli forme coiivexo , angulls ànlicis rolundalis; mandibularum articulo 1.° ad basin et palporum femore infra lu- berciUo humili miinilis, palporum tibia 5 tarsoque 4 spinis cur- vatis armatis; pedibus oliuaceis nigro aspersis, coxis et trocanle- ribus luteo-rufescentibus, femoribus inermibus, troncatere IV den- libus carenti. Long. max. 2 '/j mill. Tronco giallo-rossiccio terroso , ovale , dritto al davanti , ton- deggiante al di dietro e subacuminato, diviso in due parti da un solco profondo e da una strozzatura fra il 1.° segmento del ce- falotorace e lo scudo dorsale. Il l.'^ cefalotoracico è spatuliforme, ossia in trapezio più largo al davanti e quanto la seconda parte dello scudo, lungo la metà, cogli angoli anteriori rotondeggianti, convesso in mezzo , finamente granuloso. La seconda parte dello scudo si dilata al di dietro e presso al margine posteriore pre- senta un leggier solco. Le granulazioni sono forti, tondeggianti e disposte in fitte serie trasversali. Occhi situati vicino al mar- gine posteriore del l.*' segmento cefalotoracico, non portati sopra alcun tubercolo, separati da un intervallo eguale alla distanza dal margine anteriore del cefalotorace , piccolissimi , neri. Seg- menti addominali IV-YI liberi, i primi brevi e larghi quanto il margine posteriore dello scudo , il TI dilatato in mezzo ; VII segmento nascosto e diretto al dissotto ; granulosi e colorati come tutto il dorso del corpo. Ventre con 6 segmenti liberi , quattro anteriori brevi e due posteriori più lunghi , tutti coperti da granulazioni e di color giallo-rossastro terroso. Mandibole giallo-rossastre , con dita gialliccie, sporgenti al davanti del seg- mento cefalotoracico, col 1.° articolo, che ò ovale, un po' più lungo che largo e munito di un piccolo tubercolo spinoso presso la base dal lato esterno; 2." articolo né più lungo, nr ingrossato del 1.^, finamente peloso; dita gracili, lunghe quanto l' articolo , il fisso ARACNIDI DI SCIOA 89 arcuato all' estremità , incrocciantesi col dito mobile , dritto, leg- germente uncinato alla punta e dentellato al margine interno. Palpi olivacei, finamente spruzzati di nero, lunghi 2 -/s iriiH. Q) e più gracili dei piedi anteriori nella parte femorale, che è bensi priva di spine , ma porta una granulazione a metà lunghezza dal lato infero-interno , sormontata da breve e sottilissima se- tola ; patella normale , piriforme , attenuata alla base ed inerme ; tibia armata al dissotto di 3 spine esterne e 2 interne, lunghe , curve e bianche ; tarso più breve e più grosso della patella , ovoidale , con la base un po' ristretta , armato di 2 paia di spine simili inferiori e dell' uncino, che è lungo quanto l' articolo. Zampe giallo-rossastre nella coscia e nel trocantere, finissima- mente granulose al pari del 1.° segmento ventrale e della spor- genza sternale di esso , nel resto olivacee , spruzzate di punti- cini neri , che sembrano formare anelli basah e terminaH degli articoli, nerastre ai metatarsi II. Zampe I e III lunghe 3 mill, II e IV. 5. Coscio IV più grosse delle altre e cuneiformi ; tro- cantere Il globoso , trocantere IV privo di dentature alla super- ficie inferiore ; femori inermi , femori III incurvati ; patella III non molto più grossa delle altre ; tutti gli articoli vestiti di fi- nissimi e brevi peli. Un solo esemplare raccolto a Let-Marefià (settembre 1878). È il primo Hiìizuanius che vien segnalato del continente afri- cano , mentre l' unica specie finora conosciuta {H. insulanus Karsch, Arachn. BlaU. Decas I, in Zeitschr. ges. Naturwiss. , voi. LUI, della serie 3^ voi. 5.°, 1880, p. 402) era indicata di « Anjoani », credo ì' is. Giovanna delle Comoro, dalla quale località parmi derivato anche il nome generico , con un' orto- grafia alquanto impropria. Il genere è ben distinto da tutti i falangodini e prenderebbe posto nel quadro di Simon (Essai d'une class, des Opil. mecoslelhi„ I part, in Ann. Soc. entom. de Belgique 1879-80 , estr. p. 4) fra quelli a tarsi multiarticolati , palpi più lunghi del corpo , bioculati , costituendo un gruppo (') Le misure dei palpi e delle zampe sono date secondo il metodo di Thorell (Descr. Opil. Arcipel. malese, 1876, p. 16 [126], nota 1). 90 interessantissimo di specie senza tubercolo oculare. La presente forma scioana differisce da quella descritta dal dott. Karsch per molti caratteri orismologici e per il colore del corpo. Old. ACARI. Fam. IXODIDAE. Gen. A-mblyomma, C. L. Koch 184i. 70. A. quadrlguttatum, n. ovalum; foeminae sento cephalico fer- rugineo-fusco postea versus flavescentij maculis oblongis quatuor luteis, prope furcam ordinariam per paria dispositis, milice et po- stice ornato; trunco mondo; pedibus subrubeis, internodiis majo- ribus apice jlavis. Long. max. 9 5 74 niillim. Mas ignotus. Tronco piano , di Y5 più lungo che largo , ovale , posterior- mente arrotondato , nella parte anteriore profondamente inciso per ricevere il rostro ; dagli angoli di questa incisione partono le forche ordinarie od i solchi , dapprima assai incavati , poi ap- pena accennati , che separano una porzione mediana dello scudo cefalico in forma di cetra dalle laterali. Scudo cefalico lungo meno della metà del tronco, ristretto ad angolo acuto, smussato all' e- stremo posteriore, fittamente cosparso di grossi punti impressi, di color rosso-bruno, al margine anteriore limitato di giallo, tendente al giallognolo nella parte mediana posteriore, e con due paia di macchiette oblunghe giallo-dorate, da cui spiccano alcuni punti impressi neri, il paio anteriore situato all'orlo intorno della forca appena dietro 1' inserzione della base del rostro , il paio poste- riore , più distinto , presso il margine dello scudo ed agli angoli di congiunzione della porzione media con le laterali. Occhi vi- cino agh angoli esterni dello scudo cefalico , nella traversa fra il L° ed il 2." paio di zampe; sotto di loro mancano i punti impressi. Scudo addominale parimenti glabro , ma ru- goso , simile a pelle elefantina , solcato lungo il margine cosi da separarne un orlo largo 7» ^^^H'i totale larghezza dello scudo, diviso posteriormente dai solchi ordinarii in 11 parti simili, ret- ARACNIDI DI SCIOA 91 tangolari , un po' più lunghe che larghe ; il dorso ù pure per- corso da solchi irregolari e cosparso di punti impressi, molto meno numerosi , però più grossi di quelli dello scudo cefalico ; esso è uniformemente nero-bruno. Venire liscio, nero-bruno, con apertura genitale rotonda nella traversa del margine posteriore delle coscio III , occupante circa Ys di questa larghezza. Area respiratoria scolpita al margine del ventre poco dietro l' inser- zione del IV paio di zampe , di figura triangolare , ad an- goli rotondati, lati sporgenti ad orlo e quello esterno sinuoso; spiraglio vicino e parallelo al lato interno dell' area , ovale lungo , un po' più largo e perforato al davanti ; il fondo del- l' area sembra di color verde-argenteo , 1' orlo e lo spiraglio sono rosso-bruni. Area anale a livello degH angoli posteriori-interni dall' area respiratoria , cinta al di dietro da un orlo arcuato pro- curvo , testaceo. Dall' area anale parte un solco profondo , che raggiunge il margine dello scudo dorsale , dividendo per metà il pezzo mediano ; come un altro solco simile si fonde con quello che divide il 3.° dal 4." pezzo di ciascun lato , provenendo da una sottile striatura , la quale ha principio dall' area genitale. Rostro lungo il doppio della larghezza , quasi quanto lo scudo cefalico ; base trasversalmente ovale e peduncolata , rosso-ferru- ginosa, marginata di nero ; porzione anteriore cilindrica, dentico- lata all'apice, testaceo-rossastra. Il 1.° articolo dei palpi è stroz- zato alla base , nel resto a forma di doccia ; articolo ultimo assai più breve , quasi tanto largo quanto lungo , in forma di cuc- chiaio ; entrambi di color rossastro-ferruginoso. Zampe di forma ordinaria , parcamente pelose , unguifere , le posteriori più ro- buste ; I paio lungo poco più del tronco , rosso-ferruginoso, con larghi anelli gialli all' apice dei femori , delle patelle e tibie , caruncole ed unguicole bianche ; coscio I bidentate all' indietro , dente interno un po' più corto ed ottuso , esterno acuminato ; tarsi I e II di forma irregolare biarticolati , il l."* articplo più largo e corto del 2." e provveduti delle aree uditive. Una sola femmina raccolta sulle rive del lago Cialalakà 1' 8 maggio 1879. La specie conosciuta più affine è 1'^. annulipes C. L. Koch 92 p. PAVESI della baja di Natal, dalla femmina del quale si distingue tosto per il colore delle zampe e specialmente dello scudo cefalico , mentre per quest' ultimo s' avvicina molto al Irigultalum C. L. Koch della N. Olanda e ad altri. Per parecchi caratteri organici sopradetti differente da tutti. Fam. RHIPIDOSTOMIDAE. Gen. Rlxipidlostoina,, C. L. Koch 1844. 71. R. Leachìi (Sav. et Aud.) 1825-27. Descr. de PEgyplc, 2.^ ed. voi. XXII, p. 428, Aracn. tav. 9, fìg. 9, sub : Ixodes. Sin. — Rhipidostoma Leachii Karsch, Uebers. d. in Mossambique gesamm. Araehn., p. 337; Pavesi, Aracn- d'Inha?nbane, p. 25 (558). Hab. — Sottoregione etiopica orientale. Egitto , Mozambico. Loc. se. — Mahal-Uonz. Noie. — Quattro femmine e 38 maschi « presi vivi sopra un Felis pardus J" ucciso sui monti di Mahal-Uonz il 14 aprile 1877 (Antinori) » . I maschi hanno il tronco lungo e stretto (lungh. 3 mill., largii. 1 Y2) , ovale , poco dilatato alla parte posteriore , finamente pun- teggiato , giallo-ferruginoso , con alcune strisele irregolari nei solchi e sul margine più scure. La più grossa femmina, turgida di sangue, raggiunge 7 mill. ; questo sesso è rimasto sconosciuto e differisce dal maschile perchè ha il corpo ovato, non elittico più stretto al davanti, manca del solco marginale posteriore e presenta distinto lo scudo cefalico, ovale e rotondeggiante all' indietro , coi due solchi a metà rav- vicinati, poi divergenti. Il colore è pure diverso, cioè nelle fem- mine soltanto il rostro, le zampe e lo scudo cefalico sono ferru- ginosi , mentre 1' addome è rosso-cupo. ARACNIDI DI SCIOA 93 CONCLUSIONI La presente collezione aracnologica Antinori presta motivo a qualche considerazione importante. 1. — Anzitutto le 71 specie appartengono a 49 generi, 18 famiglie, 4 ordini, e dei cinque ordini che mancano reca particolare meraviglia V assenza degli scorpioni. Non si può in- ferirne che lo Scioa sia assolutamente privo di questi aracnidi ; ma certo siffatte forme , diffuse in tutto il mondo e pure in Africa , devono esservi assai rare , tenuto conto dell' abilità del collettore , che ne ha preso molte altrove , e del lungo tempo impiegato a mettere insieme la raccolta. 2. — In secando luogo va notato il gran numero di specie nuove , quanto meno che mi parvero tali , poiché sono 30 , quindi più di ^/^ del totale ; il che conferma le deduzioni di altri studiosi delle raccolte Antinori , mostra cioè quanto ci sia da fare ancora per avere una conoscenza soddisfacente della fauna afri- cana in genere. 3. — Sono nuove per l'Abissinia anche 30 delle 41 specie rimanenti e , siccome una specie nuova vive anche nei Bogos , lo Scioa ha in comune col resto dell' Abissinia: Solpuga brunnipes Drassus coruscus Argiope trifasciata Thanatus rubicundus A. Lorda " Lycosa naevia Lithyphantes Paykullianus Ocyale aelhiopica Lalhì'odeclus ì3-gul(atus var. Podophtlmlìna Bayaoniana Tegenaria mirabUis Egaenus pachylomerus cioè 12 specie , circa '/g del totale. 4. — Pertanto lo Scioa sembra staccarsi nettamente dal resto dell' Abissinia, anche più se osserviamo che certe forme 94 p. PAVESI (Caerostn's, Epeira Kerstenii, Larinia decc?is, Telragnatim pro- lensa, Lathrodectus cinclus) sono africane australi e inalgasiche ; e che altre specie nuove {Mela Anlinorii, Cleniis lorvus, Hin- zuanius africanus, Amhlyomma A-gultalum) concorrono allo stesso risultato, avendo congeneri del medesimo gruppo nella zona pret- tamente equatoriale o nelle Mascaregne. Ciò trasporta lo Scioa molto più al sud della sua propria latitudine. 5. — Contrariamente però altro forme scioane , non per anco segnalate nel resto dell' Abissinia , lo trasportano più a nord, vivendo in Egitto e persino nel Basso Egitto (Theridium spinilarse, Agalena lepida,, Tha.nalus Jlavus , Trochnsa urbana ecc.) od in altri paesi mediterranei (Ttieridium simile, Atlus jucun- dus ecc.). 6. — Ed è strano come alcune specie scioane siano piut- tosto egiziane che abissine p. d. ; il Chiracanlhium isiocum d'E- gitto trovasi ad esempio nello Scioa , mentre nella valle del- l' Ansaba vive il C. molle. Anzi nello Scioa si raccolsero rappre- sentanti di forme mediterranee od europee , nemmeno egiziane, (juali Epeira sulphurina, le tre Linyphiae, Tylopìiora Cecchii, Diaea albiciticta. In presenza di queste gravi difficoltà, per spiegarsi il carattere faunistico dello Scioa, occorre prendere in esame quanto si sa in j)roposito della fauna aracnologica abissina. Io intendo però per Abissinia od Etiopia , press' a poco se- condo i cartografi tedeschi , tutto 1' altipiano che si stende dagli Ilabab allo Scioa meridionale , non l' Abissinia dei cartografi in- glesi , che abbraccierebbe anche la parte bassa littoranea , onde n' escludo Suakin , Archiko , Massaua , Moncullo , ricordati pure negli annali dell' aracnologia. Infanti delle predette località sa- mahriche conosciamo le sottoindicate sp.ecie: * Balhus europaeus (Linn.). Massaua (Pavesi in L. Koch) "ii. scaber (Ehr.). Archiko '" Isomelnis maculatus (De-Gòor). Massaua O (') Due giovani eseinj)lari raccolti dal prof, lìeccari. ARACNIDI DI SCIOA 95 * Rhax phalangium (Oliv.). Moncullo (*) ■•■ Gasteracantha lepida, Cambr. Massaua , Sceik-Said (L. Koch , Pavesi). Argiope Lordii, Cbr. Massaua A. trif asciata (Forsk.). Massaua Epeira Redii (Scop.). Massaua (Pavs. in L. Kocli) * E. nautica L. Koch. Suakin * E. liriope L. Koch. Suakin Cyrtopìiora citricola (Forsk.) Massaua ■■■ Theridium bajulans, L. Koch. Suakin * Pholcus rivulalus (Forsk.). Massaua (Pavs. in L. Koch) Ph. borbonicus, Yins. Suakin , Massaua (-) Sparassus Argelasii, Walck. Suakin , Massaua (^) * Cebrennus aethiopicus, Sim. Massaua Seienops aeggptiaca, Sav. Aud. Massaua Plexippus Paykullii (Sav. Aud.). Suakin , Massaua i^) Hyalomma dromedarii, C. L. Koch. Massaua. " H. analolicum, C. L. Koch. Suakin, Massaua (•^). Cioj 20, di cui soltanto 9 (quelle senza asterisco) promiscue al- l' A bissinia p. d. , il 45 p. ^/q , riducibile al 25 p. ^/^ perchè 4 di esse hanno cosi vasta dispersione da trascurarle in simile con- fronto , mentre le altre sono forme estranee all' altipiano abis- sino , autoctone o comuni a tutto il littorale eritreo. Esaminiamo il seguente (') Un individuo adulto preso dall'Antinori. (5) Intorno al maschio di questi esemplari, da me citati al dott. Koch, dissertò anche il Thorell in Studi svi ragni mal. e pap. III . Austro7nal. e Capo York, p. 179, nota 1. (') Sinonimo di Philodromiis Linnaei Sav. Aud. Il prof. Issel ve ne raccolse due esemplari adulti d'ambo i sessi. (*) Lo stesso Issel ve ne prese un maschio adulto. O Di questa e della precedente specie il dott. Beccari raccolse 3 esemplari per cadauna a Massaua; quello di Suakin fu preso in febbraio 1883 dal dott. Paolo Ma- gretti di Milano lungo il suo viaggio scientifico nell' Africa equatoriale, compiuto con r ultima spedizione Pennazzi-Godio. 96 p. PAVESI ELENCO GENERALE deg'li a.r*a,ciii
  • issiiiia,. Ord. SGORPIONES. L Butìius liosoìva (Ehr.) Ansaba (Pavesi) i^) 2. B. quiìiquestriatus^ Ehr. Metemma (') 3. B. minax, L. Koch. Habab *4. B. hselii, Pavs. Ansaba (Pavesi) (^) (') Il march. Autinori ne raccolse un bel esemplare nel 1870. Esso è lungo 84 mill., cioè più di quello di Hemprich ed Ehi-enberg e meno del B. villosus Thor., che gli fu sinonimizzato dal Simon. Corrisponde nei caratteri organici alla descrizione del Thorell, osservo però che le granulazioni minutissime del so'co mediano supe- riore della coda sono visibili soltanto al 1.° e 2." segmento e che nel 2." raggiun- gono il margine posteriore , inoltre che i denti dei pettini sono 36-40 (27 secondo Ehrenberg, 35-42 secondo Thorell). Nel colore si approssima maggiormente al leio- soma Ehr., ossia la seconda metà della coda è bruna, come nell' austraiis Ilerbst, che la figurò interamente bruna, mentre la prima metà è giallo-fulva; il dorso del tronco è bruno-nerastro. Nella colorazione pare specie alquanto variabile , e la sinonimia stabilita dal Simon mi resta incerta. P) Me ne fu donato un giovanissimo individuo dal dott. Magretfi, che lo raccolse nello scorso aprile presso questa città del Galabat, sui confini del regno d'Abissinia. (^) Trunco òupra nigro- vel sordide testacej, abdominis segmento ultimo fere in toto testaceo; cephalothorace caudae seginentum V.'" acquante, granulis ro- tundatis inaequalibus ornato, costis anticis divarìcatis et arcuatis, intervallo escavato et parce granoso, costis posticis integris retro sensim divarìcatis, in- tervallo transverse ter depresso prominentiis granosis, in medium lineis diiabiis tenue granulosis; segmentis abdominalibtts I-VI supra cosfis trinis laevibus, la- teribus irregulariter granosis, segmento VII costis granulosis, media dimidium segmenti su2}crante. intervallis granosis; segmentis ventralibus flacis nitidis, ultimo tantum costis qì) Il dott. Magretti ne riportò alcuni esemplari da Septarat , dicendomi che , ap- pena prendeva riposo sulla terra all'ombra, era assalito da una moltitudine di queste zecche, le quali tormentavano tutti i componenti della carovana. (') Il prof. Issel ed il dott. Magretti ne trovarono due maschi adulti, identici alla figura di Koch dell' A. venustum (Uebers. Arachn. sijst-, IV, p. 57, tav. IX, fig. 31), che conservano tuttora lo splendido colore metallico verde-dorato. La sinonimia con la specie di Fabricius è ammessa universalmente, ma non mi pare certa. (^) N. sp. Ob long oov atti s , sento dorsuali nitido, iìnpresso-punctato, si'lcis duobu funticis profroidis brevibus. Umbo postico in 11 partes ìion prominentes diviso, ferrugiìieo-miniaceo, lineis utrinque quatuor radiantibus nigris ornato, anterìoribus angulatis , posterioribus intus curvatis , lineaque longitudinali media k-fortne antica quoque cornubv.s inter se magis disjunctis et parallelis usque ad incisurani trunci continuata; rostro pedibusque ferrugineis. Long. 3, lat. max. 2 mill. Il dott- Beccari ne raccolse un solo maschio a Keren. Per il disegno dell'addome, ricorda nel genere Derinacentor il clathratus, nelle Haemaphysatis la concinna C. L. Koch, entrambi d'incerta patria, nel Rhipicephalus il j)erpul- cher Gerst. di Mombas, se non che in quest' ultimo le linee del disegno sono giallo- chiare. (8) N. sp. Ovatus; scuto dorsuali nitido, punctis impressis ìninìmis confertim et magnis sparsim notato, foveolis et linea longitudinali levibus, limbo postico sulcls ordtnariis in 11 partes diviso, media ultra incisuram marginalem pro- ducta et truncata, rufo, nigro-variegato, flavo-limbato, rostro pedibusque fer- rugineo- fuscis. Long, circa 4 mill., lat. max. 2 '/ì. Un solo maschio adulto di Keren raccolto nel 1870 dal dott. O. Beccari , il celebre esploratore della Nuova Guinea e di Borneo, membro della spedizione geografica italiana nei Bogos, che ivi s' occupò più dei compagni di aracnidi ed al quale dedico la specie in segno di amicizia e di gratitudine scientifica. È affine al R. siculus €■ L. Koch ed allo stigmaticus Gerst. ARACNIDI DI SCIO A 103 1. — Questo elenco comprende quindi 124 specie, riferibili a 73 generi , 25 famiglie e 5 ordini , 91 delle quali erano pre- cedentemente conosciute e 33 riescono nuove per la scienzi, ed altrimenti 50 già note d'Abissinia e 74 (il 59 p. %) nuove per essa, numeri che danno a divedere (juale grandissimo contri- buto allo studio della fauna abissina abbiano portato i nostri viaggiatori ed in particolare l'Antinori. 2. — Gli ordini mancanti sono quattro, ma in verità qui basta considerarne due : i Pedipalpi, che nell'Africa orientale comin- ciano a manifestarsi soltanto al Zanzibar, ed i Chelonethi o pseudo- scorpioni , i quali sembrano arrestarsi all'Africa settentrionale , cioè dominano nella sottoregione zoologica mediterranea e non si rinvennero finora nella regione etiopica. Degli altri due or- dini , i Cormopodi o picnogonidi sono marini , i Linguatulini endoparassiti dell' uomo e dei mammiferi. 3. — L'ordine meglio rappresentato in Abissinia, come ovunque, è quello dei ragni, che ci offre quivi 102 specie; le famiglie più ricche in serie decrescente sono Epeirìdae, Drassidae^ Lycosidae, Thomisidae^ Therididae, Attidae ecc. ; i generi Trochosa ed Epeira dapprima , poi Argiope, Drassus, Prosthesima^ Gnaphosa , Xy- slicus, ecc. 4. — Figurano esclusive dell' Abissinia 59 specie (quelle segnate neir elenco con asterisco), più della metà dei soli ragni (54), anzi 14 dei 19 drassidi, i quaU sono sempre molto localizzati. Nello stato attuale delle nostre cognizioni siffatte specie ed il nuovo genere Chiasmopes servono a caratterizzarla. Ma delle residue 65 specie vivono in Egitto 39 Zona samahrica ..... 9 Mozambico 8 Zambesia . 7 Zanzibar .... . . 6 ossia nella sottoregione mediterranea (compreso 1' Egitto) . 46 » etiopica orientale (compreso lo Yemen, la Nubia ed il Mozambico) . .31 104 p. PAVESI sottoregione malgasicu 10 » occidentale 6 » australe 4 finalmente in altre regioni zoologiche .... 17 5. — Considerando le sole specie promiscue , 1' Abissinia ha dunque i maggiori rapporti numerici con la sottoregione medi- terranea , specialmente con 1' Egitto ; fatto da attribuirsi all' o- rografia del paese , ossia all' altitudine , a cui furono raccolte quasi tutte le specie scioane e molte delle abissine p. d. , com- pensatrice della latitudine. L'Epeira sulphurina intima parente della cucurbilina e dell' alpica, la Linyphia Ibuola prossima alla bucculenkij, la L. sterilis quasi identica alla pusilla^, ìeLycosae a tipo monlicola, ci indicano esser proprio quella la « Svizzera » africana, che raccoglie in sé gli aspetti seducenti della na- » tura tropicale e le scene severe e maestose del paesaggio al- » pino Q) » , patria dell' Agasen , del Serpentario e dell' Aba- gumbà, delle termiti e del Kolqual. D'altronde le regioni più basse esplorate dall' Antinori nello Scioa sono le kolla di Gia- gagué, la stazione di Let-Marefià è nei vaina-degd, ì monti verso Dens e verso Sciotalit nei ?tegd^ fra i 2 e i 3 mila metri sul mare. Facendo però il confronto sopra la qualità delle specie , che compongono il rapporto numerico anzidetto , si deduce che esso non esprime interamente il vero. E poiché non regge il paragone con tutte le specie comuni alla sottoregione occiden- tale e con più della metà delle promiscue alla malgasica, larga- mente diffuse sia in Africa che altrove, o con le poche australi, la più stretta affinità numerica e specifica della fauna aracnolo- gica abissina sussiste con quella dell' immensa sottoregione orien- tale, di cui sono esclusive \ Epeira Kersleniij, la Larinia decens„ il Lathrodeclus cinctas ecc. o piuttosto ne costituisce il nucleo. 6. — La ftuma abissina è il legame della mediterranea con r australe , e cancella certi limiti artificiali nella geografia zoo- logica africana , segnati troppo affrettatamente dai corologi ed in particolare del Wallace. Come ho già mostrato che il Mozam- (') Issel, Viaggio nel Mar Rosso e tra i Bogos, \ì. 83, .Milano, 1S72. ARACNIDI DI SCIOA 105 bico deve togliersi dalla sottoregione australe e ridurre alla cen- trorientale, ora sostengo che la fauna africana, sopratutto nel iato orientale , passa insensibilmente dal Cairo al Capo delle tempeste. Si mantengono in Abissinia molte specie egiziane ; scompaiono le Tarenlulae mediterranee supplite dalle Trochosae, si rendono vieppiù comuni e svariati i Latkrodecli, compaiono le Caerostris, V Uioborus zosis, una Nephila.j, una Meta a tipo ar- genteo; con la Gasteracantha e?isifem e la Caerostris Wallilbergu dello Scioa , essa si unisce all' estremo mezzodì , mentre con la sua Tetragnatha jwotensa ed il genere Hinzuanius dà la mano alla sottoregione malgasica. Né a torto l'Oberthiir, pubblicando pel primo una parte dei risultati zoologici della spedizione capitanata dal marchese Anti- nori , si domanda se « il centro della fauna africana non cor- » risponda al centro stesso dell'Africa (/) » . Ma nulla sappiamo in fatto d' aracnidi della regione dei grandi laghi e bisogna per ora arrestarsi a questo punto delle nostre considerazioni , confi- dando che i viaggiatori aiutino i naturalisti a sciogliere l' arduo problema che fa disperare zoologi e geografi. (') Spedizione italiana nelV Africa equatoriale, I, Lepidotteri, in Ann. Mus. civ Genova, voi. XV, 1880, p. 143. RISULTATI jftuLO-OLOGJ-IGI DELLE CROCIERE DEL « VIOLANTE i PER A. PICCONE In questi Annali, dediti quasi esclusivamente alla zoologia, trova gentile accoglienza il presente lavoro botanico perchè i solerti e benemeriti editori convennero nell' idea che tutte le collezioni fatte durante le crociere del « Violante » è utile che siano illustrate nella stessa pubbhcazione (^), e perchè credono di rendere così nuovo e gradito tributo di riconoscenza all'esimio proprietario del cutter, al comandante capitano Enrico D'Albertis. Giustizia vuole anzitutto eh' io rammenti come le raccolte al- gologiche, iniziate per amichevole benevolenza dall' ottimo amico dott. R. Gestro, siano state proseguite con amorevole inte- resse dal D'Albertis, e infine come alla Galita vi abbia preso parte attiva anche il marchese G. Doria (-). A tutti sien qui resi e rinnovati sinceri ringraziamenti ed al capitano D'Albertis una particolare e ben meritata lode. Dissi che qui rinnovo agli egregi amici azioni di grazie, perchè già ebbi occasione di loro esternare la mia gratitudine allorché feci conoscere i primi risul- tati delle loro fatiche (^). (I) Annali del Museo Civico di Storia Naturale Voi. Vili (1S7(5), XI (1S77-78) , XV (1880) e XVIII (18S2-83). {-) Ai lettori degli Annali può forse tornar utile il sapere che le alghe in questa memoria enumerate furono raccolte e conservate, con eccellenti risultati, seguendo le semplici norme che trovansi a p. 463-65 delle Istruzioni scientifiche pei viaggia- tori edite per cura del prof A. Issel (2." ediz-)- {^) A. Piccone, Catalogo delle alghe raccolte durante le crociere del cutter « Vin lante ». Roma 1879 (Memorie della R. Accad. dei Lincei, Ser. 3.», Voi. IV). RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 107 Se ora mi accingo a coordinare in un unico opuscolo i mate- riali antichi con quelli di più recente data, egli è perchè questi ultimi han quasi duplicato il numero delle specie in principio raccolte, e perchè, per molte di quelle avute dai primi viaggi, sono a segnarsi altre ed importanti località. I risultati algologici del « Violante » , di gloriosa memoria, sono di molto interesse non soltanto per le poche forme nuove scoperte {Pcdmophyllmn Geslroi, Halimeda Tuna ^ Alberlisii, Rhodìjmenia n. sp.? ) , ma più particolarmente per averci ripor- tati materiali da discrete profondità, additate nuove stazioni di specie rare e di forme che forse sono inerenti alle speciali con- dizioni in cui crescono , e sopratutto nell' averci forniti preziosi materiali per le llorule delle piccole isole del Mediterraneo e dell' Adriatico (}) delle quali poco o nulla sappiamo ; florule interessantissime perchè costituiranno elementi di una utilità in- contestabile a chi un giorno si accingerà a studiare la distribu- zione geografica che presentano le alghe nel bacino del Medi- terraneo. Avvertenze. — 1.* Le specie distinte con asterisco son quelle che già figurano nel primo lavoro. 2.* Nelle citazioni bibliografiche ho creduto utile comprendere lo Species algarum di J. Gr. Agardh e 1' opera omonima del Kiitzing perchè d' indole generale: V Algae maris mediterranei et adriatici di J. G. Agardh, le Flo- ridee italiche dell' Ardissone e V Iconographia phycologica mediterraneo- adriatica del Zanardini perchè speciali alle alghe del bacino del Mediter- raneo: la memoria del Langenbaeh Die Meeresalgen der Inseln Sizilien und Pantellaria, la Fiorala Caprariae dei professori Moris e De Notaris e la mia Florida algologica della Sardegna perché lavori particolari a florule di isole: e finalmente V Enumerazione delle alghe di Liguria di Ardissone e Strafforello, la Synopsis algarum maris adriatici del Zanardini e la Flore d'Algerie del Montagne perchè, senza bisogno di speciali dichiarazioni, concorrono a dare al lettore un'idea della distribuzione geografica delle specie nel Mediterraneo e della loro maggiore o minore difiFusione. 3.* A proposito delle specie riportate nel 1880 dalle isole delia Dalmazia, già assai esplorate da distinti algologi e da benemeriti raccoglitori, avrei (') Veggansi gli elenchi parziali posti in line di questa memoria. 108 A. PICCO iN E volentieri citati i lavori del signor Giorgio Frauenfeld che hanno per ti- tolo Aufzllhlunfj (ler Algen der Dalmatinischen Kilsto. (Wien 1854) e Die Alfjen der Dalinatischen Kusf.e ("Wien 1855) se in essi talune specie non si trovassero ripetute sotto nomi diversi (per esempio Aglaophylhim Vido- vìchìi e poi Aracnophyllum Vidovichii) e se non vi fossero specie nuove attribuite al Zanardini che dice (') essere per lui stesso « del tutto inintel- » ligibili, e per dippiù annoverate con tali nomi, come Lrjngbya phytono- » moides , Condrothamnlon brachyarkena , ecc., che farebbero certamente » poco onore alle cognizioni filologiche di chi ne fosse 1' autore » . ALGAE. PHYCOCHROMOPHYCEAE. RIVULARIEAE. FCivularia,, Ac. •1. Rivvilaria. nitida, Ag. — Rabenh. Fior. eiir. alg. II, p. 208. — Piccou. Florul. algol, della Sard. n. 111. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 59. — R. bui- lata Berk. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 9. — Zanard. Syn. alg. mar. adriat. p. 143 C). — Phi/sactis lunata Ktz. Spec alg. p. 332. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. iind Pariteli, p. 1. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 287. Isola di Caprera: luglio. 2. Rivularia mesenterica. Heteractis mesenterica Ktz. Spec alg. p. 334. Isola di Lagosta: settembre. Ossei V. — Specie, per (juanto è a me noto, non comune e propria dell' Adriatico. Dasyactis, Ktz. 3. Dasyactis plana, Ktz. Tab. Phycol. Il, p. 23, tav. 73, flg. I. — Rivularia plana Harv. — Ktz. Spec alg. p. 338. Isola Galita, sulla Patella feì-ruginea: agosto. (') G. Zanardini, Iconographia phycologica mediterraneo-adriatica. Voi. I, p. III. (}) Il numero delle pagine che è citato in questo lavoro a proposito della memoria del Zanardini, si riferisce a quello del Tom. IV della Ser. 2.» delle Memorie della Reale Accademia delle Scienze di Torino ove la memoria anzidetta venne inserita- RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 109 CHLOROSPORACEAE. PALMELLAGEAE. F*£ilniopliyllum , Ktz. '4. falniophj'lliim Gesti'oì , ii. sp. Phycoma cartilagineian, atro-virens fere nigrescens, callo centrali afflxum, piane expansion, leviter lobatum, margine revolutwn. Isola Galita, un solo esemplare: agosto. Osserv. — Questa nuova specie di Palmellea io non saprei a quale genere meglio ravvicinarla che al gen. Palmophyllum del Kiitzing. Tale fu pure il parere che n' ebbi dal compianto dot- tore Zanardini. Dall' esame delle figure che dall' autore del ge- nere furono pubblicate nelle sue Tabulae Phycologkae (I, p. 10, Tav. XII, fig. Ili, sotto il nome di Palmella crassa, Naccari, e 1 , p. 23 , Tav. 32 , fig. Y) , come anche dalla descrizione che r autore medesimo ne dà a pag. 231 del suo Species algarum, parmi non si possa la presente specie riferire al Palmophyllimi flabellaUim raccolto fin qui, per quanto mi consta, soltanto neir Adriatico. La distinzione è principalmente fondata sulla maggiore consistenza e diversa forma della fronda, la quale è assai meno lobata e col margine revoluto, sul colore quasi nero , ecc. Delle due figure sopra citate quella che per la forma della fronda più si approssima alla nostra specie è la quinta della Tav. 32. Dedicai questa specie all' amico dott. Raffaello Gestro essendo egli stato r iniziatore delle raccolte algologiche fatte col « Vio- lante » . ULVAGEAE. Ulva, L. 5. Ulva Lactuca, Le Jol. — Piccon. Fiorili, algol, della Sard. n. 122. — Ar- diss. e straff. Enum. alg. lig. n. 219. — U. latissima L. — Ktz. Spec alg. p. 474. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 157. — Zanard. Syn. alg. mar. adriat. p. 213. — U. Lactuca et latissima J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 17. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 150 e 151. — U. Lactuca, C Lactuca, b. siniplex Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Paliteli, p. 9. Isola Galita: agosto. — Messina, nel porto: agosto. 110 A. PICCONE C Ulva rigida, Ag. — Alg. mar. med. et adr- p. 17. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 1-ì;ì. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 151. — U. Lactuca, A. rigida Le Jol. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 9. — Phycoseris australis Ktz. Spec alg. p. 477. Isola Cazza: settembre. 7. Ulva myriotrema, Crouan. — Zanard. Icon, pliycol. adr.-med. I, p. 17.'?, tav. XL. — Phycoseris myriotrema Ktz. Spec. alg. p. 477. Cattare, nel porto: agosto. Enteromorplia , Link. •S. Enteromorpha crispata, Piccon- Florul. algol, della Sard. n. 125. — Enteromorpha Bertolonii Mont. Fior. d'Algér. I, p. 153. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 158. — Ulva crispata Bertol. — U. Bertolonii Ag. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 17. — Phycoseris crispata Ktz. Spec, alg- p- 476. — U- Entero- morpha, A. lanceolata, e. crispata Le Jol. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 10. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 220. Exs. — Erbar. crittog. ital., Ser. I, n. 219. Isola Galita: agosto. CONFERVAGEAE Olxaetomorplia , Ktz. y. Cliaetoinorpha intermedia , Piccon. et Duf. in Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 361. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 130. —Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 8. — Ardiss. e Straflf. Enum. alg. lig. n. 228. — Diplo- nema intermedium DNtrs, Prosp. Fior. lig. nella Descriz. di Genova e Genoves. I, p. 74. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 361. Messina, nel porto: agosto. 10. Chaetomorpha gracilis, Ktz. Spec alg. p. 376. Isola Meleda, Porto Palazzo: agosto. Cladopliora, Ktz. 11. Cladophora catenata, Ktz. Spec. alg. p. 389. - Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 131. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 8. — Ar- diss. e StrafT. Enum. alg. lig. n. 238. — Conferva catenata Ag. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 13. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 192. Molcovich, Bocche di Cattare: agosto. '12. Clailox)ht>ra iirolilV-ra, Ktz. Si>ec. alg. p. 390. — Langenb. Die Meere- salg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 8. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 13'). — Ardiss. e StrafT. Enum. alg. lig. n. 239. — Conferva prolifera Ag. — J. Ag Alg. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 111 mar. med. et adi-, p. 13. — Mont. Fior. d'Algér. 1, p. Iu8. — Zanard. Syn. alg. mar. adriat. p. 155. Exs. — Erbar. crittog. ital-, ser. II, n. 480. Isola Lampedusa: settembre. — Molcovich , Bocche dì Cattare: agosto. — Isola Meleda (Porto Palazzo) ; Isola di Curzola (Vallegrande) e Spalato: settembre. 13. Cladophora puniila, Ktz. Spec alg. p. 401. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 251. Isola Galita, sulla Patella ferrugìnea: agosto. 14. Cladophora (Aegagropila) repens, Ktz. Spec. alg. p. 416. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 153. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 250. — Con- ferva repens J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 13. Molcovich, Bocche di Cattaro: agosto. — Isola di Curzola (Vallegrande) : settembre. 15. Cladophora (Aegagropila) IMeneghiniana, Ktz. Spec. alg. p. 417. Isola di Lagosta e Isola Cazza: settembre. * 16. Cladophora Isola di Caprera : luglio. Osserv. — Essendo gli esemplari di questa Cladophora non solo senza fruttificazione , ma anche scolorati e decomposti , rie- scono indeterminabili. • 17. Cladophox'a Isola Galita: agosto. Osserv. — Di questa specie ne ho un meschinissimo esemplare non determinabile. 18. Cladophora Isola di Caprera, a porto Palma, dragata a m. 10: luglio. Osserv. — Anche per essa non mi riusci di stabilire che il genere , essendo in cattivo stato i pochi individui trovati framezzo ad altre alghe. 19. Cladophora Col gangano ed a m. 50, cinque miglia a N. di Tripoli: settembre. Osserv. — Frammenti di esemplari non determinabili e tro- vati mescolati ad altre specie. 112 A. PICCONE CHLOROSPERMACEAE. VAUGHERIEAE. Bryopsis, Lamolr. '20. Hryopsis Oalbisiana, Lamour. — Ktz. Spec. alg. p. 490. —J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 18. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 3. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 169. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 347. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 53. — Zanard. Syn. alg. mar. adriat. p. 219. Isola Galita: agosto. — Parassitica sulla Sphacelaria scoparla. 21. liryopsis dalmatica, Ktz. Tab. phycol. VI, p. 26, tab. 74, fig. I. — Lan- genb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 3. Isola Cazza: settembre. Vaiolila,, GrixN. *22. Valonia utricularìs, Ag. — Ktz. Spec alg. p. 507. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 23. — Langenb- Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 2. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 172. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 357. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 54. E.vs. — Krbar. crittog. ital., ser. I, n. 628. Isolotti dei Cani: settembre. — Cinque miglia a N. di Tripoli, col gan- gano ed a m. 50 sulla Vidalia volubills: settembre. — Isola di Lagosta, parassitica su vecchia Cystoselra : settembre. Osserv. — Gli individui di Lagosta mi fecero nascere il so- spetto elle potessero riferirsi a V. sìjphimculiis del Bertoloni , della quale non ho esemplari nella mia collezione. Ma questa specie si può ritenere distinta dalY utricular is? Anche il Kùtzing (Spec. alg. p. 507), tanto jpropenso a specializzare, lo pone in dubbio. 23. \'aloiiia inaci'opliysa, Ktz. Spec. alg. p. 507. Col gangano al traverso di Pachino (Sicilia) od a m. 80: agosto. Ctiulei-pa, La.mour. 24. Caiilerpa prolifera, Ag. — .1. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 24. — Lan- genb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 8. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 173. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 358. — Mont. Fior. d'Algér. 1, p. 161. — Zanard. Syn. alg. mar. adriat. p. 229. — PhìjUerpa prolifera Ktz. Spec alg. p. lu-l. Ej:.f. — Krbar. crittog. ital.. ser. 1, n- 27. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 113 Messina, nel porto: agosto. — Tripoli, a ni 5: settembre. — Col gau- gano 5 miglia a N. di Tripoli ed am. 50: settembre. Osserv. — Gli esemplari raccolti a Messina erano cosi nume- rosi che mi permisero di distribuirli nel 1882 ai membri della Sociótè helvetique di Neuchàtel. Auadyomene , Lamour. '23. Anadiomène flabellata, Lamour. — Ktz. Spec. alg. p- 511. — Lan- genb. Die Meeresalg. dar Ins. Siz. und PantelL p. 9. — Piccon. FloniL algoL della Sard. n. 174. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 359. — A. stellata Ag. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 24. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 159. — Zanard. Syii. alg. mar. adriat. p. 223. Isola dei Cervi: luglio, — Isole di Lagosta, di Ciirzola (Vallegrande) , di Lesina e di Brazza (Porto Milna): settembre. I>asyelaularia,5 Lamour. *27. Acetabularia mediterranea,! Lamour. — Ktz. Spec alg. p. 510. — Langenb. Die Meeresalg- der Ins. Siz. und Pantell. p. 8. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 176. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 161. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 331. — Mont. Fior. d'Algér., I, p. 160. — Olivia Androsace Bertoh — Za- nard. Syn. alg. mar. adriat. p. 228. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 284 e ser. IT, n. 379. Isola di Caprera: luglio. Codium , Ag. 28. Codium tomentosum, Ag. — Ktz. Spec. alg. p. 500. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 23. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 7. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 177. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 362. — Mont. Fior. d'Algér. 1, p. 48. — C. Vermtlara Delle Cb. — Zanard. Syn. alg. mar. adriat. p. 225. — Spongodium dicTiotoìnum Lamour. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 164. Ecas. — Erbar. crittog. ital-, ser. I, n. 281 e ser. II, n. 427. Isola Cazza: settembre. Ann. ael Mus. Civ. ai St. Nat. Voi. XX. (24 Ottobre 1883). 8 114 A. PICCONE •29. Codium Bursa, Ag. — Ktz. Spec. alg. p. 502. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 22. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 8. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 180. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. S63. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 51. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 224. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 626. Isolotti dei Cani: settembre. Ossero. — Anche qui noterò che è specie la quale cresce sia aderente alle rupi, sia ai rami della Posidonia oceanica. Il giovanissimo esemplare che ho della località sopra citata (del diametro di poco più di un centimetro) è appunto nato sopra la Posidonia. Xla-liniecla. , Lamocr. •30. Halimeda Tixna, Lamonr. — Ktz. Spec. alg. p. 501. — Zanard. Icon, phycol. medit.-adr., HI, p. 129, tav. CXII. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. \^■ 8. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 180. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig- n. 366. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 159. — H. Opimtia Lamour. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 1G2. — //. Sertolara Zanard. Syn. alg. mar. adriat. p. 220. Exs. — Erbar. crittog. ifal., ser. I, n. 2S3 e ser. II, n.'liacelai'ia, , Lyngb. • 32. Sphaeelaria cirrhosa, Ag. — J. Ag. Spec alg. I, p. 34. — Ktz. Spec alg. p. 464. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 29. — Piccon. Florul. algol, della Sard, n. 187. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 174. — Ardiss. e Straflf. Enum. alg. lig. n. 300. — Mont. Fior. d'Algér. I. p. 42. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 159. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 853. Isola di Caprera, frammista ad Jania rubens: luglio. — Isola Galita, sulla Patella ferruginea: agosto. — Isola di Brazza (Porto Milna): set- tembre. 33- Sphacelaria irregularis, Ktz. Spec alg. p. 465. — Ktz. Tab. phycol. V, p. 27, tav. 91, lig. 111. Isola Galita, piccolo esemplare parassitico snW Enter omorpha crlspata: '34. Spliacelaria scoparia, Lyngb. — J. Ag. Spec alg. I, p. 36. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 29. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 188. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 173. — Ardiss. e StrafT. Enum. alg. lig. n. 307. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 39. — Zanai'd. Syn. alg. mar. adr. p. 158. — Stypocaulon scopa- riwn Ktz. Spec. alg. p. 406. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 13. Eocs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 29. Isola Galita: agosto. — Isole dì Lagosta e Cazza: settembre. • 35. Sphacelaria filicina, Ag, — J. Ag. Spec. alg. I, p. 38. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 30. — Zanard. Icon, phycol. adr.-med. Ili, p. 37, tav. LXXXIX. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 189. — Ardiss. e Strati. Enum. alg. lig. n. 309. RISULTATI ALGOLOGICl DEL VIOLANTE 117 — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 11. — Halopteris fllioina Ktz. Spec. alg. p. 462. — Lau- genb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Paliteli, p. 13. E^s. — Erbar. cnttog. ital., ser. I, n. 18. Isola Galita: agosto. — Isole Lampedusa e Piana: settembre. Oladosteplxus, Ag. *36. Cladostephus verfciclllatus, Ag. — J. Ag. Spec alg. I, p. 43. — Lan- genb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 13. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 191. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 43.— CI. Myrioihyllum kg. — liiz. Spec. alg. p. 46S. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 30. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 172. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 315. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 159. Exs. — Erbar. crittog. ital , ser. I, n. 131. Isola Galita: agosto. — Isola Lampedusa: settembre. GHORDARIEAE. Leatliesia,, Gray. •37. Leatliesia umbellata, Menegh. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 51. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 192. — Corynophlaea umbellata Ktz. Spec. alg. p. 543. — Corynephora umbellata Ag. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 145. Isola di Caprera: luglio. Un solo e meschino esemplare trovato fra altre alghe sulle quali era probabilmente parassitico. DIGTYOTEAE. IPunctaria , Grev. *38. F»unctaria? Isola Galita: agosto. Osserv. — Riferisco dubitativamente a questo genere un esem- plare decomposto la di cui struttura è certo d' una fucoidea. A tutta prima, per la forma sua e per il margine leggermente incrassato rammenta la figura e della Laminaria reniformis che trovasi nella tav. 8 della Flore d'Algerie del Montagne. Ralf sia. Berk. 39. Kalfsia verrucosa, J. Ag. Spec. alg. 1, p. 62. — Zanard. Icon, pliycol. adr.-med. Ili, p. 69, tav. XCVII. — Ardiss. e StrafT. Enum. alg. lig. n. 320. — R. deiista Berk. — Ktz. Spec. alg. p. 544. Isola Galita, sulla Patella ferntginea: agost*^. 118 A. PICCONE Aspevocoecus, Lamour. 40. Aspcrococcus siniiosus, Bory. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 75. — J. Ag. Alg. mar. med. ct adr. p. 40. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 13. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 19J. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 322. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 230. - Mont. Fior. d'Algér. I, p. 35. — Encoelium sinuosum Ag. — Ktz. Spec. alg. p. 552. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 748. Golfo di Genova, a m. 100 : luglio. Stilòpliora, J. Ag. •41. Stilophora papillosa, J. Ag- Alg. mar. med. et adr- p. 42. — J- Ag. Spec alg. I, p. 84. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 197. — Spermatochnus papillosiis Ktz. Spec. alg. p. 550. Isola di Caprera: luglio. •42. Stilophora rhizodes adriatica, J. Ag. Spec alg. I, p. 85. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 325. — St- adriatica 3. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 42. — Sporochai's adriaticiis Ag. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 180. Isola Galita: agosto. — Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed a m. 50: settembre. — Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta , a m. 80: settembre. Dictyota., Lamour. •43. Dictyota Fasciola, Lamour. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 89. — Ktz. Spec alg. p. 555. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 37. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 198. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 390. — Mont. Fior. d'Algér. 1, p. 31. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 232. Isola di Caprera: luglio. — Isola Galita: agosto. — Isola Lampedusa: settembre. — Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed a ra. 50 : settembre. — Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta ed a m. 80: settembre. — Molcovich , Bocche di Cattare : agosto. — Isole di Lagosta e di Cur- zola: settembre. Osserv. — Gli esemplari di Tripoli , Molcovich , Lagosta e Curzola sono in cattivo stato : la loro determinazione v perciò alquanto dubbiosa. •41. IDictyota linearis, Ag. — J. Ag. Spec alg. 1, p. '.W. — ,1. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 37. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 14. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 199. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 391. Isola Galita: agosto. — Isola di Lampedusa: settembre. — Tripoli, a m. 5: settembre. — Isola Brazza, Porto Milna: settembre. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 119 •45. J3ictyota. dichotonia, Lamour. — J. Ag. Spec alg. I, p. 92. — Ktz. Spec alg. p. 554. — Laugenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pariteli, p. 14. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 200. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. ii. 152. — Ardiss. e Straff. Eniim. alg. lig. n. 389. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 30. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 232- Golfo di Genova, a m. 100: luglio. — Isola Lampedusa: settembre. Outlerìa, Grev. 46. CutJeria collaris, Zanard. Icon, phycol. medit.-adriat. II, p. 71, tav. LVlII. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 202. — Zonaria collaris Ag. — 3. Ag. Spec alg. I, p. 107. — Ktz. Spec. alg. p. 5G5. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 38. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 14. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 284. — PacUna collaris Grev. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 33. — Zanar- dinia prototì/2ms Nard. -- Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 236. Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed a ra. 50: settembre. Osserv. — L' unico esemplare avuto presenta la nuova fronda sovrapposta all'antica. Zonaria, Ag. '47. Zonaria flava, Ag. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 110. — Duf. Elenc alg. lig. n. 40. — Z. Tournefortiana Mont. Fior. d'Algér. I, p. 32. — Stypopodium flavum Ktz. Spec alg. p. 563. Isola Galita: agosto. Osserv. — Questa specie nel Mediterraneo é rara. Bertoloni (Fior. ital. crijpt. 11, p. 45) la raccolse nel Golfo della Spezia e r ebbe dai dintorni di Catania dal prof. Cosentino. Nel mio er- bario ne conservo un esemplaretto pure di Sicilia raccolto a Palermo dal eh. prof. A. Todaro. Fu trovata anche ad Algeri come appare dall' opera del ^lontagne sopra citata. F*ad.iiia, Adans. *4S. PacLina Pavonìa, Gaill. - .J. Ag. Spec alg. I, p. 113. — .J- Ag. Alg. mar. med. et adr- p. 39. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 14. — Piccon. FloruL algol, della Sard. n. 203. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 155. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 394. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 33. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 233. — Zonaria Pavonia Ag. — Ktz. Spec. alg. p. 565. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 16. Isola di Caprera: luglio. — Isola Galita: agosto. — Isola Me'eda (Porto Palazzo): agosto. — Isole di Lagosta, di Curzola, di Lesina e di Brazza (Porto Milna) : settembre. — Spalato : settembre. 120 A. PICCONE Ilalyseris , Taro. *49. Halyseris polypodioides, Ag. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 117. — Ktz. Spec. alg. p. rei. — .J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 35. — Langenb. Die Meeresalg der Ins. Siz. und Pariteli, p. 11. — Piccon. Florul. algol, delia Sard. n. 201. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 153. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 393. — Dio tyopteris poli/podioicles Desf. — Mont. Fior, d' Alger. I, p. 28. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 2:^4. Exs. — Krbar. crittog. ital., ser. 1, n. 356. Isola di Caprera: luglio. — Isola Galita: agosto. — Isole dci_Cani , Lampedusa e di Lagosta: settembre. SPOROGHNOIDEAE. Sporochnus, Ag, *50. Sporochnus clichotomus, Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. 1, p. 39, tav. X. Isola Galita: agosto. Osserv. — Specie molto rara e ben distinta, la quale fin qui non era conosciuta che della Dalmazia. 51. Sporochnius peduncuJatus, Ag. — J. Ag. Spec Alg. I, p. 171. — Ktz. Spec alg. p. 568. — Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. I, p. 35, tav. IX. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 207. — Ardiss. e StrafT. Enum. alg. lig. n. 326. Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta, a m. 80: settembre. FUGAGEAE. Oystoseira, Ao. * 52. Cystoseira JNXontagnei, J. Ag. Alg. mar. mcd. et adr. p. 47. — J. Ag. Spec alg. 1, p. 216. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 13. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 208. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 371. — Moot. Fior. d'Algér. 1, p. 13, tav. 1. — DiyUacantha Montagna Ktz. Spec alg. p. 597. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 716. Isola Galita: agosto. — Col gangauo 5 miglia a N. di Tripoli , ani. 50: settembre. — Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta ed a m. 80: settembre. '53. Cystoseira opuntioides, Bory. — J. Ag. Spec alg. I, p. 217. — Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. Il, p. 135, tav. LXXllI. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 13. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 209. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 372. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 14, tav. 5. — Phyllu- cantha opuntioides Ktz. Spec. alg. p. 598. Isola Galita, dragata am. 60: agosto. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 121 54. Cystoseira amentacea, Bory. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 219. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 47. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pariteli. p. 13. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 212. — Ardiss. e StraflF. Enum. alg. lig. n. 374. — Moiit. Fior. d'Algér. I, p. 10, tav. 2. — Halerica amentacea Ktz. Spec. alg. p. 594. Exs. ~- Erbar. crittog. Ital., ser. I, n. 475. Capo S. Maria di Leuca: agosto. ^ — Isole di Lagosta e di Lesina: set- tembre. *55. Cj-stoseira selaginoides, Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 213. — C- amentacea var. selaginoides J. Ag. Spec. alg. I, p. 220. — C. ericoides Menegh. Algh. ital. e dalm. p. 33. Exìs. — Erbar. crittog. ital. ser. IT, n. 172. Isola di Caprera: luglio. — Isola Galita: agosto. 56. Cystoseira corniculata, Zanard. Syn. alg. mar. adr. p, 243. — ,J. Ag. Spec alg. I, p. 220. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 46. — Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. Ili, p. 5, tav. LXXXI. — Halerica ericoides y corniculata Ktz. Spec, alg. p. 594. Isole di Curzola (Vallegrande) e Lesina: settembre. — Spalato: set- tembre. *57. Cystoseira crinita, Duby. — J. Ag. Spec alg. I, p. 223. — Ktz. Spec, alg. p. 601. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 49. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 13. —Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 211. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 376. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 12. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 852. Isola di Caprera : luglio. — Isola Tavolara : settembre. — Isola Galita : agosto. — Isola di Lesina: settembre. 58. Cystoseira barbata , Ag. — Ktz. Spec. alg. p. 599. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 215. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 129. — Duf. Elenc. alg. lig. n. 57. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 17. — C barbata a Turneri J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 50. — J. Ag. Spec alg. I, p. 223. Isola Meleda (Porto Palazzo): agosto. *59. Cystoseira Hoppii , Ag. — Ktz. Spec alg. p. 599. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 216. - Duf. Elenc. alg. lig. n. 56. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 16. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 243. — C barbata jB Hoppii 3. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 50. — J. Ag. Spec alg. I, p. 223. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 14. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. 1, n. 526 e ser. II, n. 473. Stretto di Messina (galleggiante): luglio. '60. Cystoseira discors, Ag. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 224. — Ktz. Spec. alg. p. 601. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 51. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 14. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 217. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 378. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 17. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 244. Exs. — Erbar. crittog. ital-, ser. 1, n. 314 e ser. li, n. 569. 122 A. PICCONE Isola dei Cervi: luglio. — Isole di Lagosta, di Ciirzola (Vallegrande) e di Brazza a Porto Milna: settembre. — Spalato: settembre. *G1. Cystoscira abrotanifolia, , Ag. — .1. Ag. Spec. alg. I, p. 225. — Ktz. Spec. alg. p. eoo. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 52. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pariteli, p. 14. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 218. - Ar- diss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 378. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 19. tav. 7. — Za- nard. Syn. alg. mar. adr. p. 245. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 76 e ser. II, n. 522. Isola Galita: agosto, — Spalato: settembre. Sarg-as.sum. Ao. •62. ft^argassvim linifolium var. salicifolium, J. Ag. Spec alg. I, p.3l2. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 219. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 380. — S. vulgare var. salicifolium Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 211. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 207. Isola dei Cervi: luglio. — Isola Galita: agosto. — Messina, nel porto: agosto. — Stretto di Messina (galleggiante): luglio. — Col gangano cinque miglia a N. di Tripoli ed a m. 50: settembre. — Isola di Lagosta: settembre. — Spalato: settembre. Osserv. — L' unico esemplare dragato a m. 50 al N. di Tri- poli è guasto ed in gran parte decomposto, per cui è lecito supporre che a quella profondità si fosse depositato assieme ad altri materiali. 63. Sargassutii Hornsclaucliii, Ag. — J. Ag. Spec. alg. I, p. 320. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 54. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 220. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 381. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 242. — 5. sali- cifolium Mont. Fior. d'Algér. I, p. 2. — Stichophora Hornschuchii Ktz. Spec. alg. p. 627. Exs. — Erbar. crittog. ital-, ser. I, n. 208. Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta, a m. SO: settembre. FLORIDEAE. HELMITHOGLADIEAE. Liag-oi'a, Lamour. • 64. Liagora viscida, .\g. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 425 e III, p. 518. — Ktz. Spec alg. p. 538. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 20. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 230. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 132. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 399. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 45. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 187. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 480. Isola di Cajn-era: luglio. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 123 GERAMIEAE. Ceraminm , Lyngb. *65. Ceramium d.iaplianu.111 , Roth. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 125 e III, p. 98. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 81. — Ardiss. Riv. de Ceram. della Fior, it. in N. Giorn. Bot. It. Ili, p. 35. — Langeub. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pan- teli, p. 15. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 214. — Mor. et DNtrs Fiorai. Caprar. n. 187. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 431. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 146. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 177. Isolotti dei Cani, a m. 60: settembre. — Lampsaky, Dardanelli: agosto. 66. Ceramium rubrum , Ag. — J. Ag. Spec. alg. Il, p. 127 e III, p. 100. — Ktz. Spec. alg. p. 685. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 81. — Ardiss. Riv. de Ceram. della Fior. it. in N. Giorn. Bot. It. Ill, p. 48. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 15. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 245. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 185. — Ardiss. e Strafif. Enum. alg. lig. n. 440. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 145. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 178. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 623. Isola di Lagosta: settembre. 67. Ceramium ciliatum, Duci. — J. Ag. Spec alg. II, p. 133 e III, p. 103. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 81. — Ardiss. Riv. de Ceram. della Fior. it. in N. Giorn. Bot. It. Ili, p. 46. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 15. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 246. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 186. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 438. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 146. — Zanard. Syn. alg. mar. adr- p. 178. — Echinoceras ciliatum Ktz. Spec. alg. p. 680. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 213 e 855: ser. Il, n. 278. Grotte al Capo S. Maria di Lcuca: agosto. GRYPTONEMEAE. Clavysy meiiia , J. Ag. 68. Chrysymenia digitata, Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. I, p. 119, tav. XXVIII. — Chr. ventricosa var. ? digitata J. Ag. Spec alg. Ili, p. 323. Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed a m. 50: settembre. Osserv. — Ne ebbi un unico esemplare e quindi , in man- canza di buoni materiali di confronto, lo riferisco non senza esitazione alla specie Zanardiniana. — Se questa poi sia suffi- cientemente distinta da Chrysymenia ventricosa^ o ne costituisca una semplice varietà, è anch' esso un quesito che, per deficienza di materiali occorrenti, non azzardo tentare di risolvere. Farò notare in ultimo come 1' Agardh nell'opera sopra ricor- data (1876) riferisca al gen. Chnjsijmeìiia la Halymenia? digi- 124 A. PICCONE lata dello Harvey, sotto questo nome pubblicata nelle sue alghe australiane essiccate , n. 436 e dallo stesso Harvey poi dubitati- vamente riferita al gen. Gloiosaccion nella classica opera P/. alg. p. 695. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 593. — H. confervicola Ktz. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 509. Isola Gralita, sulla Sphacelaria scoparla: agosto. — Isola Lampedusa, su Cladophora prolifera : settembre. — Isola Meleda a Porto Palazzo, su Chaetomorpha gracilis e Cladophora 2^'>'olifera : settembre. — Isola Cazza, sulla Sphacelaria scoparla: settembre. — Spalato, sulla Cladophora pro- lifera: settembre. Osserv. — Probabilmente esiste anche su altre specie di di- verse località, ma non ebbi tempo di accertarne la presenza mediante 1' analisi microscopica. A-inpliiroa,, Lamouk. '91. Amphiroa rigida, Lamour. — Aresch. in J. Ag. Spec. alg. Il, p. 532. — Ktz. Spec. alg. p. 701. — Zanard. Icon, pliycol. medit.-adr. Ili, p. 79, tav. XCIX, B. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 59G. — A. amethystina Zànard- — Mout. Fior. d'Algér. I, p. 135. Isola Lampedusa: settembre. — Isole di Lagosta, Cazza e di Brazza (Porto Milna) : settembre. 92. -A.mpliiroa exilis, Harv. — Aresch. in J. Ag. Spec alg. II, p. 535. — Za- nard. Icon, phycol. medit.-adr. Ili, p. 81, tav. C, A. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 281. — A. pustulata Mart. — Ktz. Spec. alg. p. 700. Capo S. Maria di Leuca: agosto. «Taenia, Lamour. *93. Jania rubens, Lamour. — Aresch. in J. Ag. Spec alg. p. 557. — Ktz. Spec alg. p. 709. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 21. — Pic- con. Florul. algol, della Sard. n. 282. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 597. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 131. — Corallina rubens L. — Mor. et DNtrs Florul. Ca- prar. n. 170. — Zanard. Syn. Alg. mar. adr. p. 181. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. C25. Golfo di Genova, a m. 100: luglio. — Isola Galita, piccoli esemplari anche sulla Patella ferruginea: agosto. — Isole di Lagosta e Cazza: set- tembre. — Isola di Lesina, mista a Corallina virgata: settembre. — Spa- lato: settembre. { RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 131 '94. Jania adhaerens, Lamour. — Aresch. in J. Ag. Spec- alg. II, p. 539. — Ktz. Spec alg. p. 710. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. l;^3. Isolotti dei Cani ed Isola Lampedusa, su alghe maggiori: settembre. Corallina, L. 95. Corallina ofRcinalis, L. — Aresch. in J. Ag. Spec. alg. Il, p. 562. — Ktz. Spec alg. p. 705. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 21. — Pic- con. Florul. alg. della Sard. n. 2S3. — Mor. et DNtrsFlorul. Caprar. n. 1G9. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 601. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 129. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 183. Capo S. Maria di Leuca: agosto. — Isola di Lagosta e Spalato: set- tembre. '96. Corallina virgata, Zanard. — Ktz. Spec alg. p. 708. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 21. — Piccon. Florul. algol, della Sard, n. 284. — Ardiss- e Straff. Enum. alg. lig. n. 602. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 184. — Jania virgata Mont. Fior. d'Algér. I, p. 133. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 481. Isola Piana, frammenti raccolti sulla Vidalia volabills : settembre. — Isola di Lesina, mista ad Jania rubens: settembre. SPHAEROGOGGOIDEAE. Splxaerocoecus , Ag. '97. Sphaerococcus coronopìfolius, Ag. — J. Ag. Spec alg. II, p. 644 e 111, p. 442. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 154. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 1, p. 42. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 21. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 2S5. — Ardi.ss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 498. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 103. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 208. — Rhynchococcus coronopìfolius Ktz. Spec alg. p. 754. — Gelidium coronopi folium Lamour. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 139. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n.''21. Isola Lampedusa: settembre. Grracilaria, Ag. *98. Gracilaria confervoides , Grev. — J. Ag. Spec alg. II, p. 587 e III, p.413.— Ardiss. Florid, ital. Il, fase. 1, p. 35. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 21. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 283. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 493. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 202. — Plocaria confer- voides Mont. Fior. d'Algér. I, p. 70. — Sphaerococciis confervoides Ag. — Ktz. Spec alg. p. 772. — Hypnea confervoides Lamour. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 134. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 530 e ser. II, n. 426. Messina, nel porto; agosto. — Isola dei Cervi: ìuglio. 132 A. PICCONE •99. Gracilaria dura, Ag. — J. Ag. Spec alg. 11, p. 589 e III, p. 419. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 151. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 1, p. 36. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 491. — Sphaerococcus duriis Ag. — Ktz. Spec. alg. p. 773. — Gigartina dura Grev. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 206. Isola Lampedusa: settembre. — Col gangano al traverso di Pachino (Sicilia) ed a m. 80 : agosto. ZXitopliylluni , Grev. •100. Nitophyllutn uncinatum, J. Ag. Spec. alg. II, p. 654 e III, p. 465. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 1, p. 48. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 21. — Piceon. Florul. algol, della Sard. n. 293. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 500. — Aglaophyllum laceratuni var. uncinatum Mont. Fior. d'Algér. I, p. 60. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 1325. Golfo di Genova, a m. 100: luglio. — Stretto di Messina, parassitico sul Sargassum linifolium var. saUcifoUum, raccolto galleggiante: luglio. WRANGELIEAE. "Wrang^elia, Ao. 101. Wrangelia peiiicillata, Ag. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 708 e III, p. 623. — Ktz. Spec. alg. p. 664. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 79. — Ardiss. Florid, ital. II, fase 2, p. 16. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 22. — Piceon. Florul. algol, della Sard. n. 295. — Mor. et DXtrs Florul. Cabrar, n. ISS. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 511. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 170. Exs. — Krbar. crittog. ital., ser. I, n. 752. Isole di Lesina e di Brazza (Porto Milna): settembre. 102. Wrangelia vertieillata, Ktz. Spec alg. p. 664. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 2, p. 17. — Piceon. Florul. algol, della Sard. u. 296. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 512. Isola di Curzola ,^Vallcgrande : settembre. GHONDRIEAE. Grastrocloiiiuiri, Ktz. 103. GastrocloiiiuiTi kaliforme var. squarrosuni, Ardiss. Florid, ital. II, fase 2, p. 23. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n.^520. — Lomentaria squar- rosa Ktz. Spec. alg. p. 803. — L. haliformis p squarrosa J. Ag. Spec alg. II, p.732 e III, p. 633. Exs. — Erbar. crittog. ital. ser. I, n. 619. Isola di Curzola, Vallegrande: settembre. — Piccolo e giovane fram- mento trovato frammisto ad altre specie. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 133 I^aui-enoia, Grev. 104. Ijaiiroiicia pinnatiflcla, Lamour. — J. Ag. Spec alg. II, p. 764 e III, p. 656. — Ktz. Spec. alg. p. 856. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 114. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 2, p. 38. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 22. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 302- — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 140. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 527. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 92. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 196. Col gangano al traverso di Pachino (Sicilia) ed a m. 80: agosto. Osserv. — Un unico esemplaretto e di forma interessante perchè probabilmente ha relazione con la profondità alla quale vivea. • 105. Laurencia obtvisa, Lamour. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 750 e III, p. 653. — Ktz. Spec. alg. p. 854. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 114. — Ardiss. Florid, ital. II, fase 2, p. 33. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 22. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 303. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 523. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 93. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 196. Isola di Caprera: luglio. — Isola Tavolara: settembre. — Tripoli, all'an- coraggio ed a m. 5 : settembre. — Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed a m. 50: settembre. — Isole di Lagosta, dì Curzola (Vallegrande) , di Lesina e di Brazza (Porto Milna): settembre. — Spalato: settembre. Osserv. — Di questa comunissima specie, che ben a ragione viene dagli autori posta tra le alghe più polimorfe , ne ho na- turalmente di varietà e di forme differenti. Noterò che la varietà più largamente rappresentata nella collezione del « Violante » è la gracilis^ e che di talune località ebbi anche la patentiramea e la cari 106. Laiirencia papillosa, Grev. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 756 e III, p. 652. — Ktz. Spec alg. p. 855. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 115. — Ardiss. Florid, ital. II, fase 2, p. 36. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 22. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 304. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 525. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 95. — Zanard- Syn. alg. mar. adr. p. 198. Exs. — Erbar. crittog. ital. ser. I, n. 1173. Grotte al Capo S. Maria di Leuca: agosto. — Tripoli, all'ancoraggio ed a m. 5 : settembre. * 107. Laurencia . Isola Galita: agosto. Osserv. — Di quest'alga non ho che pochi esemplaretti sterili, i quali, per la struttura della fronda, panni si possano riferire 134 A. PICCONE al gen. Laurencla. Di uguale avviso fu il dottor Zariardini il quale mi avvertiva che questa specie bene corrisponde, per i caratteri esterni, alla figura che dà il Kùtzing del suo Sphae- rococcus Palmetta var. pinnalus (Tab. pliycol. XVIII , p. 35, tav. 100, fig. e, f, g). Non essendovi fruttificazione è impossibile una precisa determinazione. RHODOMELEAE. Polysiplionia, Geev. I. Ptilosiphonia, Ag. • 108. JPolysiphonia secunda, Mont. — J. Ag. Spec alg. II, p. 921. — Ktz. Spec. alg. p. 804. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 122. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 3, p. 76. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 22. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 309. — Ardiss. e Straflf. Enum. alg. lig. n. 534. —Mont. Fior. d'Algér. I, p. 85. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 166. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 477. Isola Gralita, frammista ad altre alghe e specialmente ad Jania rubens: agosto. IL Herposiplionia, Ag. V 109. Polysiplionia obscura, Ag. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 943. — Ktz. Spec alg. p. 808. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 123. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 3, p. 77. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 22. — Piceon. Florul. algol, della Sard. n. 311. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 538. Exs. — Erbar. erittog. ital., ser. I, n. 621. Isola Galita: un solo e giovanissimo esemplare: agosto. 110. Ir*olj'siplionia rigens, Schousb. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 949. — Ardiss. Florid, ital. II, fìisc 3, p. 81. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 312. — Ardiss. e Strair. Enum. alg. lig. n. 539. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 85. —Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 167. — P. ripens et sjnnella J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 122. — Ktz. Spec. alg. p. 806 e 807. Isola di Brazza, Porto Milna: settembre. III. Oligosiphonia, Ag. 111. Ir^olysiplionia clongata, Ilarv. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1004. — Ktz. Spec. alg. p. 828. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 136. — Ardiss. Florid, ital- IL fase. 3, p. 127. Col gangano .5 miglia a N. di Tripoli ed a m. 50: settembre. — Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta, a m. 80: settembre. Osserv. — Anche per parere del chiar. signor F. Ilauck ri- ferisco a questa specie pochi e vecchi frammenti d' una Poli/si- RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 135 jìhonia che, per entrambe le località, trovai misti ad altre alghe. Non essendo ben certo che a questa specie appartengano, tanto meno potrebbesi ricercare a quale delle molte sue forme sieno da ascriversi. ' var. robustissima, Zanard. Lampsaky, Dardanelli: agosto. Osserv. — Ne ho un solo ma magnifico esemplare della lun- ghezza di oltre 25 centim. e con i rami molto robusti. E al dott. G. Zanardini che ne devo la determinazione, ma non sa- prei precisare ove egli abbia descritta questa varietà di una specie eminentemente polimorfa. Le ricerche che feci a questo proposito nelle opere e memorie del Zanardini che sono a mia disposizione (tra le molte che F egregio algologo lasciò a impe- ritura testimonianza de' suoi meriti e della sua attività) non approdarono ad alcun risultato. '112. Polysiplionia foeniculacea, J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 137. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1012. - Ktz. Spec. alg. p. 831. - Ardiss. Florid, ital. II, fase. 3. p. 123. Isola Galita: un solo ed imperfetto esemplare: agosto. IV. Polysiphonia , Ag. * 113. Polysiphonia furcellata, Harv. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1025. — Ktz. Spec. alg. p. 820. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 3, p. 94. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 23. Isola Galita, sulla Cystoseira crinita: agosto. 114. folysiplaonia fruticiilosa, Spr. — J. Ag. Spee. alg. II, p. 1028. — Ar- diss. Florid, ital. II, fase. 3, p. 101. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 23. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 320. — Mor. et DNtrs Fiorai. Caprar. n. 177. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 565. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 81. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 164. — p. Wulfeni J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 1 14. — P. fruticulosa et Wulfeni Ktz. Spec. alg. p. 836. Ejcs. — Ei'bar. crittog. ital., ser. I, n. 567 e ser. II, n. 475. Golfo di Genova , a m. 100 : luglio. — Isola di Lesina : settembre. *115. lr»olysiplionia siibvilifera, Harv. — J. Ag. Spec. a'g. II, p. 1052. — Ktz. Spec. alg. p. 833. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 3, p. 96. — Ardiss. e Straff. Euura. alg. lig. n. 563. — P. armata .J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 142. — Ktz. Spec. alg. p. SIO. Isola di Caprera, a Porto Palma, dragata a m. 10: luglio. — Isola Ga- lita, parassitica sulla Cystoseira crinita: agosto. — Col gangano 5 miglia 130 A. PICCONE a N. di Tripoli ed u in. 50: settembre. — Due miglia ad E. della i)unta N. E. di Malta, a m. 80: settembre. — Isola di Curzola, A'allegrande: settembre. — Siglar Bay, Stretto dei Dardanelli, dragata a m. 10: agosto. Kytiplilaea,, Ao. 116. Rytiphlaea pinastroides, Ag. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1088. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 145. — Ardiss. Florid, ital. II, fase 3, p. 132. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 23. — Piccon. Florul. Algol, della Sard, n. 326. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 573. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 76. — Rhodomela pinastroides Ag. — Mor. et DNtrs Florul. Caprar. n. 143. — Zauard. Syn. alg. mar. adr. p. 182. — Halointhys pinastroides Ktz. Spec. alg. p. 840. £•^5. — Erbar. crittog. ItaL, ser. I, n. 133 e ser. II, n. 523. Col gangano al traverso di Pachino (Sicilia) ed am. 80 : agosto. — Isola di Lagosta: settembre. Osserv. — I pochi frammenti raccolti a non piccola profondità nella prima località hanno una forma interessante, ossia oltre all'essere allungati e quasi direi gracili, hanno i ramoscelli assai distanti tra loro e piuttosto lunghi. Non dissimulo perù che è con esitanza che vennero da me riferiti a questa specie. * 117. Xlytiplilaea tinctoria, Ag. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1094. — Ktz. Spec, alg. p. S45. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 145. — Ardiss. Florid, ital. II, fase 3, p. 133. — Langenb. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 23. — Piccon. Florul. algol, della Sard. n. 327. — Mor. et DXtrs Florul. Caprar. n. 176. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 574. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 70. — Zanard. Syn. alg. mar. adr- p. 181. Ejcs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 358. Isola di Caprera a Porto Palma, giovane esemplaretto dragato am. 10: luglio. — Col gangano al traverso di Pachino (Sicilia) ed a m. 80: agosto. — Isola Lampedusa: settembre. — Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed a m. 50: settembre. — Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta, am. 80: settembre. — Isole di Lagosta, di Curzola (Vallegrande) e di Brazza (Porto Milna): settembre. Ossero. — Anche qui noterò che gli esemplari raccolti ad una tal quale profondità hanno un aspetto e forma loro particolare. Infatti, oltre all' ossero più sviluppati in lunghezza, prescutanu li> pinnule più distanti tra loro. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 137 Vidalia, J. Ag. • 118. Vidalia volubilis, J. Ag. Spec. alg. II, p. 1121. — Ardiss. Florid, ital. II, fase. 3, p. 136. — Langeab. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 23. — Pic- coli. Florul. algol, della Sard. n. 328. — Ardiss. e Strafif. Enura. alg. lig. n. 575. — Bictìj omenta volubilis Grev. — Ktz. Spec. alg. p. 847. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 146. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 182. — Vohibilaria mediterranea Lamour. — Mor. et DXtrs Florul. Caprar. n. 141. — Mont- Floi'. d'Algér. I, p. 77. Exs. — Erbar. crittog. ital-, ser. I, n. 19. Isola di Caprera: luglio. — Isola Tavolara : settembre. — Isola Galìta: agosto. — Isole dei Cani, Piana e Lampedusa: settembre. — Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed am. 50 : settembre. — Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta, a m. 80: settembre. — Col gangano al traverso di Pachino (Sicilia) ed a m. 80: agosto. — Isole di Lagosta e di Curzola (Vallegrande) : settembre. Osserv. — Il Kiitzing (Spec. alg. p. 847) distingue di questa specie una varietà ^ laxa assegnandole i seguenti caratteri : phy- comate majori laliori laxissime torto. Ora, dall' esame dei nume- rosi esemplari di quest'alga che posseggo nella mia collezione, ho acquistato il convincimento che la sua fronda si modifica sen- sibilmente col variare della profondità ove gli individui vivono, e quindi per effetto della temperatura, della relativa tranquillità delle acque, ecc.; e che i caratteri assegnati dal Kùtzing alla var. laxa si trovano di regola generale in tutti gli esemplari cresciuti ad una tal quale profondità. Della Lampedusa ne ho due esemplari molto sviluppati e dei quali uno raggiunge l'altezza di 20 centim. Di lunghezza quasi uguale ne ebbi alcuni individui anche da Pachino, Siciha. L'al- tezza massima degli esemplari segnata dagli autori da me co- nosciuti è di centim. 15. Dasya, Ag. 119. Dasya ■Wurdemanni, Bayl- — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1191. — Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. II, p. 51, tav. LUI, A. — Ardiss. Florid, ital. li, fase 3. p. 140. — Langeab. Die Meeresalg. der Ins. Siz. und Pantell. p. 23. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 579. Exs. — Erbar. crittog. ital., ser. I, n. 1248. Golfo di Genova, a m. 100: luglio. 138 A. PICCONE 120. Dasya plana, Ag. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1202. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 119. — Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. II, p. 79, tav. LX, A. — Ardiss. Florid, ital. II, fase 3, p. 141. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 577. — Mont. Fior. d'Algér. I, p. 86. — Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 108. — Eupogodon jilnnus Ktz. Spec. alg. p. 801. Due miglia ad E. della punta N. E. di Malta, am. 80: settembre. •121. IDasya spinella, Ag. — J. Ag. Spec. alg. II, p. 1201. — J. Ag. Alg. mar. med. et adr. p. 119. — Zanard. Icon, phycol. medit.-adr. II, p. 81, tav. LX, B. — Ardiss. Florid, ital. II, fase 3, p. 143. — Ardiss. e Straff. Enum. alg. lig. n. 578. - Zanard. Syn. alg. mar. adr. p. 1C9. — Eu2iogodon spinellus Ktz. Spec. alg. p. 801. Isolotti dei Cani: settembre. — Col gangano 5 miglia a N. di Tripoli ed a m. 50 : settembre. Elenclii parziali delle alghe raccolte nelle diverse località e specialmente in alcune isole del Mediterraneo e dell'Adriatico. • I. Golfo di Genova (13 Luglio 1879), a m. lOO (i). 1. Asperococcus sinuosus Bory. 2. Dictijota dichotoma Lamour. 3. Phyllophora nervosa Grev. 4. Rhodophyllis bifida Ktz. 5. Hypnea musciformis Lamour. 6. Jania riibens Lamour. 7. Nitophyllum uncinatum 3. Ag. 8. rolysiphonia fruticulosa Spr. 9. Dasya Wurdemanni Bayl. 1. Rimdaria nitida Ag. 2. Cladophora sp 3. — sp 4. Dasycladus clavaeformis Ag. 5. Acetabularia mediterranea Lamour, 6. Halimeda Tuna Lamour. — — P Albertisii Piccon. 7. Udotea Desfontainii Decnc 8. Sphacelaria cirrhosa Ag. 9. Leathesia umbellata Menegh. 10. Stiloptìiora papillosa J. Ag. II. Isola di Caprera (11 Luglio 1876). 11. Dictijota Fasciola Lamour. 12. Padina Pavonia Gaill. 13. Halyseris polypodioides Ag. Cystoseira selaginoides Piccon. Il 15. — crinita Duby. 10. I.iagora viscida Ag. 17. Gelidium crinale Lamour. 18. Lai(rencia obtusa LamoiU". 19. Polysiphoìiìa subulifera llarv. 20. Rytiphlaea tinctoria Ag. 21. Vidalia volubilis 3. Ag. III. Baja della Chiesa presso T Is. della Maddalena, a m. 25 (20 Settembre 187'.)). 1. Halimeda Tuna P Albertiòii Piccon. | 2. Udotea Desfontainii Decne. (') Tra le specie dragato in questa località, e su frammenti di rami della Posi donia oceanica, trovai il pircnomicete che le è proprio, ossia Y Amphisphaeria Posidoniae Ces. et DNtrs. 1 \ RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 139 IV. Isola Tavolara (25 Settembre 1879). L Cystoseira crinita Duby. 1 3. Vidalia volubilis J. Ag. 2. Laurencia obtiisa Lamour. | V. Grotte al Capo S. Maria di Leuca (22 Agosto ISSO). L Cystoseira amentacea Bory. 2. Ceramium ciliatum Duci. 3. Gelidium corneum var. 2^i>inatii7ìi Grev. VI. Vitretto di Messina I, 1. Cystoseira Hojjpii Ag. 2. Sargassum linifolium var. salicifo- folium J. Ag. 4. Amphiroa exilis Harv. 5. Corallina officinalis L. 6. Laurencia papillosa Grev. galleggianti (22 Luglio 1876). 3. Nitophyllum uncinatum J. Ag. 1. Ulva Lactuca Le Jol. 2. Chaetomorpha intermedia Piccon. et Duf. 3. Caulerpa prolifera Ag. VII. Porto di Messina (19 Agosto 1880). 4. Sargassuìn linifolium var. salicifo- liuìn 3. Ag. 5. Gracilaria confervoides Grev. Vili. Traverso di Pachino, Sicilia Col gangano a m. 80, Agosto 1879). 1. Valonia macrophysa Ktz. 2. Kallymenia microphylla J. Ag. 3. Plujllopliora nervosa Grev. 4. Chylocladia mediterranea Zanard. 5. Rhodymenia Pahnetta Grev. 6. Peyssonnelia rubra J. Ag. 7. Gracilaria dura Ag. 8- Laurencia pinnatifida Lamour. 9. Rytipìilaea pinastroidcs Ag. 10. — tinctoria Ag. 11. Vidalia volubilis J. Ag. IX. Isola Lampedusa (15 Settembre 1876). 1. Cladophora prolifera Ktz- 2. Sphacelaria fllicina Ag. 3. Cladostephus verticillatus Ag. 4. Dictyota Fasciola Lamour. 5. — linearis Ag. 6. — dichotoma Lamour. 7. Halyseris polypodioides Ag. 8. Rhodymenia Pabnetta Grev. 9. — n. sp. ? . . . . 10. Peyssonnelia rubra J. Ag. 11. Melobesia verrucata Lamour. 12. Hapalidium Phyllactidiion Ktz. 13. Amphiroa rigida Lamour. 14. Jania adhaerens Lamour. 15. Sphaerococcus coronopifolius Ag. 16. Gracilaria dura Ag. 17. Rytiphlaea tinctoria Ag. 18. Vidalia volubilis J. Ag. X. .«Spalato (10 Settembre 185 1. Cladophora prolifera Ktz. 2. Halimeda Tuna Lamour. 3. Padina Pavonia Gaill. 4. Cystoseira coìmiculata Zanard. 5. — discors Ag. 6. — abrotanìfolia Ag. 7. Sargassum linifolium var. salicifo- Hum J. Ag. 8. Rhodymenia Palmetta Grev. 9. Hypnea musciformis Lamour. 10. Peyssonnelia sqxiamaria Decne. 11. Kapalidium Phyllactidium Ktz. 12. Jania rubens Lamour. 13. Corallina officinalis L. 14. Laurencia obtusa Lamour- 140 A. PICCONE XI. Iflola ili Bi'Dzza, Porto Milna (6 Settembre 1880). 1. Anadyoìnene flabellata Lamour. 2. Halimeda Tuna Lamour. 3. Sphacelaria cirrhosa Ag. 4. Dictijota linearis Ag. 5. Padina Pavonia Gaill. 6. Cystoseira discors Ag. 7. Amphiroa rigida Lamour. 8. Wrangelia jjenicillata Ag. 9. Laurencia oOticsa Lamour. 10. Polijsiphonia rigens Schousb. 11. Rytiphlaea tinctoria Ag. xn. «sola fli licsina (5 Settembre 1880). 1. Anadyomene flabellata Lamour. 2. Halimeda Tuna Lamour. 3. Padina Pavonia Gaill. 4. Cystoseira ametitacea Bory. 5. — corniculata Zanard. 6. — crinita Dubj'. 7. Chrysymenia uvaria J. Ag. 8. Jania rubens Lamour. 9. Corallina virgata Zanard. 10. Wrangelia penicillata Ag. 11. Laurencia obtvsa Lamour. 12. Polysiphonia fruticulosa Spr. XIII. Isola di Curzola, Valle Grande (2 Settembre 1. Cladophora ptroUfera Ktz. 2. — {Aegagropila) repens Ktz. 3. Anadyomene flabellata Lamour, 4. Dictyota Fasciola Lamour. 5. Padina Pavonia Gaill. 6. Cystoseira corniculata Zanard. 7. — discors Ag. 8. Spyridia fllamentosa Ilarv. 9. Rhodymenia 10. Peyssonnelia rubra J. Ag. 11. Wrangelia verticillata Ktz. 12- Gastroclonium haliforme var. squar- rosion Ardiss. 13. Laurencia obtusa Lamour. 14. Polysi2ìhonia subidifcra Harv. 15. Rytiphlaea tinctoria Ag. 16. Vidalia volubilis 3. A". XIV. Isola Cazza (14 Settembre ISSO). 1. Ulva rigida Ag. 2. Cladophora {Aegagropila) Mencghi- niana Ktz. 3. Bryopsis dalmatica Ktz. 4. Codium tomentosum Ag. 5. Halimeda Tuna Lamour. 6. Siìhacelaria scoparla Lyngb. 7. Gigartina acicu'aris Lainour. 8. Hapalidium Phyllactidium Ktz- 9. AìiìjJhiroa rigida Lamour. 10. Jania rubens Lamour. XV. Lsola di Lago.^fa (1 Settembre 1880). Rivularia mesenterica. Cladoiìhora {Aegagropila) Meneghi- niana Ktz. Valonia utricnlaris Ag. Anadyomene flabellata Lamour. Halimeda Tuna Lamour. Udotea Desfontainii Decne. Sphacelaria scoparla Lyngb. Dictyota Fasciola Lamour. Padina Pavonia Gaill. Halyseris polypodioides Ag. Cystoseira amentacea Bory. 12. Cystoseira disco)-s Ag. i;5. Sargassum linif'olium var. salicifo- Hum J. Ag. 14. Ceramium rubrum Ag. ITi. Chrysymenia divaria J. Ag. 1(>. Amphiroa rigida Lamour. 17. Jania rubens Lamom*. 15. Corallina officinalis L. 19. Laurencia obtusa Lamour. 20. Rytiphlaea pinastroides Ag. 21. — tinctoria Ag. 22. Vidalia volubilis J. .Vg. RISULTATI ALGOLOGICI DEL VIOLANTE 141 XVI. Isola niclcda, Chaetomorpha gracilis Ktz. Cladophora prolifera Ktz. Padina Pavonia Gaill. Cystoseira barbata Ag. XML Moleovich. Porto Palazzo (29-31 Agosto 1880). 5. Spi/ridia filamentosa Harv. 6. Hijimea musciformis Lamour. 7. Hapalidium Phyllactidiiim Ktz. Cladophora catenata Ktz. — prolifera Ktz. Bocche di Cattaro (25 Agosto 1880). I 3. Cladophora (Aegagropila)r I 4. Dictyota Fasciola Lamour. XVIII. Cattaro, nel porto (26 Agosto ISSO). Ulva myriotrema Crouan. XIX. Isola di ;ualta, due miglia ad E. della punta N. E. (I Settembre 1879), a ra. 80. 7. Sargassum Hornschuchìi J. Ag. 8. Polysiphonia elongata Harv. 9. — subulifera Harv. 10. Rytiphlaea tinctoria Ag. 11. Vldalia volubilis J. Ag. 12. Dasya plana Ag. Halimeda Tuna Lamour. Udotea Desfontainii Decne. Stilophora rhizodes adriatica J. Dictyota Fasciola Lamour. Sporochnus pediinculatus Ag. Cystoseira Montagnei J. Ag. XX. Isola Gulita (') (20-23 Agosto 1877). Dasyactis plana Ktz. Palmophyllum Gestroi Piccon- Ulva Lactuca Le Jol. Enteromorpha crispata Piccon. Cladophora pumila Ktz. Bryopsis Balbisiana Lamour. Siìhacelaria cirrhosa Ag. — irregularis Ktz. — scoparla Lyngb. — filicina Ag. Cladostephus vertlcillatus Ag. Pioictaria? Ralfsia verrucosa J. Ag. Stilophora rhizodes adriatica J. Dictyota Fasciola Lamour. — linearis Ag. Zonaria flava Ag. Padina Pavonia Gaill. Halyseris polypodioides Ag. Sporochnus dichotoinus Zanard. Cystoseira Montagnei 3. Ag. — opuntioides Bory. Ag. 24. Cystoseira selaginoides Piccon. 23. — crinita Duby. 26. — abrotanifolia Ag. 27. Sargassum linifolium var. salicifo- liwn 3. Ag. 28. Chrysymenia uvaria 3. Ag. 29. Rissoella verruculosa 3. Ag. 30. Hyptiea ìnusciforjnis Lamour. 31. Gelidiutn corneum var. pinnatum Grev. 32. Gelidium crinale Lamour. 33. Peyssonnella rubra 3. Ag. 34. Rhizophyllis dentata Mont. 35. Hapalidium Phyllactidium Ktz. 36. Jania rìibeìts Lamour. 37. Laurencia 38. Polysiphonia secunda Mont. 39. — obscura Ag. 40. — foeniculacea 3. Ag. 41. — furcellata Harv. 42. — subulifera Harv. 43. Vidalia volitbilis 3. Ag. (') Quest' isola fu esplorata nel 1840 da Bory de Saint-Vincent (Ved. Lamarmora A., Voyage en Sardaigne, 3.e partie, Description geologique tom. I, p. 538). Suppongo peraltro che egli non ne abbia riportate delle alghe, giacché il Montagne nella Flore d'Algerie cita spesso le raccolte algologiche del Bory, ma non fa mai men- zione della Galita, benché non di rado faccia cenno di località estranee all'Algeria, come sarebbero la Corsica, Nizza, Montpellier, ecc. 142 A. PICCONE XXI. Isola Piana (22 Settembre 1876). 1. Udotea Desfontainli Decne. 2. Sjìhacelaria flUcina Ag. 3. Peyssonnelia s(juamana Decne. 4. Melobesia farinosa Lamour. 5. Corallina virgata Zauard. 6. Vidalia volubiUs J. Ag. XXII. Isolotti del l'ani (22 -Settembre 1876). 1. Valonia utricularis Ag. 2. Codiwn Bursa Ag. 3. Halyseris polijpodioides Ag. 4. Ceramiìim diaphanuni Roth. 5. Rhodymenia Palmetta Grev. 0. Jania adhaerens Lamour. 7. Laurencta obtiisa Lamour. 8. Vidalia volubilis .1. Ag. 9. Basya spinella Ag. XXIII. Tripoli , air ancoraggio (fi Settembre 1879). 1. Caulerpa prolifera Ag. 2. Dictyota linearis Ag. XXIV. Tripoli^ cinque migi 1. Cladophora 2. Valonia utrimlaris Ag. 3. Caulerpa prolifera Ag. 4. Halìmeda Tuna Lamour. 5. Udotea Desfontainii Decne. 6. Stilophora rhisodes adriatica 3. Ag. 7. Dictyota fasciola Lamour. 8. Ciitleria coUaris Zanard. 9. Cystoseira Montaynei 3. Ag. 0. Sargassum linifoUwn var. salicifo Hum 3. Ag. 3. Laurencia obtiisa Lamour. 4. — papillosa Grev. ia a N. (4 Settembre 1S79), a m. 50. 11. Chrysymenia digitata Zanard. 12. — Chiajeana Menegh. 13. Cryptonemia Lomation J. Ag. 14. Peyssonnelia rubra 3. Ag. 15. Laì(rencia obttisa Lamour. 16. Polysiphonia elongata Ilarv. 17. — subulifera Harv. 18. Rytiphlaea tinctoria Ag. 19. Vidalia volubilis 3. Ag. 20. Basya spinella Ag. 1. Anadyomene flabellata Lamour, 2. Dasycladus clavaeforniis Ag. 3. Cystoseira discors Ag. XXV. Isola dei Cervi (30 Luglio 1876). 4. Sargassum linifoliwn Ag. var. salicifo- Hum 3. 5. Gracilaria confervoides Grev. 0. Laurencia obtusa Lamour. XXVI. I.antp!iiaky, Dardanelli (21 Agosto 1870), 1. Ceramium diaphanum Iloth. 2. Polysiphonia elongata var. robustis- sima Zanard. XXVII. Sìeìur Bay, Dardanelli (21 Agosto 1876). 1. Polysiphonia subulifera Ilarv. INTORNO AD ALCUNI MOLLUSCHI TERRESTRI DELLE MOLUGGIIE E DI SELEBES N OT A DI {Tav. I). Nelle lunghe navigazioni che i nostri due grandi viaggiatori Prof. 0. Beccari e L. M. D'Albertis fecero nell'Arcipelago in- diano prima di giungere alla Nuova Guinea, essi toccarono e visitarono parecchie isole che si trovavano sul loro cammino , recando seco anche da queste ricchi ed interessanti materiali zoolo- gici, già in gran parte splendidamente illustrati da insigni natu- ralisti. Fra le dette isole devonsi annoverare specialmerite la grande Selebes e parecchie delle Molucche. I molluschi prove- nienti da queste spedizioni a dir vero non sono troppo numerosi, ma tuttavia non mancano di pregio ed è perciò che ho creduto utile e conveniente il farli oggetto di una speciale memoria. Prima di entrare in materia però debbo prevenire il lettore che, contro il mio abituale costume, parecchi dei molluschi di cui sarà parola in questo scritto non porteranno che la generica indicazione di « Molucche » senza precisa indicazione di locahtà. Queste chiocciole provengono dalle collezioni del sig. L. M. D'Al- bertis, il quale ne faceva un pacco colla data del 1872 e colla scritta indeterminata che più sopra accennai. Arguendo però dall' itinerario percorso dall' illustre viaggiatore e più ancora dagli oggetti stessi, risulta fuori di dubbio che tab molluschi furono quasi tutti raccolti a Seram , Goram e forse anche a Buru ed a qualcuna delle isolette circonvicine, ossia alle Molucche del gruppo di Amboina. 18 Dicembre 1883. 144 e. TAPPARONE CANEFRI Dividerò questa breve nota in due parti ; la prima verserà sulle specie delle Molucche , la seconda tratterà dei molluschi terrestri di Selcbes che io ebbi opportunità di esaminare. I. MOLLUSCHI TERRESTRI DELLE MOLUCCHE 1. Steiiog-yra g-racilis (Hutton). lìiilinius gracilis, Ilutton, Jourii. As. Soc. of Calcutta, III (1834), p. 84. Stcnogyra, gracilis. Martens, Ostas. Zool. II, p. 83; tav. 22, f. 13. — Tappa- relle Canefri, Fauna Mal. d. Nuova Guinea in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 88 ('). Raccolta in pochi esemplari ad Amboina insieme colla specie seguente dal Dott. 0. Beccari. 2. Stenogyi-a IPanayeiisis (Pfeiffer). Bulimus E»anayensis, Pfeiffer, Proc. Zool. Soc. 184G, p. 33. Stenogyra F»aiiaj-eiisis, Martens, Ostas. p. 376; tav. 12, f. 8. — Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 87. Il Dott. Beccari la riportò da Amboina in numerosi individui freschi ed in ottimo stato di conservazione. Negli esemplari adulti qualche volta la spira ò alquanto ii-regolare e qualche volta vi si può contare un mezzo giro di più. 3. Stenog-yx'a aculeus, m. Si. testa praecedenti (St. Panayensi) simillima^ sed multo angu- stiore et magis elongata; anfractus IO vd 10 ^o plano-convcxi, sutura profunda, canaliculata sejuncli; anfractus icltimus brevior, petmltùmcm dimidio superans. Benché simile alla precedente questa conchiglietta si distingue a prima vista per avere un angolo spirale più acuto, e per es- (') A scanso di inutili ripetizioni per quanto rillette la sinonimia dello specie già indicate nella mia Fauna della Nuova Guinea, (Ann. Mus. Civ. di Genova, XIX) rimanderò sempre il lettore all'opera indicata- MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 145 sere in conseguenzca proporzionatamente più stretta e più lunga. Il suo carattere più saliente è però il numero dei giri, die non sono mai in numero minore di 10; un esemplare ne fa vedere 10 72- Ciò non si verifica nella St. Panayensis. Questi giri di spira sono bensi alquanto convessi, ma appianati nel mezzo, si che fanno parere la sutura come sprofondata in un solco spirale molto apprezzabile. L' ultimo anfratto poi è solo di una metà più lungo del penultimo ed è ben lontano dal raggiungere anche solo approssimativamente la lunghezza dei due immediatamente superiori presi insieme. Ne ho trovato tre soli esemplari secchi e senza l' animale nelle collezioni adunate dal Dott. Beccar! in Amboina. 4. Troclioniorplia planorlbis (Lesson). Melix {Caracolla) planorbìs. Lesson, Voy. de la Coq. Zool. H, p. 312. rTrocliomorpha plaiiorbis. Martens, Ostas. Zool. II, p. 249; tav. 13, f. 4, 7, 8. — Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mas. Civ. Genova, XIX, p. 89. Un solo esemplare freschissimo di Amboina (Beccar i). 5. Hyalina A.inl»oyiieii!^is, Martens. Hyalina Amboynensis, Martens, O.stas. Zool. II, p. 244; tav. 12, II. Questa specie, che arieggia molto per la fisonomia alcune specie nostrali , fu raccolta vivente in parecchi esemplari ad Amboina {Beccar i). 6. Oalyeia, erystalliiia (Reeve). Buliinus crystallinus. Reeve, Conch. Icon. tav. XXXII, f. 194. Calycia crystallina, H. Adams, Proc. Zool. Soc. 1885, p. 412. — Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 100; incis. nel testo p. 101, f. a. Un esemplare non perfettamente adulto delle Molucche (L. M. D'Albert is). Questa specie fu raccolta nell' Isola Waigheu presso la Nuova Guinea dal sig. Wallace e nella locaHtà di Sorong dal signor L. M. D'Albertis, nonché infine dal sig. Raffray a Port Dorey. Sorprende ora di vederla fra le conchiglie delle Molucche del Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Voi. XX. (18 Dicembre 1883). 10 146 e. TAPPARONE CANEFRI gruppo di Amboina. E rimarchevole tuttavia a questo proposito il fatto dell' averla il Reeve descritta e figurata fino dal 1848; non è probabile che in quell' epoca esemplari papuani cades- sero nelle mani dello iconografo inglese, mentre assai più facil- mente egli e il Museo Britannico potevano avere chiocciole delle Molucche, già allora molto praticate da mercatanti europei. Si aggiunga a ciò che a Waigheu e a Sorong parecchie specie si rinvennero che sono comuni a tutte le Molucche; cosi per es. 1'//. zonaria che è sparsa dovunque nelle isole del gruppo di Am- boina, ho pure trovato in una graziosa varietà fra le chiocciole di Halmahera. Io sono pertanto d' avviso che questa specie sia sparsa in tutte le Molucche , benché rara dovunque , non meno che alla Nuova Guinea. 7. IBulimus (Amphidromns) laevus (Muller). Helix laeva, Muller, Verna. Hist. p. Q5. — Chemnitz, Conch. Cab. IX, parte I, p. 103; tav. Ill, f. 940 a 948. - Gmelin, Syst. Nat. ed. XIII, p. 3frl4. — Dillwyn, Cat. II, p. 416. — Férussac, Prod. n. 416. — Bolten, Mus. Bolt. 1 ed. p. lOS. fJulimus laevus, Bruguière, Encycl. Métli. Vers. 1, p. 317. — Deshayes, Lamk. An. s. Vert. 2 ed. Vili, p. 2G0. — Kuster, Conch. Cab. 2 ed. p. 15, tav. 9, f. 7 a 15. — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. II, p. 39. — Reeve, Conch. Icon. tav. XXVII. f. 216 b. — Mousson, Java Moll. p. 110. — Pfeiffer, Zeit. f. Malak. 1819, p. 138. — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. HI, p. 321; IV, p. 382; VI, p. 27; VIII, p. 42. rjulinius [Aììiphidromus) laevus, Albers, Ilelic p. 139. — Pfeiffer, Versuch ecc. p. 147. — Albers, Ilelic. 2 ed. p. 185. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 359. Cochlostyla {Amphidrotnus) laeva, Paetel, Cat. p. 97. — Pfeiffer, Nomencl. Hel, viv. p. 213. Alle Molucche o in qualche isola vicinissima lo raccolse il sig. L. M. D'Albertis. La vera provenienza di questa notissima ed antichissima specie, come fa osservare il Prof. v. Martens, non è peranco ben nota e disgraziatamente i dati generici del sig. L. M. D'Albertis non sono fatti per sciogliere questa questione. Essi valgono soltanto a dimostrare con certezza che la patria di ossa deve ricercarsi nella parte propriamente malese dell'Arcipelago indiano ossia nelle isole comprese fra Borneo e Giava da una parte e la Nuova Guinea e le isole Key ed Aru dall' altra. Il lodato sig. V. Martens cita come probabile luogo di provenienza l' isola To- nimber, ossia Timor Laut, all' oriente di Timor, dalla quale loca- MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 147 lità gliene sarebbero stati rimessi esemplari numerosi dal sig. Hoedt; e ciò può essere benissimo. Tuttavia devo osservare che gli esemplari raccolti dal sig. L. M. D'Albertis furono trovati fuori della detta isola, poiché nella medesima egli non pose mai piede. Air isola di Timor fece il nostro viaggiatore breve fer- mata, ma fra i pochissimi molluschi che egli ne recò non havvi certo questa specie. Allo stato delle cose pertanto io sono d'av- viso che il Bui. laeuus e la specie seguente non siano confinate in una sola località determinata per ciascuna, ma che ambedue siano sparse con maggiore o minoro frequenza nell' isola di Se- lebes, nelle jMolucche e nelle isole circonvicine; ciò che sarebbe anche confermato dalla frequenza del Bui. laevus nelle antiche collezioni. 8. Bulimus sinìsti'a.lìs , Eeeve. Helix laeva, Quoy et Gaimard, Voy. de l'Astr. Moli. tav. 10, f. 4. liiilimiis laeviis, Deshayes in Fér., Hist. Moll. p. 19; tav. 101, f. 14 a 18. Kiilimus sinistralis. Reeve, Conch. Icon. tav. LXXXI, f. 603. — Chemnitz, 2 ed. Bulimus, p. 137; tav. 4', f. 11-13. —Pfeiflfer, Mon. Hel. viv. Ili, p. 321; IV, p. 321; VI, p. 28; Vili, p. 42. Jìulimus (Amphidrotmis) sinisfcralis, Pfeiffer, Versuch ecc. p. 147. — Al- bers, Helic 2 ed. p. 184. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 355; tav. 21, f. 2 a, b. e. — Martens, Malak. Bl. XX (1872) p. 173. -A.mphidroiiiiTs sìnistra,Iìs, Wallace, Proc Zool. Soc. 1865, p. 412- — Sem- per, Reis. Phil. (Moll.) Ill, p. 146; tav. XIV, f. 22 (Denti della radula). Coclilostyla, sinistralìs, Schaufuss in Paétel, Moll. Syst. et Cat. p. 79. Cochlostyla {AmpMdronms) sinistralis, Paetel, Cat. p. 97. — • Pfeiffer, Nomencl. Hel. viv. p. 214. Delle Molucche {L. M. D'Albertis). Questa specie, a differenza della precedente, era con certezza conosciuta come abitatrice della grande isola di Selebes. Parrebbe però dalla raccolta del sig. L. M. D'Albertis che essa viva egual- mente in alcun' altra delle Molucche. Nella collezione anzidetta ne trovo parecchi individui perfettamente tipici, che si raggua- gliano esattamente alle figure 2 a e 2b della citata tavola del sig. V. Martens , toltane la grandezza che in essi è sempre mi- nore ; gli altri costituiscono la seguente varietà : Bulimus sinistralis var. decolor. Gli esemplari di questa varietà tanto per la forma, quanto per la scultura si confanno a pennello con le figure IG e 17 della 148 e. TAPPARONE CANEFRI tavola IGl del Férussac sopra ricordata. In tutti il colorito ò uniforme bianco giallognolo e senza macchie di sorta , tolte alcune sfumature alquanto più trasjìarenti verso l'apice, appena visibili in pochi individui. 9. Helix {Dorcasia) a-i'g"illa,eea, Féeussac. Helix argillacea, Férussac, Prod. n. 38. — Férussac, Hist. d. Moli. tav. 26, f. 1-3. — Deshayes, Encycl. Mèth. Vers, II, p. 231. — Lamarck, An. s. Vert. VI, p. 80. — Férussac, Voy. de TUranie Zool. p. 4C8; tav. 67, f. 6-7. — Deshayes, Lamk. An. s. Vert. 2 ed. VIII, p. 50. — Catlow, Conch. Nomencl. p. 119. — Pfeiffer, Conch. Cab. 2 ed. p. 327; tav. 58. f. 4-5. — Deshayes, Fér. 1. c (texte) p. 204. — Pfeiffer, Men. Hel. viv. I, p. 320; III, p. 218; IV, p. 250; V, p. 321, VII, p. 369. — Hombron et Jacquinot, Voy. au Pole Sud. p. 15; tav. 5, f. 17. — Chenu, Illustr. Conch, tav. 10, f. 5. — Reeve, Conch. Icon. tav. LXXIX, f. 415. — Chenu, Man. de Conch, p. 455, f. 3396. — Mar- tens , Mai. Bl. 1S63, p. 170. — Martens, Monatsb. d. Konigl. Akad. d. Wiss. z. Berlin 1877, p. 170. Helix {Galaxias) argillacea, Beck, Ind. p. 42. — Albers, Helic. p. 101. — H- and H. Adams, Gen. ree. Moll. II, p. ISO. — Pfeiffer, Versuch ecc., p. 134. Helix {Dorcasia) argillacea , Albers, 2 ed. p. 107. — Paetel, Cat. p. 87. — Pfeiffer, Nomencl. Ilei. viv. p. 187. Hielix (Fruticicola) argillacea. Martens, Ostas. Zool. II, p. 273. H.elix cyclostomopsis. Lea; ex Pfeiffer Mon. Hel. viv. IV, p. 320. HIelix cyclostonioides. Lea; ex Martens, 1. c. p. 273. IDorcasia argillacea, Wallace, Proc. Zool. Soc. 1SG5, p. 408. Is. Molucclie (L. M. D'Albo.nis). Anche questa specie si trova rappresentata da un magnifico esemplare fra un pacco di conchiglie che provengono dalle Mo- lucche. Non fu mai finora riscontrata in tale località e perciò non nego di avere qualche timore che possa per avventura es- sere stata raccolta a Timor e per inavvertenza messa insieme alle chiocciole delle vicine Molucche. Del rimanente non mi sorprenderebbe punto che X IL argillacea, la quale è notoria- mente abitatrice di Timor (Péron) e di Ravak presso Waigheu (Quoy e Gaimard) , vivesse anche in qualcuna delle isole inter- medie fra le due sopramenzionate; anzi la cosa mi pare proba- bile. Una nuova località sono in grado di segnalare per questa specie ed è Pangìieramj nell'isola di Giava, dove il lodato sig. L. M. D'Albertis ne raccolse due esemplari. Questi ultimi dille- riscono dal tipo per una (jualche maggiore sottigliezza del guscio. MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 149 10. fleli:s: (Sulcobasla) i*u)bi'a,j Albers. Helix rubra, Albers, Malak. Bl. 1857, p. 93; tav. 2, f. 1-3. Helix (Sulcobasis) rubra , Tapparono Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 106. Un solo esemplare infranto riportato dal sig. L. M. D'Albertis dalle Molucche. 11. HelisL {Chloritis) uug-uliua,, Linné. Helix ungulìiia, Linnè, Syst. Nat- ed. X, p. 772; ed. XII, p. 1245. — Linné, Mus- Lud. Ulr. p. G08. — Miiller, Verm. Hist. p. 09. — Born. Test. Mus. Caes. p. 379; tav. 15, f. 11-12. — Gmelin, Syst. Nat. ed. XIII, p. 3735. — Dilhvyn, Descr. Cat. H, p. 928. — Férussac, Prod. n.° 192; Hist. d. Moli. tav. 77, f. 3. — Lamarck, An. s. Vert. VI, p. 73. — Deshayes, Encycl. Méth. Vers. II, p. 809 — Deshayes, Lamk. An. s. Vert. 2 ed. VIII. p. 31. — Deshayes, Férussac 1. c. (texte) p. II. — Chemnitz, 2 ed. p. 107; tav. 14, f. 7-8. — Pfeififer, Mon. Hel. viv. 1, p. 383; III, p. 244; IV, p. 292; V, p. 385; VII, p. 443. — Reeve, Conch. Icon. tav. LVII, f. 473. — Chenu, Illustr. Conch, tav. VIII, f. 1. Hielix badia, Gmelin, Syst. Nat. ed. XIII, p. 3639. Hielix (Chloritis) ungulina, Albers, Helic. p. 91. — Beck, Ind. p. 29. — Albers, Helic 2. ed. p. 162. — Martens, Ostas. Zool. 11, p. 280. — Paetel, Cat. p. 96. — Pfeif- fer, Nomencl. Hel. viv. p. 183. HIelix (Planispira) ungulina, Pfeiffer, Versuch ecc. p. 136. Lucerna (Semicornu) ungulina, H. and A. Adams, Gen. ree. Moll. II, p. 202. fc^emicornu ungulinun:i, Wallace, Proc. Zool. Soc. 1865, p. 410. Is. Molucche, senza precisa indicazione di località (L. M. D'Al- berlis). Un solo esemplare della forma tipica e più grande, la quale, a mio avviso, costituisce da sola la vera H. ungulina L. ; poiché, sempre secondo il mio modo di vedere, la varietà minore e più pallida di Férussac , 1. e. , tav. 77, f. 2 deve costituire una specie distinta, almeno finché non si conoscano esemplari di transizione fra le due forme. Il guscio ha colorito uniforme, più pallido verso la base e talora biancastro nella regione ombellicale; la sua superficie é interamente coperta da una epidermide liscia , sottile, pellucida, di color corneo pallido, la quale, almeno negli esemplari conservati a lungo nell' alcool, si distacca spontanea- mente con facihtà. 150 e. TAPIWKONE CANEFRI 12. Helix {Chloritls) molli.seta, , Pfeiffer. Helix mollisota, Pfeiffer, Proc. Zool. Soc 1862, p. 271. — Pfeiffer, Novit. Conch. II, p. 205; tav. LIV. f. 4-6 (optima). — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. V, p. 338; VII, p. 444. Helix {Chloritis') inolliseta, Pfeiffer, Nomencl. Ilei. p. 184. sSenaicornu niollisetuni, Wallace, Proc Zool. Soc 1865, p. 410. Dello isole Molucche (L. M. D'Alberlis). Questa specie descritta dallo Pfeiffer da esemplari recati dal sig. Wallace da Mysol, probaLilmente non è confinata unica- mente in quest' isola, ma vive pure in alcuna delle isole circon- vicine. Il sig. V, Martens in una sua memoria sopra le conchiglie terrestri e fluviatili raccolte nel viaggio della I. N. la Gazzella, inclina a riguardarla come una varietà della H. ciì'cumdata, fondandosi sulla grandezza degli esemplari di quest' ultima pro- venienti dal Golfo di Mac-Cluer. Io avendo esemplari di ambedue le specie davanti a me , trovo che hanno senza dubbio grande analogia , ma che pure si devono riguardare come distinte. 13. Helix {Cristifjihha) leptoclieila, m. {Tav. l,f. 14, 15, 16> //. testa umhiUcala, discoidea, tenuiculaj, nitida^ pellucidaj, obli- que slrtalula, alba, fascia lata inlense rujb-caslanea superne depicla, spira plana in medio subimmersa. Anfraclus 4 convexiusciUi, su- tura impressa divisi; uUimus 7nagnus poìie aperliiram subconstriclus, deinde subinjlatus et oblique rjibbosus, antice mediocriter descendens, basi convexiis et circa umbiliciim pervium, s-'d parum latum, sub- compressiis. Apertura ovato-lanata, niagis lata quam alta, perobli- qua; peristoma roseum anguste cxpansiim atque rejlexum, margi- nibus conniventibus et approximatis, columellari vix dilatato et super umbilicum rejlexo. Diam. maj. 17; min. 15; alt. 7 ^o i^iill- Delle isole Molucche, senza particolare indicazione di località. (L. M. D'Albertis). Questa graziosa chiocciolctta offre un particolare interesse in quanto connette varie forme della sezione Crisligibba, e si pre- MOLLUSCHI DELLE MOLUCCIIE E DI SELEBES 151 senta precisamente come intermedia fra l' H. expansa Pfr. e \'H. plagiocheila Tapp. Can., la prima di Batjan e la seconda della costa meridionale della Nuova Guinea. E una conchiglia fornita di ombellico e di forma discoidea , a guscio sottile, pel- lucido, a superficie liscia e lucente , di color bianco , interrotto superiormente da una larga fascia di color nero-castano. La spira pianeggiante si deprime alquanto nel mezzo come nelle specie affini. Di giri di spira se ne contano 4, piuttosto convessi e se- parati da una sutura ben impressa; l'ultimo di essi è grande, ristretto dietro Y apertura, quindi alcun poco rigonfio e obfiqua- mente gibboso; sul davanti si ripiega moderatamente verso la base, la quale mostrasi convessa e solo alquanto depressa attorno all' ombellico , che è aperto e non molto grande. L' apertura ha forma lunare ed ovoidea ed è più larga che alta con dire- zione assai obliqua all' asse della conchiglia. Essa è definita da un peristoma versante, ma stretto e sottile, di un bel color rosa ; i margini di esso convergono 1' un verso l' altro ed il columellare appena dilatato si ripiega sopra l' ombellico nascondendolo in parte. Vista superiormente questa specie facilmente si confonde con YH. expansa sopraricordata. Però la gibbosità posta dietro l'aper- tura, il colore del peristoma e la forma affatto differente del peristoma la fanno distinguere facilmente; la disposizione poi delle zone colorate, la loro posizione, la natura dell'epidermide e r ornamentazione della superficie la separano nettamente dalla H. plagiocheila. Anteriormente la larga fascia bruna sembra sdop- piarsi e manda una larga sfumatura rossastra che si riscontra in tutti tre gli esemplari da me esaminati. 14. Helix {Planispira) zonaria, , Linné. Helix zonaria, Linné, Syst. Nat. Ed. XII, P- 1245. Helix {Planispira) zonaria, Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. ISl. Delle Molucche , di Seram , di Timor (L. M. D'Alberlis). Ad Amboina e ad Halmahera (Beccavi). Ho davanti a me una bellissima serie di forme di questa 152 e. TAPPARONE CANEFRI specie, molte delle quali passando insensibilmente dall' una al- l' altra conducono all'//, coluber Férussac. Non devo tuttavia na- scondere che alcune varietà mi paiono talmente caratteristiche che forse varrebljo meglio tenerle come distinte, come viene })raticato da Pfeifter per Y H. coluber. Darò qui un breve cenno delle principali. Var. A. Conchiglia grande corneo-biancastra pellucida con una sola stretta fascia bruna superiormente, orlata di una fascia consimile più larga di color bianco latteo opaco ; una seconda fascia lattea contigua alla sutura. Di questa varietà non trovo figura alcuna precisa , ma vi si confà abbastanza bene la fig. 6 della tav. 73 diOlY Hisloire des MoUusques di Férussac; ne conosco un solo esemplare raccolto ad Halmahera dal sig. 0. Beccari. Var. B. Conchiglia depressa e sottile coli' apertura trasver- salmente oblunga, quasi come nella H. aurita Martens. Ombel- lico molto più aperto che pelle altre varietà. Guscio trasparente corneo-biancastro pellucido, con una fascia quasi periferica inten- samente bruna, orlata superiormente ed inferiormente di bianco latteo opaco. Anche di questa varietà non conosco figura alcuna e sono stato per gran tempo inclinato a crederla specie distinta. Var. C. Conchiglia piccola , bianca , con tre larghe fascio rosso brune assai cariche confluenti talora dietro 1' apertura. Una delle fascio scorre contro la sutura, 1' altra, la più larga , sopra immediatamente alla periferia , l' ultima spesso sfumata verso r ombellico sopra la base. 11 peristoma esternamente è sempre bianco; Férussac, 1. e, tav. 73, f. 3. Le mie var. A e B sono riunite in una sola dal sig. v. Martens (var. fasciata) ; io le trovo abbastanza differenti non solo per la colorazione, ma anche per la forma e per le dimensioni. Gli esemplari di questa varietà furono raccolti viventi a Seram dal sig. L. M. D'Albertis. Var. D. Corrisponde alla var. lineolata Martens e si confà benissimo con le fig. 9 e 10 della tav. 71 del Férussac. La fig. 7 della tav. 73 della citata opera sembra rappresentarne la varietà albina. Esemplari tipici di questa varietà raccolse il Dott. Beccari ad Amboina; gli altri individui del Museo Civico sono albini e provengono dalle collezioni del sig. L. M. D'Albertis. MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 153 Var. E. Conchiglia con due fascio periferiche fosco brune in parte confluenti; la fascia inferiore molto larga. Questa va- rietà, che io mi sappia, non fu ancor rappresentata. Proviene da Timor (L. M. D'Albertis). Var. F. Conchiglia generalmente piccola con due fascie brune. Superiormente si osservano delle macchie poco distinte di color bruno pallidissimo ; Férussac, tav. 73, f. 5. Il sig. v. Mar- tens attribuisce questa figura alla H. zebra Pfr. Di Amboina {Beccavi). 15. Helix (Planispira) zoiiaria var. colnTber, Beck. Helix coluber. Beck, Ind. p. 30. — Férussac, Hist. d. MolL tav. 73, f. 1-2. — Reeve, Conch. Ic tav. XCII, f. 500 b. Questa non è evidentemente che una buona varietà della H. zonaria: è però caratteristica e merita una particolare men- zione. Gli esemplari della collezione L. M. D' Albertis portano r indicazione generica di isole Molucche. Insieme agli individui tipici furono raccolti individui di una bellissima sottovarietà che indicherò qui appresso. Var. M. Conchiglia senza macchie , di color castano pallido uniforme e con una larga fascia suturale bianca. Questa varietà , che io mi sappia, non fu descritta prima d' ora. UH. coluber e le sue varietà costituiscono YH. zonaria var. lunulata del sig. v. Martens. 16. Helix {Planispira) zebra, Pfeiffer. JHelix zebra, Pfeiffer, Zeit. f. Malak. 1850, p. 83. — Reeve, Conch. Icon. tav. XCII, f. 499. — Pfeiffer, Chemnitz, 2 ed. p. 353; tav. 135, f. 16-18. — Pfeiffer, Mon. HeL viv. Ill, p. 246; IV, p. 294; V, p. 391 e 505; VII, p. 391. Helix {Planispira) zebra, Pfeiffer, Versuch ecc. p. 136. — Albers, Helic 2 ed. p. 161. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 315. — Paetel, Cat. p. 96. — Pfeiffer, Nomencl. HeL viv. p. 182. Lucerna (Obba) zebra, H. and A. Adams, Gen. ree. Moll. 11, p. 202. lr»lanispira zebra, Wallace. Proc. Zooi. Soc 1S63, p. 409. Is. Molucche (L. M. D'Albertis). Per quanto si può arguire da una semplice descrizione senza figura, e senza 1' esame del tipo del Le Guillou, non sembrami 154 e. TAPPARONE CANEFRI punto dimostrabile che VH. guttata del detto autore sia identica con VH. zebra di Pfeiffcr; io l'ho pertanto esclusa dalla sino- nimia. Questo ultimo autore medesimo dopo aver riunite le due specie, nel volume V della sua celebre Monographia Heliceorum ritorna ad enumerarle separatamente ; il che dimostra che la sua prima opinione gli pareva almeno assai discutibile. Qualora poi la identità delle due specie venisse provata , il nome del Le Guillou non potrebbe essere conservato, perchè applicato anteriormente da Olivier ad un' altra specie affatto dif- ferente ; il nome impostole da Pfeiffcr, Ijencliù posteriore, potrebbe soltanto essere adottato. 17. Ueli:x (Planispira) Collis, Mousson (in collect.). Melix zonaria, var. Martens, Ostas. Zool. H, p. 312. HeUx coUis, Pfeiffer, Novit. Conch. IV, p. 36; tav. CXVII. f. 1-3 (optima). Helix (Planisjnra) collis, PfeitFer, Nomencl. Ilei. viv. p. 182. Delle Molucche (L. M. B'Alherlis). Di questa specie figurano nella collezione due distinte forme. 11 tipo corrisponde appuntino alla figura sopraindicata delle No- vitates; la varietà è degna di essere notata. Var. a. Conchiglia minore a spira alquanto più elevata ed ombellico meno largo ; colorito biancastro colle zone obliterate. Ma deve essa questa conchiglia essere ritenuta per buona specie, ovvero, come opina il sig. v. Martens, essere congiunta all'//, zo- ìiaria a titolo di varietà nello stretto senso della parola? ^leglio che moltiplicare all' infinito le forme riferite alla proteiforme specie di Linneo, converrà forse al di d' oggi mantenerla distinta; però è innegabile che essa non è che una sua derivazione. Forse ancora più opportunamente converrebbe stabilire con precisione la forma più anticamente conosciuta quale tipo della //. zonaria assegnandole due sole varietà 17/. coluber I)eck e 1'//. Collis Mouss. Attorno a queste tre forme principali col titolo di muta- zioni si potrebbero in seguito aggruppare le forme secondarie. MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 155 18. Helix (Planispira) exceptiuneula , Férussac. lielix exceptiuncula, Férussac, Prod, p." 176; Hist, des Moll. tav. 70, f- 1. — Pfeiffei-, Symb. Ili, p. 75. — Pfeiffer, Chemnitz, 2 ed. p. 58, tav. 76. f. 1-3. — Desha- yes, Férussac 1. e,, (fexte), p. 155. — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. I, p. 311; III, p. 207; IV, p. 241; V, p. 311; VII, p. 359. — Reeve, Conch. Icon. tav. XCII, f. 501. Melix (Planispira) exceptiuncula. Beck, Ind. p. 29. — Pfeiffer, Versuch ecc. p. 136. — Albers, 2. ed. p. 160. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 296; tav. 18, f. 3. — Pfeiffer, Nomencl. Hel. viv. p. 1S2. Helix {PMllna') exceptiuncula, Albers, Helic. p. 120. Lucerna (Obba) exceptiuncula, H. and A. Adams, Gen. ree Moll. II, p. 201. * Var. a. — Testa spira magis depressa, apertura ohliquiore et magis ovata, pìeristoma latius expanso, dente columellari miìiulo (Pfeiffer). Helix exceptiuncula, Férussac, Hist. d. Moli. tav. 73 A, f. 1. H:elix Plaryne, Pfeiffer, Proc. ZooL Soc. 1861, p. 386; tav. XXXVII, Li. — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. V, p. 311; VII. p. 359. IPlanispira r»h.ryne, Wallace, Proc Zool. Soc 1865, p. 409. Hielix {Planispira) Fliryne, Pfeiffer, Nomencl. Hel. viv. p. 182. Var. p. — (v. Var. elatior Mart.). Testa anfractu penultimo prominulo (v. Martens). Helix (Planispira) .Aspasia, H. Adams, Proc Zool. Soc. 1863, p. 415. — Pfeif- fer, Nomencl. Hel. viv. p. 182. Hielix A-spasia, Pfeiffer, Mon. Ilei. viv. V, p. 312; VII, p. 359. Hielix exceptiuncula var. elatior. Martens, Ostas. Zool. II, p. 297, tav. 18, f. 3 b. E»lanispira Aspasia, Wallace, Proc. Zool. Soc. 1865, p. 409. Parecchi esemplari tipici colla spira più o meno elevata , di colorito vario e di vario sistema di fasciatura furono recati dalle Molucclie dal sig. L. M. D'Albertis. Le due varietà sopraindicate non esistono nelle collezioni del sig. L. M. D'Albertis né T una , né 1' altra. La prima se vera- mente è rappresentata dalla figura di Férussac, citata anche da Pfeiffer, é senza dubbio una poco importante varietà; osserverò tuttavia che la figura data dallo Pfeiffer stesso nei Proceeding concorda assai poco con quella di Férussac. L' elevatezza del penultimo giro , e la natura del colorito e degli ornamenti speciali della seconda sono talmente costanti, che , quantunque caratteri di poca importanza , tuttavia fanno seriamente pensare che la specie si debba ritenere come distinta. 156 e. TAPPARONE CANEFKI 19. Helix (Obbina) loxotropis, Pfeiffee. Kelix loxotropis, Pfeiffer, Zcit. f. Malak. 1850, p. 82. — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. Ili, I). 226; IV, p. 263; V, p. 345; VII, p. 299. — Pfeiffer, in Chemnitz 2 ed. p. 351; tav. 135, f. 3-1. — Keeve, Concli. Icon. tav. CXCVIII, f. 1392. JHelix {Obbd) loxotropis, Pfeiffer, Versuch ecc. p. 139. Helix (Planispira) loxotropìs, Albers, Helic 2 ed. p. 161. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 301, tav. 16, f. 3, e 3 6. — Paetel, Cat. 92. F*laiiispira loxotropis, Wallace, Proc. Zool. Soc 1865, p. 403. Due soli individui di dimensioni piuttosto grandi ne furono raccolti dal Prof. 0. Beccari ad Halmahera. Essi si riferiscono a due distinte .forme, una a spira più elevata, di color più pal- lido e fascio più strette ; 1' altra a spira più depressa , di color oscuro, con fascio più larghe. La fascia periferica superiormente passa con una sfumatura al colorito generale della superficie. 20. Helix [Obba) tlevineta, m. Helix iObba) sororcula , Martens, Ostas. Zool. II, p. 394 (IS67), tav. 17, f. 4 (non Benoit 1859). HLelix sororcula, Pfeiffer, Mon. Hel. viv. V, p. 405. Helix niarjiiiiata, var. minor, Pfeiffer, Mun. Ilei. viv. VII, p. 456. Helix {P/iilma) marginata, var. Pfeiffer, Noniencl. Ilei. viv. p. ISO. Due esemplari delle Molucche (L. M. B'Alhertis). Il sig. Pfeiffer ha voluto congiungere questa specie all'//, mar- ginala Mùller, ma, secondo il mio modo di vedere, meno retta- mente. La conchiglia delle JNIolucche è per formo molto vicina all' elice predetta, ma differisce costantemente dalla specie delle Filippine per le sue minori dimensioni , per la spira proporzio- natamente alquanto più depressa, ed infine per il margine del- l' apertura sempre più sottile. Ed allorquando' una forma è loca- lizzata con caratteri costanti benché di poco momento, trovo clie si deve considerare come distinta. Quando si voglia congiungere YH. devinola m. (//. sororcula Martens) con la //. marginala di Mùller, non trovo ragione perchè se ne debbano mantenere se- parate altre forme atlinissimo, come por es. 17/. Kobclliaua e \'H. galUniUa di Pfeiffer. Per essere logici conviene o tutte con- siderare come modificazioni di una forma unica o tutte conser- vare (juali forme attualmente separate e distinte. MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 157 Avendo il sig. Benoit applicato fino dal 1859 l'appellativo di sororcula ad una specie di elice della Sicilia, ho dovuto mutare il nome imposto a quesa forma dal sig. v. Martens. 21. Helix [Papuina) lanceolata, Pfeiffer. Helix lanceolata, Pfeiffer, Proc. Zool. Soc 1861, p. 386; tav. XXXVII, f. 6. — Helix {PaiJidna) lanceolata, Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX. Halmaliera {Beccavi). Un unico esemplare ne fu raccolto nella indicata località, conforme in tutto agli individui di Ternate. 22. Helix {Phanla) lampas, Muller. Helix lampas, Muller, Verni. Hist. II, p. 12. — Gmelin, Syst. Nat. XIII ed. p. 3619. — Dillwyn, Descr. Cat. II, p. 901. — Ferussac, Prod. n. 138; Hist. d. Moll, tav. 60, f. 2. — Wood, Ind. Test. p. 157; tav. 33, f. 33. — Deshayes, Lamk. An. s. Vert. 2 ed. VITI, p. 127. — Catlow, Conch. Noniencl. p. 128. — PfeiflTer, Mon. Hai. viv. I, p. 292; III, p. 204; IV, p. 237; V, p. 308; VII, p. 3j8. — Pfeiffer, Chemnitz, 2 ed. p. 60; tav. 2, f. 1, 2. — Deshayes, Ferussac, 1. e. (texte) p. 204. — Reeve, Conch. Icon. tav. XLIV, f. 205. — Jay, Cat. ed. 4, p. 149. Hielix Carocolla, Chemnitz, Conch. Cab. II, p. 267; tav. 208, f. 2044-2015 (non Linné). H;elix carina. Wood, Ind. Test. Suppl. p. 23; tav. 7, f. 57. Carocolla magna, Schumacher, Nouv. Syst. p. 192. Carocolla lampas. Gray, Ann. de Phil. New. Ser. IX, p. 412. — Menke, Sy- nopsis 2 ed. p. 24. Hiseodoma gigas, Swainson, Malac. p. 329. H.elix (Caracolla) lampas, Albers, Helic. p. 120. Helix {Caracolus) lampas, Pfeiffer, Versuch ecc. p. 141. Lucerna (Serpentidus) lampas, II. and A. Adams, Gen. ree. Moll. II, p. 201. H.elix (Phania) lampas, Albers, Helic. 2. ed. p. 157. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 826. — Pfeiffer, Nomencl. Hel. p. 178. Tre esemplari di Halmahera {Beccari). Le interessanti ed accuratissime collezioni del Prof. Beccari mi permettono oggi di far conoscere con certezza e con preci- sione la provenienza di questa bellissima chiocciola, provenienza che in realtà non fu per anco seriamente indicata. Mi suggeri- scono in pari tempo di aggiungere intorno a questa specie alcune osservazioni, che i tre esemplari del Museo Civico di Genova mi hanno messo in grado di fare. Osserverò primieramente che la forma , le dimensioni , 1' ele- vatezza della spira, le proporzioni e sino ad un certo punto la forma e la grandezza relativa dell' apertura sono assai variabili 158 e. TAPPARONE CANEFRI neir/7. lampcis di Ilahiiahera. Gli esemplari estremi delle forme più spiccate presi isolatamente possono di leggieri trarre in in- ganno il naturalista e foi'se condurlo a sepai-azioni di specie punto giustificate. Ecco le dimensioni di tre esemplari che ho davanti: Esempi, magg. A. Diam. magg. 70; diam. min. GÌ; alt. 28 mill. » medio B. » » 65; » » 57; » 33 » » minore C. » » 58; » » 52; » 25 » Apertura. — Esempi. .i.Largh.(;':;i^„^rrc':l,^^^^^^^^^^ 44; alt. 32 mill. B. >. » 42; » 32 » » C. » » 35; » 37 » Dal solo esame di questo piccolo quadro si potrà agevolmente scorgere la veritcà del mio asserto. La forma più aberrante è r esemplare B; in esso i giri del guscio sono superiormente più convessi e nell' insieme la spira ù più elevata, 1' apertura è più tondeggiante e la carena periferica è o])literata prima di giun- gere al margine di essa; questa varietà tanto per la forma ge- nerale come per quella dell' apertura s' avvicina alla H. pyro- stoma, ed ha forse qualche affinità colla più piccola H. xaìilho- stoma Herklot. La piuttosto larga fascia di strie longitudinali obhque circoscritta da un cordone obliterato e posta immediata- mente sotto la carena, e la eccezionale grandezza me la fa rife- rire ad una varietà dell'i/, lampas, di cui ha pure 1' apertura piuttosto triangolare. L' esemplare C, a parte le dimensioni alquanto minori , con- corda appuntino con la figura di Férussac ed offre la stessa piccola apertura e il cingolo di strie oblique mediocremente sen- tito. Neil' esemplare A, il maggiore di tutti, 1' apertura è propor- zionalmente più grande, ma nel rimanente il guscio ha gli stessi caratteri dell' individuo C. Le figure date dai diversi autori per questa conchiglia diffe- riscono sensibilmente fra di loro. Il sig. v. Martens dopo di aver richiamato 1' attenzione dei suoi lettori sulla stretta paren- tela e sulla affinità dell'//, lampcis coli'//, pijwstoma, osservando che, eccettuate le dimensioni (31 linea in diametro), la descrizione MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 159 della prima fatta da Mùller potrebbe benissimo adattarsi alla seconda, aggiunge quanto segue: « La descrizione e la figura di Chemnitz, vol. XI, f. 2044- » 2045, nella quale però questo autore non riconosce la specie » di Miiller , fa vedere un' apertura proporzionalmente molto » piccola ed una fascia di linee oblique molto ben circoscritta » sotto la carena; il diametro maggiore è di 74 mill. » UH. lampas di Férussac, tav. GO, f. 4, è di nuovo alquanto » più piccola, ma vi si vede similmente 1' apertura relativamente » piccola e la carena progrediente fino al margine dell' apertura » come nella specie chemnitziana; il cingolo sotto la carena » appare qui soltanto come una sfumatura di colore. Pfeiffer » descrisse la specie sopra esemplari delle collezioni di Cuming » e di Griiner; egli dà alla specie di bel nuovo 74 mill, di dia- » metro maggiore, ma nella sua descrizione tace di quella fascia » circoscritta di strie oblique sotto la carena, dicendo soltanto » che essa è come cicatricosa e cinta inferiormente da linee ele- » vate: parrebbe pertanto trattarsi di una specie molto vicina, » la cui patria è come per 1' altra da ricercarsi nell' Arcipelago » indiano o nell' Indo-Cina , piuttosto che nelle Indie Occiden- » tali come supposero Chemnitz e Beck, che la pongono fra le » Caracollo americane ». Dopo essermi convinto della variabilità somma di questa specie non posso dividere 1' opinione dell' illustre malacologo tedesco. Io sono persuaso che le figure citate appartengono tutte ad una sola identica specie, cioè all'//, lampas Mùller. Queste figure dif- feriscono è vero fra di loro, ma non differiscono niente di più di quanto si osservi nei diversi esemplari, dei quali alcuni sono addirittura di un terzo più piccoli degli altri; alcuni hanno apertura proporzionatamente molto piccola, altri per contro più grande ; alcuni hanno la carena che si termina nel margine del- l' apertura rendendolo angoloso , altri invece hanno la carena obliterata prima del margine aperturale e mostrano il margine esterno non angoloso; in alcuni la fascia delle linee oblique circoscritta da una linea elevata è sensibilissima; in altri quasi obliterata. 160 e. TAPPARONE CANEFRI La figuFca del Reeve fa probabilmente eseguita sopra 1' esem- plare della collezione Cuming, e nelle tavole meno intensamente colorate lascia benissimo vedere per trasparenza le linee oblique sottoperiferiche; nelle tavole di Férussac non colorate la fascia delle strie oblique sotto la carena è indicatissima, ma fa sentire solamente i tratti principali. Ben s' apponeva per contro il sig. v. Martens relativamente alla patria della specie; essa infatti è accertato che proviene precisamente da Halmahera, dove sembra vivere frammista con 17/. pyrostoma di cui dirò qui sotto. 23. Helix {Phanla) pyrostoma, Féeussac. Helix pyrostoma, Férussac, Prod. ii. 139; Ilist. d. Moli. tav. 15, f. 3-4 (de- trita). — Pfeiffer, Symb. HI, p. 73. — Pfeiffer, Chemnitz 2 ed. p. 25, tav. 67, f. 4-5 (mala). — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. I, p. 293; III, p. 201; IV, p. 237; V, p. 30S e 499; VII, p. 354. — Reeve, Conch. Icon. tav. XXXIX, f. 17C (detrita). — Schaufuss, Paetel, Moli. Syst. et Cat. p. 77. — Dohrn, Chemnitz 2 ed. p. 598; tav. 175, f. 4. Carocolla pyrostoma. Gray, Ann. of Phil. New. Ser. IX, p. 412. Helix [Caracolus) pyrostoma, Pfeiffer, Versuch etc, p. 141. Lucerna (^Serpentulus) pyrostoma, 11. and A. Adams, Gen. ree. Moll. 11, p. 201. Helix (Phania) pyrostoma, Albers, Helic 2. ed. p. 157. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 325; tav. 17, f. 1. — Pfeiffer, Nomencl. Hel. viv. p. 178. lr*liaiiia pyrostoma, Morch; Journ. de Conch. XIII, p. 381. — Wallace, Proc. Zool. Soc. 1865, p. 408. Parecchi esemplari freschissimi ne riportava da Halmahera il Dott. 0. Beccari. Di questa bellissima chiocciola si hanno molte figure, ma poche sono le buone ; per la forma generale la peggiore è quella delle prime tavole del volume del Gen. Helix della 2.^ edizione del Conchy Upji Cabinet, copiata malamente dal Férussac. Le migliori figure sono quelle del sig. v. Martens e quella data dal sig. Dohrn nelle ultime dispense del citato Conckylien Cabinet, 2.^ edizione. Quella del sig. v. Martens fa vedere 1' ultimo giro perfettamente liscio superiormente, mentre in tutti i miei esemplari hannovi distintissime malleazioni anche al disopra della carena. Tale carattere è espresso con molta esattezza nella figura del Dohrn sopraricordata , la quale tuttavia si riferisce ad un esemplare in MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 161 cui è poco visibile la convessità dell'ultimo giro, che si mostra generalmente assai più tumido superiormente che inferiormente. Insieme col tipo ho trovato nella collezione Beccar! due inte- ressanti varietà che credo pregio dell' opc^ra il far conoscere. 24. Helix pyx'osfcoiiaa, var. Ibueeulenta,, m. Testa major, apertura latiore , transverse ovata, perislomate laete aurantiaco. Diam. maj. QQ ; min. 51 ; alt. 35 mill. Apert. loìig. inclus. perist. calloque columell. 46; alt. 31 mill. Conchiglia più grande che il tipo con 1' apertura più larga e trasversalmente ovale, con il peristoma ranciato e non di color sanguigno carico. Neil' esemplare che ho sotto gli occhi le mal- leazioni si protraggono fino sopra una parte del penultimo giro. 25. Helix pyr-ostoma var. extiiieta, m. Testa pro specie majuscula, spira magis elevata, peristoma albo- por cellaneo. Conchiglia piuttosto grande per la specie con la spira alquanto più elevata ed il peristoma bianco lucente. Quest' ultima varietà ù assai curiosa. A prima vista ho creduto che si potesse trattare dell'//, sulcocincta Martens, ma quest' au- tore dice chiaramente nella frase di quest' ultima specie « mar- ginibiis disjunctis » , mentre la mia conchiglia li ha congiunti con una callosità bianca come il peristoma. Del resto la forma ge- nerale ed il colorito del guscio non mi lasciano dubbio in pro- posito. Terminerò queste poche linee intorno alYH. pyrostoma osser- vando che tanto nella figura del sig. v. Martens , quanto in quella del sig. Dohrn vi è indicato come uniforme il colore della superficie; in tutti gli esemplari del Museo Civico invece il colorito è sempre più carico nell'ultimo giro, e dietro la bocca si fa talvolta addirittura fosco. Una fascia più carica sfumata al- l' orlo si svolge nella regione ombellicale e va a finire contro la parte posteriore del margine inferiore della bocca. Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Voi. XX. (19 Dicembre 1883). II 162 e. TAPPARONE CANEFRI 2G. Helix (Alòersia) pulbieepa. Martens. Helix piibicepa, Martens, Malak. Bl. 18G3, p. 117. — Pfeiffer, Mon. Ilei. vlv. V, p. 2S1; VII, p. 321. Cochlostyla pubicepa. Martens, Monatsb. d. Beri. Akad., 18G-1, p. 269. Helix {Albersia) pubicepa, Martens, Ostas. Zool. Il, p. 32 descritta a carte 1 86 della mia Fauna della Nuova Guinea. Le dimensioni costantemente minori, del guscio, la punteggiatura della superficie degli esemplari ben conservati , la maggiore solidità del peristoma ed il maggiore spessore della callosità ombellicale consigliere bbero forse la isti- tuzione di una specie distinta , che potrebbe venire chiamata H. inlerposila. 28. IVanina (Xcsta) citrina (Linné). H!elix citrina, Linnó, Syst. Nat. Ed. X, p. 771. Nanina citrina. Tapparono Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 19G. Tenuto conto della frase descrittiva di Linneo, io riguardo gli individui bianchi o citrini con una lascia periferica oscura sic- come tipo della presente specie. La forma ed il colorito delii^ varietà sono assai variabili ed io ci'edo che convenira meirho at- MOLLUSCHI DELLE MOLUCCIIE E DI SELEBES 163 tenersi a quest'ultimo carattere, cio.3 al colorito, per farne una distinzione. Ecco le forme austro-malesi che furono adunate dai nostri viaggiatori italiani. N. citrina, tipica; due esemplari delle Molucche (L. M. D'Al- bert is). N. citrina var. albocincta m. Citrina con una fascia stretta suturale ed una zona periferica più larga di color latteo opaco ; 5 esempi, delle Molucche (L. M. D'Alberlis); 2 esempi, d' Am- boina (Beccari). N. citrina var. iinicolor m. Bianca o citrina senza fascio di sorta; 3 esempi, delle Molucche (L. M. D'Alberlis). N. citrina var. dimidiata Martens; 3 esempi, dell' is. Goram {L. M. D'Albertis). N. citrina var. praetexta Martens. Questa varietà a forma più depressa, a guscio relativamente più soHdo, ed a colorito pecu- liare e costante, potrebbe quasi costituire specie da sé ; 2 esem- plari di Seram ed uno di Amboina (Beccari). 29. IVauiiia {Xesta) aulica, Pfeiffer. Helix aulica, Pfeiffer, Proc ZooL Soc. 1S52, p- 36. IVanina aulica, Tapparone Cauefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 197. Il Dott. 0, Beccari la riportava in numerosi esemplari da Halmahera. Tutti questi esemplari appar::ngono alle mie varietà P e 5 , e sono uniformi nella grandezza e nella colorazione. 30. IVanina {Xesta) cineta (Lea). Helix cineta, Lea, Trans. Philos. Soc Philad. V, 1837, p. 162; tav. 19, f. 68. — Pfeiffer, Mon. Hel. viv. 1, p. 54; III, p. 62; IV, p. 43. Nanina Steursii, Shuttleworth, Diagn. Neuer Moli. II, 1852, p. 14. Helix Steursii, Pfeiffer, 1. e. IH, p. 027; IV, p. 26; V, p. 74: VII. d. 87. — Pfeif- fer, Novit. Condì. II, p. 302; tav. LXXIII, f. 810. JNaiiina cineta. Gray, Cat. Pulm. p. 98. — Wallace, Proc Zool. Soc. 1865, p. 406. Martens, Malak. Bl. XX, 1882, p. 165. Nanina IMenadensis, Mousson, Journ. d. Conch. VI, IS57. p. 57. JNanina (Xesta) Steursii, Martens, Ostas. Zool. II, p. 212; tav. 8, f. 6. Nanina (Hemiplecta) Steursii, Paetel, Cat. p. 85. — Pfeiffer, Nornencl. Ilei, viv. p. 49. Varietà a zona periferica incolore. 16-1 e. TAPPARONE CANEFRI ]Nn.nina oincta, var. l> Martens, 1. e p. 213; lav. 8, f. C b. Xaniiia contristata, Mousson, coli. — Paetel, Cat. p. 49. Delle Molucclie, un esemj)lare per ciascheduna varietà (L. M. D'Albertis). II sig. V. Martens avendo esaminato 1' esemplare originale di Sliuttleworth ed osservato che esso faceva parte di una collezione proveniento da Amboina in cui erano ])ure contenute conchiglie di Selebes, argomentò che anche il detto esemplare dovesse pro- venire da quest'ultima località; massimamente che il sig. Steurs che aveva mandato la detta collezione era governatore delle Mo- lucche, compresa anche Menade nella parte settentrionale di Selebes. Dopo ciò mi sorprende vivamente di vedere questa con- chiglia in un nuovo invio delle jMolucche e mi nasce il sospetto che la specie in questione non abbia forse un' area di diffusione limitata a Selebes, ma possa esistere su qualche altro punto delle Molucche propriamente dette. 31. Cyelotus g-ixttatus (Pfeiffer) Cyclostoina guttatutn, Pfeiffer, Proc. Zool- Soc 1851, p. 251. Cyclotiis guttatus, Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, iu Ann. Mu.s. Civ. Genova, XIX, p. 249. Isole Molucche (L. M. D'Albertis). I tre soli individui di questa collezione sono alquanto più de- pressi ed hanno sutura più incavata che non gli individui tipici delle isole Aru. In uno di essi la depressione della spira si fa maggiore, 1' apertura è più grande , più largo si mostra 1' om- bellico. Anche la colorazione è assai più carica. Pare quasi in- termedio fra questa specie ed il C. pruinosus Martens; tuttavia la forma del peristoma non permette di avvicinarlo a quest' ul- tima specie. 32. Oyelotus A.iiil>oyiiensis (Pfeiffer). Cyclostoma Amboyneiise, Pfeiffer, Proc. Zool. Soc. 1853, p. 144. — Pfeif- fer, Chemnitz, 2 ed. (Ci/clostoma) p. 373; tav. 48, f. 20-24. ? C.volophorus -A.iTiboyiieiiMÌs, Pfeiffer, Mon. Pneuni. I. ]>. 82; li, ]v 50: III, p. 69. — Gray, Phaner. p. 57. — II. and A. Adauis, don. ree. Moli. II. p. 278. — Reeve, Conch. Icon. tav. XVIII, f. 88. MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 165 Cyclophorixs naarnioratvis (Fér.) Pfeiffer, Conspect. p. 91 ? (ex Martens). — Pfeiffer, Chemnitz, 2 ed. (Ci/clostoma) p. 301; tav. 40, f. 9-10? — Pfeiffer, Mori. Pneum. I, p. 68; II, p. 50; III, p. 65. — Gi-ay, Phaner. p. 46? — H. and A. Adams, Gen- ree Moll. II, p. 280. Cjclotiis -A.mboyiiensis, Martens, Malak- Bl. 1863, p. 119. — Martens, Ostas. Zool. II, p. 121; tav. 2, f. 4-5. — Pfeiffer, Mon. Pneum. IV, p. 32. Seram (L. AL D'Albertis); Amboina (Beccari). Di Seram ho davanti 10 esemplari, vari nel colorito, ma iden- tici nella forma; la fascia spirale spesso non è affatto visibile. La superficie ò coperta di epidermide cornea, trasparente, piut- tosto grossolana e facilmente decidua. L' individuo di Amboina è più piccolo di poco ed ha la spira più elevata. 33. Leptopotiia, vìtreiim (Le3.son). Cyclostonia vitrea. Lesson, Voy. de la Coq. Zool. II, p. 346; tav. 13, t 6. Leptopoma vitreum, Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 259. Seram (Beccari e L. M. D'Albertis); Goram (L. M. D'Albertis). 34. Leptopoma bicolor, Pfeiffer. Cyclostoma bioolor, Pfeiffer, Proc. Zool. Soc. 1852, p. 145; tav. XIII, f. 9. Leptopoma bicolor, Tapparone Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 263. Il sig. L. M. D'Albertis ha recato questa specie da Seram ed il sig. 0. Beccari da Amboina. Gli esemplari delle due località non differiscono che per la maggiore o minore evidenza delle carenette spirali. Insieme con un individuo tipico il sig. L. M. D'Albertis predetto ha recato pure dalle Molucche, ma senza in- dicazione determinata di località, una bella varietà di questo mollusco che quasi potrebbe costituire specie da s?. Var. dimidiatum n. Testa majuscula carinulis obsoletiSj peristomate latius rejlexo, alba superne rufo-fusco reliculatim variegata, basi fusco fasciata. Conchiglia più grandicella che non gli esemplari tipici, col peristoma largamente espanso. Nella metà superiore dell'ultimo giro e sopra tutta la spira la superficie è fittamente reticolata di color bruno ed una fascia similmente bruna adorna la base della conchio-lia. 166 e. TAPPARONE CANEFRI 35. Leptopoma cinetellum, Pieiffek. Ijeptopoma cinctellum, Pfeiffer, Proc. Zool. Soc 1S61, p. 388; tav. XXXVII, f. 11. — Pfeiffer, Mon. Pneum. Suppl. II, p. 80; III, p. 130. — Reeve, Conch. Icon, tav. IV, f. 23- — Wallace, Proc. Zool. Soc. 1865, p. 413. Leptoponaa vitroum var. cinctellum. Martens, Ostas. Zool. II, p. 144, tav. 4, f. 7. Pochi esemplari delle Molucche {L. M. D'Alberlis). 36. Helicina suturalis. Martens. Heliclna suturalis, Martens, Monatsb. d. Akad.^Berlin IS64, p. 120. — Pfeiffer, Mon. Pneum. viv. Ili, p. 224; IV, p. 286. — Martens, Ostas. Zool. II, p. IGS; tav. 4, f. 18. — Sowerby, Thes. Gonch. Ili, p. 294; tav. 217, f. 40 r, 405*. Tre esemplari ne raccolse ad Amboina il Dott. 0. Beccari. I tre esemplari in discorso non sono tipici e mentre conven- gono esattamente per rispetto alla colorazione colla figura di Sowerby , si allontanano alquanto dalla figura e dalla descrizione del sig. V. Martens. In questa ultima infatti secondo 1' autore si hanno due fascio articolate di bianco e di rosso bruno, una sulla carena alla periferia, 1' altra alla sutura ; nei miei tre individui le macchie rosso-brune delle due fascio sono congiunte fra di loro da fiamme oblique dello stesso colore come si vede nella citata figura del Thesaurus Conchy liorum. In un esemplare le fiamme della parte superiore si prolungano anche sulla base raggiando dalla regione ombellicale , e presso la bocca si mo- strano ondeggiate. 37. Holieiiia oxytropis. Gray. nelicina oxytropis. Gray, Beecliey Voy. Zool. p. 116; tav. 33, f. 24. — Pfeiffer, Mon. Pneum. viv. I, p. 395; li, p. 217; IH, p. 213; IV, p. 2S3. — Gray, Phaner. p. 289. — Martens. Ostas. Zool. lì, p. 166; tav. 4, f. 20. — Sowerby, Thes. Conch. Ili, p.295; tav. 27S, f. 413 ? l-ieliciiia oxystoma, Sowerby, Thes. Conch. I, p. 10; tav. Ili, f. 139? Helicina {Pachystonia) oxytropis , li- and A. Adams, Gen. ree Moll, li, p. 303. Amboina {Beccari); Goram {L. M. D'Alberlis). I miei esemplari convengono bene colla descrizione o medio- cremente colla figura del sig. v. Martens; essi però hanno tutti MOLLUSCHI DELLE MOLUCCIIE E DI SELEBES 167 la spira meno elevata. La figura del terzo volume del Thesaurus o esibisce enormemente esagerati la grandezza e sopratutto il carattere dell' apertura, o appartiene a specie diversa. 38. Helicina Iclae, Pfeiffer. Heliciiia Idae, Pfeiffer, Proc ZooL Soc. 1856, p. 339. — Tapparoue Canefri, Fauna d. Nuova Guinea, in Ann. Mus. Civ. Genova, XIX, p. 273. Parecchi esemplari di Amboina (Beccari); tre di Seram (L. 71/. D'Albert is). Degli individui di Amboina sette hanno colorazione rossastra, talora alquanto bruna; tre sono giallognoli. Gli esemplari di Seram sono alquanto più piccoH e tutti giallognoli. 39. EdCeliciiia, derepta, m. {Tau. l,f. 7, 8). liei, testa depresse globosa^ oblique striata^ hand carinala, sul- phurea vel pallide citrina, zona angusta alba plus minusve dislincta ad suturam depicta; spira convexe conica, obtusiuscula. Anfractus 4 convexi; ultiums magnus, paululum antice desce?idens. Apertura obliqua, irregulariler semicircularis; peristoma incrassatulum, acu- tum, breviter expansum atque rejlexum; margo columeltaris valde abbreviatus; callus operturalis mediocris, circumscriptus, subalbidus. Operculum ? Diam. maj. 7; min. 5-/3; apert, lat. 2; alt. 3 mill. Ne furono raccolti 4 esemplari ad Amboina {Beccavi). Conchiglietta di forma globosa ma alquanto depressa , colla superficie segnata per lungo da sotti U strie oblique, non carenata alla periferia. Il suo colorito è gia^o ora più ora meno vivace, più intenso verso l'apice; contro la sutura scorre una piccola zona bianca talora poco distinta e sull' ultimo giro talvolta si fa vedere una fascia più pallida, assai poco apparente. Di giri di spira ve ne hanno quattro e sono piuttosto convessi ; T ultimo è assai più grande degli altri e si ripiega alquanto presso l'apertura come nelle specie congeneri. L' apertura è semilunare ed ha direzione obliqua all'asse della conchiglia; il suo peristoma appare un 168 e. TAPPARONE CANEFRI poco più sposso dui rimanente del guscio ed è ))i'ovemente ripie- gato air infuori. Abbreviatissirao si mostra il margine columellare e r espansione callosa doli' apertura è mediocre, ben circoscritta, di colore bianchiccio. Questa specie ò intermedia fra la Ilei, parva Sowerby, e Vllel. Idac Pfeiffer. Alla prima si avvicina per la mancanza di carena periferica, per la convessità e pel numero dei giri di spira; ma ne differisce per essere più grande, per avere' I' ultimo giro re- lativamente assai minore, per la formi assai meno globulosa, e per la sua superficie più scabra. Colla seconda ha comune presso a poco la grandezza e la forma generale, ma se ne di- stingue pel numero minore dei giri (4 e non 5) per la man- canza di carene periferiche, e per la molto maggiore convessità dei giri. Onde far viemeglio apprezzare le località d' onde provennero le specie indicate, aggiungerò il seguente quadro : Specie provenienti dalle isole Molucche A. Gruppo di Amboina. Stenogyra Panayensis, Pp-. Aml)oina gracilis, Huttoii Amboina » aculeus, Tapp. Can Amboina Trochomorpha planorbis, Less Amboina Hyalina Amboynensis, Mart Amboina Bulimus laevus, Muli Molucche » sinistralis, Reeve Molucche » — var. decolor, Tapp. Can. .... Molucche Helix argillacea, Fér Molucche » rubra, Albers Molucche u ungulina, L Molucche » molliseta, Pfr. Moluccha » leptocheila, Tapp. Can Molucche zonaria, L. var. B Molucche >' " var. C Molucche » » var. D Molucche » « var. coluber, Fér Molucche » " var. M Molucche " Collis, MoHsson Molucche zebra, Pfr Molucche devincta, Tapp. Can Molucche » zoaulata, Fér Molucche MOLLUSCHI DELLE MOLUCCHE E DI SELEBES 169 Nanina citrina (L.) Molucche >> var. unicolor, Tapp. Can Seram » » var. albocini^ta, Tapp. Can Amboina » » va)', dimidiata, Mart Goram » >) var. praetexta, Mart Seram » cincta (Lea) Molucche Cyclotus guttatus, Pfr Molucche Aniboynensis, Pfr Amboina-Seram Leptopoma vitreum (Less.) Seram-Goram » bicolor, Pfr Seram-Amboina » » var. dimidiatum, Ta2W- Can Molucche » cinctellum, Pfr Molucche Helicina suturalis, Mart Amboina » oxytropis, Graij Amboina » Idae, Pfr Amboina » derepta, Ta2]p. Can Amboina B. Gruppo di Ternate. Helix loxotropis, Pfr Halmahera » zonaria, L. var. A Halmahera exceptiuncula, Fér Plalmahera .. lanceolata, Pfr Halmahera » lampas, MuUer Halmahera » pyrostoma, Fér. Halmahera » » var. bucculenta, Tapp. Can Halmahera var. extincta, Tapp. Can Halmahera Nanina aulica, Pfr Halmahera sp. II. MOLLUSCHI TERRESTEI DI SELEBES 1. IBulimus {Amphidromus) siilistx>a,lis , Reeve. (per la sinonimia vedi retro, p. 147). Due esemplari ; uno di Kema, N. E. di Selebes ; 1' altro pure di questa parte dell' isola , ma raccolto presso il lago di Goron- talo (Beccavi). Questi individui si riferiscono ambedue alla fig. 2 b della tav. 21 della celebre opera del sig. v. Martens. Differiscono però fra di loro nelle proporzioni, poicliè DEL CAPITANO ARMATORE Enrico D' Albertis VI. ORTOTTERI di A. De Bormans On verrà , d'après rénunièratioii suivante des quelques Or- tlioptères recueillis aux lies Canaries pendant le voyage du Yacht « Corsaro » , que la faune Orthoptérologique de ces ìles est presque iemblaLle à celle de l'Algerie. Fam. FORFICULARIA. Gen. Aiiisola.'bis Fieber. 1. A. annulipes Lucas. Forficesila annulipes Lucas, Ann. Soc. Entom. de Fi'ance, st'r. 2. V, p. LXXXIV (1847). Espèce répandue sur tout le littoral méditerranren, dans touto l'Afrique et dans l'Amérique du Sud. Elle a été signalée des ìles Canaries par Brullo sous le nom de Forficula annidata Fab. ainsi que j'ai pu le verifier au Mu- seum de Paris où le type de I>rullé existe encore. Trouvée abondamraent par M.'" Heer aux environs de Funchal (Madère). Habitat: Madóre, Lanzerote (Aoùt 1882). Gen. Forfìculji Linné. 2. F. auricularia Linné, Syst. Nat. II, p. GSG (17G7). Cette esj)rce est répandue dans tonte l'Europe, l'Asii» Alineure, le Nord de l'Afrique et rAnu''ri(jue du Nord. ORTOTTERI DEL CORSARO 177 Les individus des iles Canaries ne different en rien de ceux d'Europe. Habitat: Madére (Aoùt 1882). Fam. BLATTODEA. Gen. Perì pianeta, Burmeister. 3. P. orientalìs Linné. Blatta orientalìs Linné, Fauna Suec. n. 862 (1745). Espèce cosmopolite. Habitat: Hot Alboran, dans la Mediterranée (3 Septembre 1882). 4. P. americana L. Blatta americana Linné, Syst. Nat. II, p. 687 (1766). Espéce cosmopolite. Habitat: Arrécife (Ile Lanzerote). Gen, Panchlora Burmeister. 5. P. Maderae Fab. Blatta Maderae Fabricius, Entom. Syst. II, p. 6, n. 2 (1792). Espéce à peu prés cosmopolite. Habitat: Arrécife (lie Lanzerote). La larve est ovalaire , brune avec les incisions de chaque segment plus pàles. Chaque anneau dorsal trés rugueux se ter- mine latéralement par un triangle à pointe emoussée et prolon- gée en arriére, noir antérieurement , jaune postérieurement. Les cerei sont noirs avec la pointe jaune; les organes géni- taux de forme identique à celle de ces appendices chez l'insecte parfait. Cette larve qui mesure 25 mill, de longueur sur 8 mill, de largeur au milieu, est absolument aptére. L'oothéque d'une fe- melle (encore à demi-adhérente au ventre de celle-ci) est ouverte, et laisse voir trois petites larves de 6 mill, de longueur, blan- ches avec les yeux noirs. L'une d'elles a la moitié antérieure du corps en dehors de la coque. Je ne sais si ce fait est accidentel, A7in. del Mus. Civ. di St. Nat- Voi. XX. (20 Dicembre 1883). 12 178 A. DE BORMANS ou, si, chez la P. Maderae, la larve sort de l'oothéque avant que la femelle ait depose sa coque. Fam. ACRIDIODEA. Gen. DEpaox'omia Fiscii. fr. 6. E. strepens Latr. Acridium strepens Latreille , Hist. Nat. Crust, et Ins. XII , p. 154 (1804). Signalée des lies Canaries })ar Brulle sous le nom à' Acridium vii latum . , Trouvée pros de Funchal (Madère) et sur les niontagnes voi- sines par M.'^ Heer, avec la suivante. Cette espèce habite toute l'Europe tempérée, l'Algerie, I'Egypte et l'Asie Mineure. Ilabilal: Ile de Ténérifìe, Aoùt 1882. 7. E. thalassina Fab. Gryllus ihalassinus, Fabricius, Entom. Syst. II, p. 57 (1793). Signalée des lies Canaries par Brulle sous le nom à! Acridium laetmn. Cette espèce habite les mèmes localités que la précédente , mais s'étend plus au Nord. Habitat: Madère, Aoùt 1882. Les individus que nous avons sous les yeux sont de taille or- dinaire, bruns sans trace de vert, ils offrent une bande longi- tudinale jaune au milieu du prothorax, et les carònes latérales de celui-ci son limitées extérieurement par une bande de méme couleur ce qui leur donne l'aspect de certains Stenohothrus; en outre les taches blanches du champ marginal de l'élytre sont très petites et ne dépassent pas la veine radiale antérieure. Gen. ^pliing'ouotus Fieber. 8. S. caerulans L. Gryllus (Locusta) caerulans Linné, Syst. Nat. I, pars II, p. 701 (17G6). ORTOTTERI DEL CORSARO 179 Indiqué de toute l'Europe tempérée, de Syrie, Turkestan, Egypte, Algerie, Madóre et de l'ile de Cuba. Habitat: G. Salvage, 5 Aoùt, Lanzerote, 16 Aoùt, Ténériffe, Aoùt 1882. Les exemplaires recueillis sont nombreux, de couleurs variées, mais tous de très petite taille. 9. S. callosus Fieb. Oedipoda (Sphmgonotus) callosa, Fieber (1853), Synopsis der europ. Orthopt. ? Acridium asperuni Brulle, Barker- Webb, Hist. Nat. lies Ca- naries II, 2, p. 77, Tab. V, fig. 14. Cette espèce peu répandue est indiquée de: Espagne, Sarepta (bord du Volga) Oran (Algerie) et Jaffa (Syrie). Habitat: Lanzerote, 16 Aoùt 1882. Gen. A-erotylus Fieber. 10. A. patruelis Sturm. Gryllus patruelis, Sturm, Herrich-Schaffer, Fortsetz. von Pan- zers Fauna Ins. Germ. Fase. 157, tab. 18 (1840). Indiqué de I'Espagne , Sud du Tyrol , Sud de la Dalmatie , Grece, Ligurie, Ile Ténériffe {Cìiarp. Germ.), Asie Mineure, Al- gerie, Egypte, Zanzibar. Habitat: Ténériffe, Aoùt 1882. 11. A. longipes Charp. Oedipoda longipes Charpentier, Orthopt. descr. et dep. Tab. 54 (1845). Signalé de la partie orientale du littoral Européen de la Mediterranée, d'Algerie, de Dongola, d'Abyssinie, de Zanzibar. Habitat: Lanzerote, 16 Aoùt 1882. Gen. F*aeliytylus Fieber. 12. P. nigrofascìatus De Geer. Acridium niyrofasciatum De Geer, Mém. pour serv. à l'hist. des Ins. Ili, p. 493, tab. XLI, fig. 5 (1773). 180 A. DE BORMANS Espèce répandue dans presque toute l'Europe tempérée , en Algerie, Asie Mineure, Turkestan, en Chine, dans l'Ile de Ter- nate, au Cap de Bonne Espérance. Hahilal: Madère, Aoùt 1882. 13. P. cinerascens Fab. Gryllus cinerascens Fabricius, Entom. syst. II, p. 59 (1793). Signalé de toute l'Europe, des lies Canaries, de tout le Nord de l'Afrique, de l'Egypte, de l'Asie Mineure, de Syrie, de l'Ile Maurice, de Java, du Japon, de Manille, de la Nouvelle Zelande. Habitat: Ténériffe, Aoùt 1882. Gen. Sclxìiii^toeerea Stal. 14. S. peregrina Oliv. Acridium peregrimim Olivier, Voyage dans l'Empire Ottoman II, p. 424 (1807). Cotte espèce dont les devastations sont si terribles est répandue de la Chine au Senegal. Habitat: Arrécife (Ile Lanzerote). Gen. Ctiloptonus Burmeister. 15. C. italicus Linné. Gryllus italicus Linné, Syst. Nat. II, p. 701 (17GG;. Espèce répandue dans toute l'Europe tempérée, elle ne parai t pas dépasser au Sud: Chartum et à l'Est la Syrie: Trouvée près de Funchal (Madère) par M.*" Heer. Habitat: Var. sicula Burnì, (aìles incolores) : Ténériffe, Aoùt 1882; var. {clerica Serville (aìles rouges); Hot Alboran , dans la Mediterranée, 3 Septembre 1882. Fam. LOCUSTODEA. Gen. I?latycleis Fiebi-r. 1Q. P. iaticauda Briinncr. IHalijclcis Iaticauda Brùnnor do Wattenwyl , l'rodi'oiiius dcr europ. Orthopt. p. 349 (1882). ORTOTTERI DEL CORSARO 181 Cette espèce tròs voisine de P. intermedia Serv., n'a encore été rencontrée qu'à Messine et à Bòne (Algerie). Habitat: Ténériffe, Aoùt 1882. Gen. I>ecticus. 17. D. albìfrons Fabr. Locusta alhifrom Fabricius (1793), Entom. syst. II, p. 41. Répandu sur tout le littoral méditerranéen, Asie Mineure, Al- gerie, Madère. Habitat: Ténériffe, Aoùt 1882. Fam. GRYLLODEA. Gen. Oryllus Linné. 18. 6. bimaculatus De Geer, Mémoire pour ser. à l'hist. des Ins. Ili, p. 521, tab. XLIIl, %. 4. Cette espéce habite l'Europe Meridionale, toute l'Asie et tonte l'Afrique. Trouvée abondamment aux environs de Funchal (Madère) et sur le Mont Pico Bodes, en Déeembre et Janvier par M. Heer. Habitat: Ténériffe, Aoùt 1882. 19. G. domesticus Linné, Syst. Nat. ed. X, I, p. 428 (1758). Cette espèce habite presque toute l'Europe, mais seulement dans les maisons, tandis' qu'à Madère elle parait vivre en liberté. Elle est signalée aussi d'Egypte. Habitat: Madère, Aoùt 1882. Description d'un genre noQveau ^Arachnides et rcmarques sur la famille des Archaetdae, par E. L'Arachnide qui fait I'objet de ce mémoire est voisin de YEriau- chenus Workmanni de Madagascar, décrit récemment par le Rev. 0. P. Cambridge Q) ; il en diffère cependant générique- ment par la forme de la partie céphalique qui au lieu d'etre verticale et fortement dilatée au sommet est presque parallèle et dirigée en avant, par la position des yeux qui au lieu de former deux groupes de chaque coté de la dilatation céphalique , sont disposes en deux rangées transverses presque parallèles , par la longueur encore plus grande des chélicères, en effet, chez Eriauchenus ces organes atteignent par leurs extréraités le ni-' veau des lames-maxillaires et du plastron, tandis que cliez Lan- dana ils le dépassent beaucoup, enfin par la presence d'é{)ines aux pattes et la forme de la piece labiale. Le trait le plus remarquable de I'organisation de ces Arach- nides est la separation nette des chélicères et des organes buccaux; comme le Rev. Cambridge I'a déjà fait observer , 1' allongement exagéré de la tète ne se produit pas ici au depend de la region oculaire comme chez beaucoup d'espèces du groupe des Erif/one ( Walckenaem acuminata) mais au depend de la region , ordinai- rement très réduite , qui séparé les chélicères des lames-maxil- laires, il en resulto que celles-ci gardent leur position normale au niveau des hanches de la première paire de pattes, tandis que les chélicères entrainées par l'allongement de la partie anté- rieure du céphalothorax sont projetées en avant à une grande distance. Les Eriauchenus et les Landana fournissent une nouvelle preuve de l'homologie des chélicères et des antennes , l'analogie fonctionnelle qui seule pouvait encore les faire régarder comme des mandibules par quelques auteurs , disparait ici compléte- (') Proceed. Zool. Soc Lond., 1881, p. 767, pi. LXVI, f. 2. NOUVEAU GENRE d'aRACHNIDES 183 ment , les chélicères occupant chez ces araignées la position ordi- naire des antennes et ne pouvant concourir d'aucune manière à la manducation. Le Rev. 0. P. Cambridge ne se prononce pas sur la place que doit occuper dans la classification le genre Eriauchenus, il le laisse provisoirement dans la famille des Theridionides, pros des Argyrodes E. S. et des Ariamnes Th., mais il ajoute « I have no hesitation in foimding a new genus on this Spider; and very probably the future discovery of other allied species will necessitate the formation of a new family for them » . Dans la nature actuelle c'est avec les Theridionidae et avec les Epeiridae de la sous-famille des Tetragnathinae que ces cu- rieuses araignées offrent le plus de rapports, mais des affinités encore plus étroites nous paraissent les rapprocher de la famille fossile des Archaeidae. Les Archaea nous sont malheureusement inconnus en nature, et nous ne pouvons en parler que d'après les figures de C. L. Koch dans V ouvrage de Berendt Q). Chez ces araignées la partie céphalique, sans étre allongée en forme de cou, est néanmoins très bien séparée du plan thora- cique, elle s'éleve brusquement en large lobe, un peu comme chez les EresuSj, mais tandis que chez ces derniers les chélicères restent inférieures et verticales , chez les Archaea elles sui- vent l'élévation frontale et laissent un large espace entre leur base et les lames-maxillaires , cette disposition est bien indiquée sur la figure de VA.paradoxa 9 (1. e, pi. 11, f. 9). Les yeux au nombre de huit forment deux groupes , de chaque coté de la saillie frontale et leur disposition est exactement la méme que chez V Eriauchenus. Les pattes fines et longues sont dans les méme.=? proportions et également pourvues d' un article ungui- fére. Les chélicères sont également longues, étroites et projetées en avant, elles different cependant de celles des genres actuels par la grande longueur du crochet, enfin la patte-màchoire est également très courte. {') Organische Reste ina Bernstein, Berlin 1854, t. 1, pi. II. 184 E. SIMON Koch ne reconnaissant aux Archaea aucun rapport avec les types actuels en avait forme une famille complétement isolèe. Menge avait d'abord signaló certaines analogies entro les Ar- chaea et les Tctmrjnaiha et ensuite, moins bien inspirò, avec les Thomisidae. Si nos provisions sont justes, ce que décideront les natura- listes assez heureux pour avoir à leur disposition des specimens à! Archaea, la famille des Archaeidae devra ótre maintenue avec adjonction des deux genres Eriauchenus et Landana. Les caractères des genres pourraient se résumer ainsi: 1. Gephalothorax parte cephalica longe producta. Chelae a laminis maxillaribus late di^unctae. Chelarum ungues brevès . . 2 Gephalothorax parte cephalica crassa , elevata, haud vai vix producta. Chelae a laminis maxillaribus parum remotae. Che- larum ungues longi et arcuati Archaea K. et R. 2. Processus cephalicus verticalis ad apicem late diiatatus fere orbicularis. Pars labialis longior quam latior ad apicem breve emarginata. Pedes haud aculeati Eriaitchemts eh. Processus cephalicus antice obliquus, apicem versus haud incrassatus. Pars labialis latior quam longior haud emarginata. Pedes aculeati Landana E- S. Genus IL celelbensis, n. sp. Oblong, convex, black, closely covered with white scales; thorax rugose ; elytra obsoletely punctured and rugose , a spot at the middle and the apex , whitish ; femora distinctly toothed. Length 2 7^ " ^ lines. Head closely covered with white scales, front impressed with a central obsolete longitudinal groove; episteme transverse, finely punctured, black, without scales, its anterior margin slightly concave at the middle; palpi slender, pale fulvous, the terminal joint black; antennae, half the length of the body, the first joint incrassate, the second not much shorter but thinner, third and following joints rather slender and elongate, the terminal joints sHghtly thickened. Thorax subcylindrical, the lateral margin only visible near the base, surface closely and transversely rugose, irregularly covered with white scales, espe- cially near the sides. Scutellum subquadrate or oblong, the apex more or less truncate. Elytra convex , the last third rather sud- denly deflexed towards the apex ; entire surface irregularly ru- gose, punctured and covered with white scales which form a .spot at the middle and are more closely placed near the base 196 MARTIN JACOB Y and apex. Underside and legs also closely covered with scales. All the femora armed with a stout tooth , tibiae simple ; claws bifid; prosternmn very broad, slightly widened posteriorly. Celebes, Kandari, March 1874 (Beccari). I have referred the two specimens before me to M.'' Baly's genus Piomera , although not without consideraljle doubt, as one of the principal characters, the large anterior thighs, pe- culiar to the genus, is l)ut slightly expressed. The other struc- tural characters are however present. The insect bears a great resemblance to a species of Curculio; when viewed sideways with a lens, the elytra are seen to be furnished with numerous stiff erect fulvous hairs. The rather large size and Ijlack and white colour will distinguish the present species from most other allied forms described in M."" Baly's monograph of the Malayan Phytophaga. 11. Rhyparida, l>ieolor , n. sp. Black; base of the antennae, head and tliorax and the base of the anterior femora, fulvous. Thorax impunctate. Elytra fi- nely punctate-striate. Anterior femora dentate. Length 2-3 Hues. Head impunctale, shining fulvous; epistome separated from the face, not longer than broad, wedgeshaped, scarcely visibly punctured, its anterior margin very slightly concave. Labrum and palpi fulvous; jaws black. Antennae of about half the length of the body, black, the two Ixisal joints fulvous. Thorax transversely convex , the sides distinctly rounded , the anterior angles armed with an acute tooth , surface entirely impunctate, shining fulvous. Scutellum of the same colour^ a little longer than broad. Elytra wider at the base than the thorax, with a short and rather distinct transverse depression below the base , the latter slightly raised , surface finely but regularly punctate- striate, the sti'iae entire but more finely impressed near the apex, intei'sticos plane. Anterior femoi-a armed with a distinct tooth. Sumatra , Mt. Singalang (0. Beccari). NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 197 Allied to R. alternata and R. nigripennis Baly. Separated from either by the shining and impunctate head and thorax , the finely punctured elytra and the colour of the anterior femora. The genus Rhyparida, established Ijy M.'' Baly, seems to rival in the numbers of its species the genus Colaspis of the new world, which it resembles somewhat in general appearance. The emargination of the four posterior tibiae and the bifid claws distinguish principally the genus Rivjparida which however con- tains some species which on account of the convexity of the anterior thoracic episternum ought to be separated and placed in another genus. The determination of the species is often very difficult more than 70 having been described by M.'^ Baly. I am compelled to augment again considerably this number, as those contained in the present collection seem all of them un- described as an examination of M.'" Baly's types in the British Museum, has proved to me. 12. Rlxyparicla, strig-icollis, n. sp. Light fulvous. Head impunctate. Thorax closely strigose-punc- tate. Elytra strongly punctate-striate, more finely towards the apex. Length 2 lines. Head opaque , impunctate with the usual longitudinal groove ; episteme distinctly separated, as broad as long, finely and ra- ther closaly punctured , its anterior margin distinctly concave at the middle ; eyes almost entire. Antennae rather more than half the length of the Ijod}? , entirely fulvous. Thorax twice as broad as long , the sides regularly rounded , all the angles devoided of any tubercles, surface very closely and finely punctured , the punctures at the sides having the appearance of striae. Scu- tellum distinctly broader than long. Elytra very obsoletely de- pressed below the base , strongly punctate-striate , the punctua- tion close but finer towards the apex, the space in front of the lateral margin somewhat compressed and advanced in shape of a blunt ridge. Anterior tiljiae in the male, dilated at its latter half. 198 MARTIN JACOBY Ternate (0. Beccari). Allied to R. sordida but separated by the fine and close punctuation of the thorax, the broader scutellum and general colour of the insect. 13. Ffclxyparida melancliolica, n. sp. Broadly-ovate, convex, piceous. Head impunctate. Thorax shi- ning, nearly black, sides strongly punctured. Elytra convex, rather deeply punctate-striate. Femora unarmed. Length 2 ^j^ lines. Head impunctate, opaque, a narrow space in front of the eyes, fulvous, inner border of the latter distinctly emarginate; episteme broader than long, separated from the face, its an- terior margin very slightly concave-emarginate , surface with a few but distinct punctures. Labrum fulvous. Antennae less than half the length of the body, fuscous, four or five lower joints, testaceous. Thorax transverse , its sides very rounded and so- mewhat dilated towards the middle, all the angles armed with a short tooth, surface shining black, the disk with a very few fine punctures, the sides very deeply but distantly punctate. Scutellum not longer than broad , its apex rounded. Elytra scar- cely visibly depressed below the base , their posterior part very convex, surface moderately deeply punctate-striate, the punctua- tion getting finer towards the apex , the interstices very shghtly convex; their colour is a brownish piceous. New Guinea, Ramoi (0. Beccari). Separated by the colour of the head, the scarcely emarginate episteme, the shining black thorax the disk of which is nearly impunctate and the convex elytra. 14. Rliypai*ida. toasalis, Baly. New Guinea, Andai (L. M. D'Albertis).' Australia, Somerset (Cape York) (L. M. D'Albertis). The australian specimen ditiers from the New Guinea one NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 199 in the more finely punctured elytra, but in no other respect. The thorax in the present species is opaque and entirely im- punctate, as well as the entire head and the episteme, by which character it may be principally known. 15. Rliyparida terminata, n. sp. Oblong, parallel, fulvous. Thorax extremely finely punctured. Second and third joints of antennae subequal. Elytra finely punc- tate-striate, black, sides near the apex and the latter , testaceous. Var. Elytra entirely black. Length 1^1^-2 lines. Head impunctate with a short longitudinal central groove ; episteme not separated from the face , broader than long , ra- ther closely and strongly punctured, its anterior margin deeply concave-emarginate at the middle. Antennae two thirds the length of the body , rather robust , the third joint but little longer than the second, the rest slightly and gradually thi- ckened. Thorax fulvous, scarcely twice as Inroad as long, the sides strongly rounded, all the angles more or less distinctly toothed, surface extremely minutely and rather closely punctured. Scutellum fulvous or piceous. Elytra not depressed below the base, finely punctate-striate , the punctuation becoming nearly obsolete towards the apex , interstices flat , very minutely punc- tured, surface of a piceous or black colour, the apex and sides near the latter, testaceous. Legs of the same colour or more or less stained with piceous, unarmed. New Guinea, Fly River (L. M. D'Albertis). This species may be recognised by the sul^equal second and third joints of the antennae in connection with the not sepa- rated episteme, and the colour of the elytra. IG. Rliypai'icla opaeipennis, n. sp. Broadly-ovate, greenish black below. Antennae and legs ful- vous. Thorax strongly punctured, greenish, opaque. Elytra coar- 200 MARTIN JACOBY sely punctate-striate anteriorly , finely posteriorly , greenish , or ol)Scure fulvous, opaque. Length 4-4 y, lines. Head swollen at the vertex, with the usual longitudinal groove , covered wnth oblong punctures ; episteme separated from the face by a deep groove, not broader than long, its anterior margin very deeply concave-emarginate , surface stron- gly and rather closely punctured. Antennae more than half the length of the body , slender , entirely fulvous. Thorax transver- sely convex, distinctly narrowed anteriorly, the sides rather strongly rounded, all the angles acute but scarcely produced, surface finely punctured at the disk, very strongly at the sides, the punctuation irregularly distributed and not extending quite to the lateral or basal margin. Scutellum scarcely broader than long , subangulate towards the apex. Elytra very slightly broa- der at the base than the thorax without basal depression , deeply and distantly punctured anteriorly , the punctures transverse and getting gradually finer and almost obsolete near the apex, the interstices somewhat sulcate near the base, but smooth and flat posteriorly. Femora simple. New Guinea, Fly River (L. M. D'Albertis). Allied to R. nigroaenea Baly, but separated by the opaque greenish or brownish upper surface, the bright fulvous legs and antennae , and the punctuation of the elytra which is remote and transverse in regard to the single punctures, also differing in the impunctate interstices, and the shape of the epistome. 17. PJliyparida sul^costata, n. sp. Ovate, fulvous or testaceous. Head impunctate. Thorax mi- nutely punctured. Elytra striate-punctate, the interstices convex laterally, with an obli(|ue short costa at the shoulder. Length 2 V2 lii^^s. Head impunctate; epistome obsoletely separated from the tace, scarcely longer than broad, impunctate, its anterior margin very slightly concave. Antennae of about half the length of the NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 201 body , fulvous , the outer joints rather short. Thorax much nar- rowed in front, the sides rounded, surface finely and rather closely punctured. Elytra with about ten regular and deeply impressed striae which are scarcely visibly punctured, the in- terstices being convex near the sides; from the humeral callus which is distinctly raised and elongate, a short oblique costa runs to the lateral margin towards its middle interrupting the striae at the same place. Femora unarmed. Buitenzorg (Lansberge) ; Java , Tcibodas (0. Beccari). From R. pmguis and R. ovalis, the only species with which the present one can be confounded, the latter is distinguished by the costa at the shoulder and the unarmed femora. 18. IFtlxyparida laevifrons, n. sp. Fulvous. Head impunctate. Thorax extremely closely and fi- nely punctured. Elytra deeply depressed below the base, strongly punctate below the latter, impunctate near the apex. Length 2-2 7, lines. Head with a deeply impressed longitudinal groove, impunc- tate, opaque; episteme scarcely broader than long, separated from the face, its surface entirely impunctate; eyes nearly en- tire. Antennae two thirds the length of the body, entirely light fulvous. Thorax broadly transverse , its sides much rounded , the anterior angles obtuse, posterior ones with a short tooth, sur- face very minutely and closely punctured, with an obsolete transverse depression in front of the anterior margin. Elytra as broad as the thorax not much more than twice its length, the base distinctly elevated and transversely depressed, strongly punctured within this depression only , the base itself nearly impunctate , and the striae becoming very fine below the middle, but the fifth stria extending upwards to the base, the inter- stices plane and impunctate ; posterior femora with a very mi- nute tooth. New Guinea, Ramoi, Sorong, Andai (L. M. D'Albertis). From all similarly coloured species described by M.^' Baly , 202 MARTIN JACOBY the present one may be distinguished by the impunctate epi- steme, smooth head in connection with tlie basal elevation of the elytra and their punctuation. The nearest aUied species seems to be R. frontalis Baly, which has however a strongly punctured episteme and thorax. 19. Rliyparida, trilineata, Baly. This species, one of the largest of the genus, seems sui)ject to considerable variation , if indeed the four specimens contained in the Genoa Civic Museum do not represent a different but allied form. They differ in being of a uniform dark fulvous colour, the thorax being slightly darker and not coarsely (as M.^ Baly says) but finely and rather closely punctured; this character agrees however with a normally coloured specimen contained in my collection, which differs again as well as the specimens received from Genoa in the perfectly impunctate in- terspaces of the elytra which M.^" Bai}' describes as minutely punctured. New Guinea, Katau, Fly River (L. M. D'Albertis). 20. Ptlxyparida mox'osa,, n. sp. Broadly -ovate, dark bluish black. Four basal joints of the an- tennae, fulvous. Thorax distinctly punctured, its sides straight. Elytra more or less strongly punctate-^triate anteriorly, more finely posteriorly. Length 3 lines. Head convex, extremely finely punctured at the vertex, the epistome scarcely separated from the face, broader than long, closely and rather strongly punctured, its anterior margin very moderately concave; labrum fulvous. Antennae half the length of the body , the first four or five joints fulvous , the rest black and rather short and slightly thickened. Thorax twice as broad as long , the sides perfectly straight and strongly narrowed from base to apex, but very little dellexed anteriorly , all the angles NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 203 acute; surface more or less strongly and rather closely punc- tured (in some specimens finely punctate) at the disk, sides nearly impunctate. Scutellum rather broad, impunctate. Elytra not wider at the base than the thorax, obsoletely depressed below the former, strongly punctate-striate anteriorly, more finely towards the apex. Femora without teeth, unicolorous or dark piceous with a bluish gloss. Var. entirely black. Australia (Collect. Jacoby). New Guinea , Island of Yule (L. M. D'Albertis). » The short and broadly ovate shape, the straight or almost concave sides of the thorax in connection with the uniform bluish black general colour, will easily distinguish the present species from any of its allies. The shape of the thorax is quite different from that of any described species. I find the present one contained in M."^ Baly's collection under the name which I have retained for it, but not being able to find any published description I must conclude that it is a Manuscript name given to it by the author mentioned. 21. Rlxyparida nig-rosig'nata, n. sp. Oblong-ovate, subdepressed , fulvous; episteme separated from the face. Thorax finely punctured, with a spot and a longitu- dinal band at each side, black. Elytra distinctly punctate-striate anteriorly only, the suturai and lateral margin anteriorly, a spot at the base joined to a longitudinal stripe, abbreviated be- hind , black. Anterior femora dilated into a broad triangular tooth. Length 1 Y^ line. Head scarcely visibly punctured, face narrowed between the eyes, the latter very large, inner margin deeply sinuate; epi- steme broader than long , distinctly separated , its anterior mar- gin nearly straight, surface impunctate, labrum fulvous, jaws piceous. Thorax transverse, the sides regularly rounded, all the angles produced into a short but distinct tooth, anterior por- 201 MARTIN JACOBY tion rather strongly deflexeJ at tlie sides, upper surface some- what closely Ijut finely punctured near the sides, fulvous, nar- rowly margined with piceous , a small spot at each side as well as a short longitudinal band, narrowed at its middle, black. Scutellum ovate, fulvous. Elytra ))roader than the thorax, with a distinct transverse depression below the base, moderately deeply punctate-striate anteriorly , the punctuation entirely obsolete (with the exception of the suturai striae) behind the middle, su- turai and lateral margin anteriorly, a broad spot between the scutellum and the shoulder and extending from the base to the depression , black , an elongate stripe of the same colour extends from the shoulder to below the middle, before the latter this stripe is widened and joined to the other spot, below it, its inner margin is deeply concave. Anterior femora dilated into a broad triangular tooth, posterior ones with a small tooth. A single specimen from Sumatra, Kaju Tanam, August (0. Beccari). Sufficient characters unite in the present species, which is a true Rhyparida, to make it easily recognisable. 22. I^li.ypa.x«ida, clypeata, n. sp. Oblong-ovate, light fulvous. Head and clypeus smooth, im- punctate. Thorax finely and obsoletely puncture^. Elytra mo- derately deeply punctate-striate, the punctuation obsolete near the apex. Femora unarmed. Length 2-2 7-2 lines. Australia, Somerset (Cape York) (L. M. D'Albertis). From any other described species, the present one may be at once distinguished by the entirely impunclate head and cly- peus , which latter is not separated from the lace , but forms a single piece with the head. The latter is also devoid of the usual longitudinal groove in the male, while in the female there is but a slight indication of it when the insect is viewed sideways. The punctuation of the thorax is only visible under a strong lens, the thorax itself being transverse and narrow NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 205 and having the anterior angle produced into a short tooth. The punctuation of the elytra (which are slightly depressed below the base) becomes indistinct below the middle. The la- teral striae are distinctly shorter than those at the disk. Two specimens were obtained which agree entirely except in size. 23, Rlxypa,i*id.a eastanea,, n. sp. Oblong, dark or light fulvous. Episteme concave, coarsely punctured. Thorax very remotely but strongly punctate. Elytra depressed below the base , deeply punctate-striate , the interstices semiconvex. Length 3 lines. Head impunctate or extremely minutely punctured; episteme distinctly separated from the face, as long as broad, its ante- rior margin very deeply concave-emarginate , its surface trans- versely concave , with three rows of very deep punctures , placed transversely; eyes strongly emarginate at their inner margin. Antennae slender, of half the length of the body, entirely ful- vous. Thorax twice as broad as long, the sides regularly roun- ded , scarcely narrowed anteriorly , all the angles tuberculate , surface subopaque, with but few remotely placed but strongly impressed punctures; scutellum not longer than broad. Elytra moderately convex, obsoletely depressed below the base, regu- larly and deeply punctate-striate, the punctuation becoming finer towards the apex. Femora unarmed. New Guinea, Fly River (L. M. D'Albertis , 1876). There are two specimens of this species before me, one of a dark fulvous, nearly piceous, the other of a light fulvous co- lour; the nearest allied species seems to be R. geniciUata Baly and R. fuluipes Baly, from both of which it is separated by the impunctate head, the punctuation of the episteme and that of the thorax in connection with the shape of the former. R. ful- vipes is also described as having no depression below the base of the elytra. 206 MARTIN JACOBY 24. Rliypai'icla, sulblaevìeollis, n. sp. Oblong-ovate, fulvous, very shining; head impunctate, epi- steme separated from the face. Thorax punctured at the disk only. Elytra finely punctate-striate (9), strongly punctured in the male, very obsoletely at the apex. Length 2 ^g'^ lines. Head impunctate or extremely finely punctured when seen under a strong lens with an obsoletely raised central line and a short groove as usual; episteme distinctly separated from the face, broader than lung, its anterior margin deeply concave, surface distantly but deeply punctured. Antennae pale fulvous, almost as long as the body (d^). Thorax transversely convex the anterior angles with a small tubercle , the posterior ones , simple, surface finely and rather closely punctured at the disk , the sides and the base impunctate. Scutellum broader than long. Elytra with an obsolete depression below the base, strongly and regularly punctured anteriorly, the punctuation becoming very fine and nearly obsolete towards the apex. Femora un- armed. 9 . Broader and larger , elytra more finely punctured throughout. Amboina (0. Beccari, 1875). I am unable to refer this species to any of those described by M.'' Baly on account of the punctuation of the thorax in connection with the other characters pointed out. The insect is of a more shining upper surface than is usually the case in the other species. 25. Rliyparidti (][ua.di*ipustulata, n sj). Black below; head and anterior margin of tlie thorax, ob- scure fulvous, closely punctured. Elytra distinctly punctate- sti'iate , black, a suturai and apical spot, light fulvous; base of the femora and the tibiae, testaceous. NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 207 Var. elytra testaceous, the disk more or less stained with piceous. Length 1 line. Head finely and rather distantly punctured; clypeus scarcely separated from the face, not longer than broad, more deeply punc- tured than the head. Antennae thin and rather slender, pale testaceous, the intermediate joints piceous. Thorax twice as broad as long, the sides subangulate below the middle, strongly de- flexed anteriorly, all angles armed with a minute tooth; sur- face very obsoletely transversely depressed near the anterior margin, rather finely and closely punctured, piceous or black, the anterior margin darker or lighter fulvous. Elytra with a short Ijut distinct depression below the base , strongly punctate- striate, more finely towards the apex, black, an elongate spot at the humeral callus and a larger one near the apex, fulvous. Femora unarmed, piceous, their base testaceous. Tibiae enti- rely of that colour. New Guinea, Korido, Island of Miseri (Geelvink Bay) (0. Beccari). Numerous specimens of this small and distinct species were obtained by Doct. 0. Beccari. The light colour of the upper surface extends in some specimens so far as to leave only the middle part of the elytra, dark. The bifid claws show the spe- cies to belong to the present genus, the nearest allied form of which seems to be R. picla Baly, from which it may be at once distinguished by the distinctly punctured head and thorax and the pale antennae. ?6. JRliyparida apiealis, n. sp. Oblong-ovate, black. Head, basal joints of the antennae and the legs , fulvous. Thorax finely strigose-punctate at the sides , black. Elytra strongly punctate-striate anteriorly, the apex im- punctate, the latter and a spot at the shoulder, flavous. Var. the apex and shoulder spot of the elytra obsolete; legs piceous. 208 MARTIN JACOBY Length 1 V^-l V2 line. Head with a deep longitudinal ccmtral groove. Eyes very large distinctly notched and closely approached, the intermediate space much narrower than their diameter ( liypa.x*id.a. -viridaiia, n. sp. Oblong, black below; basal joints of the antennae and the legs fulvous. Head and thorax minutely punctured , dark me- tallic green; elytra of the same colour, finely punctate-striate. Length 1-1 '/g fine. Head extremely finely punctured at the vertex; episteme se- parated from the face by a fine transverse groove , broader than long with a few distant but deep punctures, its anterior 'margin threesinuate ; labrum fulvous. Antennae about half the 212 MARTIN JACOBY lengtli of the body, sliglitly and gradually tliickenod at the ter- minal joints, black, four basal joints testaceous. Thorax scar- cely twice as broad as long, narrowed anteriorly and greatly deilexed at the same place, surface impressed here and there with a few very minute punctures. Elytra very obsoletely de- pressed below the base , the striae very distinct but becoming obsolete towards the apex. Legs entirely pale fulvous; posterior femora very minutely toothed. New Guinea, Katau, June (0. Beccari). Amongst the small species, the present one may be distin- guished by its dark greenish upper surface , the pale fulvous legs and the almost impunctate thorax, 32. Rlxyparida. viridipennis, n. sp. Blackish green below; above dark metallic green. Labrum and base of antennae, fulvous. Thorax deeply and very re- motely punctured. Elytra very strongly punctured, obsoletely near the apex. Length 3 lines. Head narrowed between the eyes, the latter very large and prominent; vertex scarcely visibly punctured, with a deep lon- gitudinal fovea between the eyes; episteme longer than broad, very distinctly separated from the face, finely and rather re- motely punctured , its anterior margin concave-emarginate ; la- brum fulvous. Antennae half the length of the body, piceous, the first three joints fulvous. Thorax twice as broad as long , narrowed in front, the sides very moderately rounded, all the angles acute and pointed, surface shining, metallic green im- pressed with a few deep punctures, irregularly placed. Scu- tellum as broad as long, impunctate. Elytra convex, scarcely visibly depressed below the base , very strongly punctate-striate anteriorly , the punctures becoming entirely obsolete towards or below the middle, the interstices impunctate but slightly convex towards the sides and apex. New Guinea, Fly River, Ramoi (L. M. D'Albertis). NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 213 This species seems to be intermediate between R. fraternalis and purpurea Baly. It differs from the first in the distinctly separated episteme, in the shining not finely granulose thorax and in the basal depression of the elytra which in the present species is scarcely perceptible. R. purpurea is distinguished by the small eyes and the head, which is not narrowed between the former. 33. IVodostoma, lae vicoli is, n. sp. Subquadrate-ovate , convex, dark fulvous, shining. Antennae (three basal joints excepted) apex of femora, the tibiae and tarsi, black. Head and thorax impunctate. Elytra with strong basal depression, punctured within the latter only. Length 2 lines. Head entirely impunctate at the vertex ; encarpae separated by a single row of deep punctures; episteme forming a single piece with the front, impressed with a few very fine and di- stantly placed punctures ; labrum fulvous ; jaws black. Antennae more than half the length of the body the intermediate joints widened and somewhat flattened, three lower joints light ful- vous, the rest black. Thorax twice as broad as long, with a distinct transverse groove in front of the anterior margin, the sides evenly rounded, all the angles acute, the posterior ones produced in a short tooth, surface entirely impunctate. Elytra subquadrate, convex, with a distinct transverse depression be- low the base, the latter strongly raised, longitudinally sulcate within the humeral callus, the latter continued in a strongly raised costa to half the length of the elytra and limited within by a rather deep row of punctures , rest of the disk almost im- punctate with the exception of a single line of punctures accom- panying the suture and a few others within the basal depres- sion. Femora unarmed, their apex as well as the tibiae and tarsi entirely, black. Sumatra, Ajer Mantcior, August (0. Beccari), There will be no difficulty in distinguishing this species on 214 MARTIN JACOBY account of the impunctate head, thorax and elytra with the exception of the few punctures of the latter below the base. p]ven with a strong lens no punctuation is visible at the for- mer parts. In respect to the rounded sides of the thorax in the species before us which is has in common with several others described by M/ Baly, Chapuis remarks in his « Genera des Coléoptères » that if the angulate sides (generally peculiar to Nodostoma), are absent, there would be nothing to distinguish the genus from Nodina; the latter is however of totally different shape having more the appearance of a species of Lamprosoma on account of the width of the thorax which is as wide as the elytra. 34. IVodostoma Beccarii, n. sp. Oblong-convex, testaceous; head and- thorax impunctate ; ely- tra depressed below the base, distinctly punctured within the depression, extremely finely punctate-striate posteriorly, apex impunctate. Length 2 lines. Head entirely impunctate; eyes very large; episteme obsole- tely separated from the face by a transverse groove, broader than long: its anterior margin broadly angulate-emarginate at the middle, the sides obliquely cut; jaws piceous; antennae nearly as long as the body , slender , the terminal joints but very slightly thickened, entirely pale fulvous, the last joints obscure piceous. Thorax transverse, the sides very obtusely an- gulate behind the middle, from there to the apex narrowed and oblique, surface with a distinct transverse groove near the an- terior margin, entirely impunctate. Scutellum about as broad as long. Elytra with a deep transverse depression below the base, the latter raised, the elevation limited posteriorly and la- terally by a circular row of deep punctures , rest of the disk scarcely visibly punctate; the suture narrowly obscure piceous, or dark fulvous. Legs elongate, testaceous, tarsi darker; an- NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 215 terior femora much thickened and armed with a very minute tooth. Java, Sinagar, April (0. Beccari), 35. IVodostoma, o^rnatissima., n. sp. Broadly ovate, metallic green below. Antennae robust, two basal joints and the base of the femora fulvous. Thorax augn- iate at the sides, closely punctured, the anterior and lateral margin, metallic green, disk reddish cupreous. Elytra with basal depression, distinctly punctured, blackish at the disk, suturai and lateral margin, metallic green, a broad band from the shoulder to the apex, purplish violaceous, margined with cu- preous. Femora dentate. Length 2 Y2 lines. Head metallic green , finely and closely punctured at the vertex with a short but distinct central longitudinal groove; episteme not separated from the face, longer than broad, clo- sely rugose-punctate anteriorly , . the anterior margin modera- tely concave ; labrum fulvous. Antennae scarcely half the length of the body, robust, the terminal joints rather compressed and widened, black, two basal joints fulvous. Thorax transversely convex, the sides augniate behind the middle, entire surface co- vered with distinct punctures, more strongly impressed at the sides but nearly disappearing along the anterior margin; the latter and the sides more broadly metallic green, rest of the surface reddish cupreous. Scutellum subquadrate, cupreous. Ely- tra quadrate , ovate , very convex , broader than the thorax , di- stinctly depressed below the base, distinctly punctate-striate , the punctures as usual more deeply impressed anteriorly and wi- thin the basal depression, than posteriorly, the disk near the suture nearly black, the suturai and lateral margin metallic green, a dark violaceous bluish or purphsh band commencing at the shoulder extends to the apex at which place it is double the width than at its commencement. Femora bright fulvous 216 MARTIN JACOBY at the base, knees metallic green; tibiae and tarsi violaceous blue. New Guinea, Wa Samson, February (0. Beccari). Of this beautiful species only a single specimen was obtained. 36. Nodostoma, violacea, n. sp. Ovate; blackish below; legs piceous. Antennae pale fulvous; above dark violaceous blue; head finely and distinctly, thorax deeply punctured ; elytra strongly punctate-striate anteriorly , more finely towards the apex. Length 1 ^/^ line. Head finely and very distantly punctured; labrum fulvous; antennae of half the length of the body, slender, filiform, en- tirely pale fulvous. Thorax transversely convex, the sides evenly rounded, with a very distinct transverse groove in front of the anterior margin , the disk covered with deep and oblong but not very closely placed punctures, the sides more closely and coarsely punctate. Scutellum about as broad as long. Elytra wider at the base than the thorax, subquadrate oblong, very convex, distinctly depressed below the base and within the hu- meral callus, the latter very swollen and divided by a deep groove, anterior portion of the elytra strongl}^ punctate-striate, posteriorly more finely punctured, interstices slightly convex towards the base; from the shoulder a strongly raised costa runs parallel with the lateral margin towards the apex where it is gradually lost. Femora swollen, dark piceous with a vio- laceous tint, the posterior ones with a minute tooth. Tibiae lighter piceous. Celebes, Kandari, April (0. Beccari). I must separate this species from N. piceipes Baly to which it seems closely allied, on account of the entirely violaceous upper surface, the linoly not coarsely punctured head and the shorter antennae. NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 217 37. ^odostoma. iua,i*^ina,ta,9 n. sp. Oblong, short, metallic green below; above reddish cupreous, the thorax and elytra margined with metallic green. Thorax closely punctured. Elytra transversely depressed below the base, finely punctate-striate. Femora unarmed. Length 1 Yg lii^®. Head remotely but distinctly punctured , metallic green , mid- dle of front stained with cupreous: epistome not separated, punctured like the head; labrum metallic. Antennae more than half the length of the body, stout, black, two basal joints ob- scure fulvous. Thorax transverse, more than twice as broad as long, the sides regularly but slightly rounded, with a narrow transverse groove close to the anterior margin, surface rather closely covered with very distinct punctures, the space near the margins nearly impunctate; scutellum subpentagonal, slightly broader than long, impunctate, metallic green. Elytra subqua- drate-ovate, convex distinctly but not very deeply excavated below the basilar space, the latter slightly raised and impunc- tate, strongly punctate-striate near the suturai and lateral mar- gin and within the depression , rest of the surface finely punc- tate, the extreme apex impunctate, the interspaces flat. Femo^-a and underside metallic green, tibiae obscure cupreous. Java, Tcibodas, October (0. Beccari). Allied apparently to R. pwyiireipemie Baly, but differing in the metallic not black underside , the closely punctured thorax, the sides of which are not dilated and in the colour of the latter and elytra. 38. ^N^odostoxna. sumatrensis, n. sp. Oblong, piceous or fulvous below; base of antennae fulvous; thorax coarsely punctured, fulvous; elytra strongly punctate- striate anteriorly, more finely towards the apex, fulvous, a suturai broad band, narrowed posteriorly and a narrower one 218 MARTIN JACOBY near the lateral margin , black ; apex of the tibiae and the tarsi, black. Var. a. thorax entirely black. Var. b. fulvous above, elytra with a narrow transverse black band below the base, tibiae and tarsi fulvous. Var. c. above and the tarsi entirely fulvous. Length 1 Ya ^i"^®- Head very distinctly but not very closely punctured , episteme not separated from the face , punctured like the head ; antennae fihform, slender, four lower joints fulvous, the rest black; thorax twice as broad as long, distinctly angulate behind the middle, surface closely covered with deep punctures; scutcllum oblong its apex subtruncate ; elytra parallel , oblong , strongly punctate-striate anteriorly, the punctuation getting gradually finer towards the apex with a deep transverse depression below the base, the latter elevated. Femora with a minute tooth. Sumatra, Kaju Tanam, August, Mt. Singalang, July, Ajer Mantcior August; Java, Tcibodas, October (0. Beccari). I have taken for the type, the specimen most plainly mar- ked, between it and the above varieties, there are still some intermediate forms. I cannot recognise the present species a- mongst the many described by M.^ Baly; on account of the filiform not compressed antennae it must be placed in this author's section C. The coloration of its upper surface in con- nection with the basal elevation and depression of the elytra, will help to distinguish the present species. 39. IVodostoma, a.x*ueiisis, n. sp. Oblong, convex, black below, above metallic green; an- tennae stout , outer joints compressed ; thorax coarsely punctu- red at the sides, more finely at the disk; elytra deeply punc- tate anteriorly, costate at the sides, metallic green, the lateral margin obscure cupreous. Length 1 line. Head sti-igose-punctate at the vertex; episteme not separated NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 219 from the face, deeply but not closely punctured; sparingly co- vered with whitish hairs, its anterior margin angulate-emargi- nate at the middle; labrum piceous; palpi fulvous; eyes rather large, round, entire; antennae of half the length of the body, rather stout, the last seven joints thickened, black, the four basal joints fulvous, the first stained with metallic green above. Thorax convex, not more than twice as broad as long, the sides obsoletely angled behind the middle, disk very strongly and rather closely punctured at the sides , more finely punc- tured at the middle; scutellum broad, subquadrate, impunctate; elytra broader than the thorax, deeply transversely depressed below the base, the latter distinctly raised, longitudinally sul- cate within the humeral callus, very deeply punctured within the basal depression and near the lateral margin , rest of the disk more finely but very distinctly punctured, an indistinct short costa runs from the shoulder parallel with the lateral margin, disappearing before the middle; an obscure purplish aeneous stripe is placed from the middle to the apex of the elytra near the lateral margin. Posterior femora bluish, unarmed. Aru Islands, Wokan (0. Beccari). 2 specimens. Separated from N. pulchellum Baly, to which the present species is closely allied by the thorax, which is not elevate-re- ticulate, the longitudinally strigose base of the head and the colour of the elytra. 40. IVodostoma pieeipes, Baly. Celebes, Kandari, April (0. Beccari). The specimens obtained at the above locality , differ from the type in having the antennae scarcely more than half the length of the body and the femora without any teeth , but as I cannot discover any other differences I prefer to consider the speci- mens before me as local varieties. The species may be reco- gnised by its entirely pale fulvous antennae, the metallic green upperside and the strongly punctured thorax. 220 MARTIN JACOBY 41. IVodostoma rugosa, n. sp. Oblong , convex , light fulvous. Thorax angulate at sides , coarsely punctured. Elytra costate , the interspaces transversely rugose and deeply punctured; below oljscure piceous. Length 1 ^2 li'^s- Head rather long, strongly but not very closely punctured; eyes large, distinctly emarginate ; episteme indistinctly separated from the face at the sides , coarsely punctured ; labrum piceous ; jaws fulvous, their apex black. Antennae two thirds the length of the body, slender, filiform, pale fulvous, the two apical joints wanting. Thorax transverse, the sides distinctly angulate below the middle, surface very coarsely and deeply punctured, the interstices elevate. Elytra a little wider at the base than the thorax, obsoletely depressed below the base, each elytron with about 9 longitudinal strongly raised costae from the base to the apex, the inner ones joined together at some distance from the latter , finishing in a common stem ; interspaces trans- versely rugose at the sides, so as to interrupt sometimes the costae, those near the suture strongly subgeminate punctatc- striate. Femora unarmed. Borneo , Sarawak (J. Doria and 0. Beccari). Smaller than N. scabrosum Baly, thorax without transverse groove, elytra unicolorous pale fulvous. Femora without teeth. 42. Nodostoma dilatieoi'iiis, n. sp. Subquadrate-ovato, fulvous. Antennae dilated at the terminal joints, black, three basal joints testaceous. Sides of thorax rounded , extremely finely punctured. Elytra without basal de- pression, finely punctate-striate, interspaces very minutely punc- tured. Length 1 7.1 line. Head impunctate, with an obsolete longitudinal groove; epi- steme separated from the face by a few distinct punctures only, NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 221 its surface impiinctate. Antennae of half the length of the body, the last seven joints triangularly dilated, black, 3 basal joints, testaceous. Thorax transversely convex the sides regularly roun- ded , surface extremely finely and remotely punctured, only vi- sible under a strong lens. Elytra broader than the thorax , very convex without any basal depression , very finely punctate- striate, the interstices still more finely punctured in single rows. Sumatra, Ajer Mantcior, August (0. Beccari). To be separated from N. proximum Baly by the impunctate head, black terminal joints of the antennae and the minutely punctured elytral interstices. 43. IVodLostoma GJ-esti'oi, n. sp. Oblong, convex, fulvous, shining. Antennae (the 3 basal joints excepted) black. Thorax angulate at the sides, strongly punctured. Elytra with the base strongly raised , depressed below the latter, extremely finely punctate-striate anteriorly , apex im- punctate. Legs elongate, posterior femora minutely toothed. Length 1 line. Head strongly but distantly punctured; episteme not sepa- rated, more deeply but not more closely punctured than the head , its anterior margin but very slightly concave at the mid- dle ; labrum and jaws fulvous ; palpi testaceous ; antennae nearly as long as the body, the terminal joints gradually but mode- rately increasing in thickness. Thorax twice as broad as long, the sides distinctly angulate at the middle, surface with a di- stinct transverse groove in front of the anterior margin, very strongly and deeply punctured at the sides, disk much more finely and sparingly punctate. Scutellum slightly longer than broad. Elytra broader than the thorax at the base, the latter strongly raised, with a few deep punctures across the extreme basal margin, strongly transversely depressed below the shoul- der and within the latter; within these depressions the punc- tuation is strong and distinct, the base itself however and the 222 MARTIN JACOBY rest of the disk are very finely punctured and the apex is en- tirely impunctate; a deep row of punctures accompanies the extreme lateral margin and from the shoulder a distinct longi- tudinal costa extends to nearly half the length of the elytra. Legs rather elongate, finely pubescent, apex of the femora and base of the tibiae obscure piceous. Posterior femora with a very minute tooth. Sumatra, M.*- Singalan, July (0. Beccari). Amongst the small species of the genus the present insect seems to be allied to N. proximum Baly from which it di tiers in the angulate not rounded thorax and the deep punctuation of the latter. 44. Nodosioma, Balyi, n. sp. Oblong, piceous below; above testaceous; thorax deeply and closely punctured ; elytra strongly punctate-striate anteriorly , the apex impunctate , testaceous, the suturai and lateral margin and a narrow transverse stripe below the base, piceous or black. Length 1 */2 line. Head deeply but not very closely punctured , the extreme base, piceous; episteme not separated from the face; antennae slender, filiform, about two third the length of the body, pi- ceous, the four first joints fulvous; thorax distinctly angulate behind the middle, testaceous, narrowly margined with piceous, surface closely covered with deep punctures, especially near the sides where the interstices are somewhat rugose. Scutellum rather broad, impunctate, testaceous. Elytra oblong, convex, parallel, distinctly transversely depressed below the base, the latter elevated, humeral callus thickened, disk strongly punc- tate-striate within the depression and at the sides, where a short oblique costa runs from the shoulder to the lateral margin, rest of the surface finely punctured , the shoulder itself impunc- tate, of a light testaceous, the suture, the lateral margin and a narrow transverse sti'ipe situated within the basal depression, black or piceous. Legs testaceous, femora unarmed. NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 223 Java, Tcibodas, October (0. Beccari). Allied to N. pallidum Baly, separated by the shorter an- tennae, the piceous underside and the want of the humeral band. The punctures of the thorax in the present insects are of a piceous colour so as to produce the effect of a more or less distinct transverse band in some specimens, that of the la- teral margin is widest below the shoulders and gradually gets narrower towards the apex. 45. TVodostoma g-ratiim, Baly. A single specimen from Celebes agrees perfectly with the author's description , but one from Borneo and another from Java differ in having a small piceous spot below the base of each elytron ; the antennae have the outer joints also obscure piceous, in all other respects the insects are identical. 4G. JVodostoma simplex, n. sp. Oblong, pale fulvous; thorax strongly and closely punctured, the sides obsoletely angulate; elytra testaceous, the base ele- vated, finely punctate-striate below the latter, the apex impunc- tate; femora with a minute tooth. Length 1 ^/g line. Head very strongly but not very closely punctured; episteme not separated from the face; antennae slender, filiform about two thirds the length of the body, four or five basal joints pale flavous , the rest obscure fuscous ; thorax scarcely twice as broad as long, the sides very obsoletely angled below the middle, the entire upper surface covered with deep piceous punctures, a little more closely placed at the sides than at the disk; scutellum subovate its apex subtruncate; elytra convex, distinctly transversely depressed below the base, the latter ele- vated and strongly punctured within the depression, below the latter finely punctate-striate, the apex entirely or very finely punctured. Legs testaceous, anterior and posterior femora armed with a very minute tooth. 224 MARTIN JACOBY Java, Tcibodas, October (0. Beccari). Larger than N. fuluipes Baly, the thorax more closely punc- tured and of a nearly uniform pale ilavous or fulvous colour. 47. INTodostoma iiig-x*itax*sis, n. sp. Oblong-ovate, fulvous; antennae, the basal joint excepted, apex of the femora and the tibiae and tarsi black. Thorax deeply punctured at the sides. Elytra depressed below the base, very obsoletely punctate-striate , with an oblique costa at the sides. Length 1 ^2 IJi^e. Head distantly but very deeply punctured; episteme forming a single piece with the front, the latter with a small oblong fovea; space between the eyes very broad. Antennae filiform, the terminal joint very slightly and gradually thickened but not compressed, basal joint fulvous, the rest black. Thorax twice as broad as long, distinctly angulate at the middle, ful- vous, very shining, surface very deeply but not very closely punctured at the sides, more finely and distantly punctured at the disk. Elytra broader than the thorax, convex, shining, ful- vous , distinctly transversely depressed below the base , the latter raised, distinctly punctured within the depression only, rest of the surface scarcely visibly punctate ; a short costa runs from the shoulder to the lateral margin which is accompanied by a row of distinct punctures. Underside and the base of the femora fulvous, knees, tibiae and tarsi, piceous or black. Sumatra, M.^ Singalang, July (0. Eeccari). Much smaller than N. nigripes Baly, the sides of the thorax angulate, femora unarmed. 48. IVodostoma, ovanescens, Baly. Specimens of this small but handsome species were obtained '^y ^if?U- L. M. D'Albertis at Ramoi, New Guinea in July. The elytra are of a dark purplish brown colour (which M.'" Baly NEW PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 225 does not mention) , interrupted by the metallic green suturai and lateral margin and a similarly coloured transverse narrow band below the base, the latter being distinctly elevated. Pseuclolpus, n. gen. Body ovate, convex. Eyes entire. Palpi fiHform, slender. An- tennae subfiliform, second and third joints of equal length , ter- minal joints slightly incrassate. Thorax subglobular, transverse, sides dentate at the middle. Scutellum trigonate. Elytra sub- quadrate-ovate , narrowed behind , regularly punctate-striate. Legs moderately long, femora strongly incrassate at the middle, unarmed; tibiae dilated at the apex, the 4 posterior ones emar- ginate at the apex. Tarsi robust, triangular, of equal length. Claws appendiculate. Presternum very broad, subquadrate. An- terior thoracic episternum concave. Type Pseudolpus ornatus. In the general shape of the body this genus resembles Chry- sopkla Baly but differs from it in the shape of its antennae, the unarmed femora , appendiculate claws and the small but distinct tooth at the middle of the thorax. The species before me is of a metalHc purplish colour. 49. Fseudolpus ornatus, n. sp. Below black, above metallic purplish, four basal joints of the antennae and the femora, rufous. Thorax very minutely punc- tured. Elytra regularly punctate-striate. Var. Thorax aureous-cupreous , the four anterior femora pur- phsh. Length 2 Vg-S lines. Head with a few fine punctures in front of the eyes, slightly depressed between the latter; epistome not separated from the face, closely and more strongly punctured; labrum fulvous. Antennae scarcely extending beyond the base of the thorax , rather robust, the first 4 joints rufous, shining, the rest black, Ann. del Mus. Civ. di St- Nut. Vol. XX. (18 Gennaio 1884). 15 226 MARTIN JACOBY opaque. Thorax subglobular, very convex but distinctly broader than long , the sides rounded and slightly narrowed in front , with a more or less distinct tooth at the middle, surface scar- cely visibly punctured. Scutellum black. Elytra subquadrate , narrowed towards the apex , the shoulders prominent , of a me- tallic purplish or violaceous blue, distinctly and regularly punc- tate-striate , each elytron with about 10 rows of punctures. Fe- mora rufous or sometimes purplish , tibiae of the latter colour , distinctly curved and dilated at their apices , the two last pair emarginate at the same place. The variety is larger and the thorax of a beautiful golden coppery colour, but structural dif- ferences I can find none. New Guinea, Fly River (L. M. D'Albertis). Ansus, Island of Jobi (Geelvink Bay), April (0. Beccari). Pliytorus, n. gen. (Sect. Ti/pophorinae). Ovate-rotundate. Head })erpendicular. Eyes emarginate. An- tennae subfiliform, slightly thickened, third joint more than twice as long as the second. Thorax transversely convex. Elytra punctate-striate , their outer margin dilated and flattened. Po- sterior femora toothed, the four posterior tibiae emarginate at the apex. Claws bifid. Presternum elongate, widened behind; anterior thoracic episternum distinctly convex and rounded. At once distinguished from any other genus belonging to the Typophorinae by the dilated elytra and their much widened and concave epipleurae , as well as by the transversely shaped thorax in which the genus approaches Rlujparida from which the convex anterior thoracic episternum divides it. Type Phytorus diialata. 50. IPliytoi-us (prob.'" 300 m.). Bertoloni O., Vegetazione del primo tratto meridionale del lido marittimo italiano, in 4." estratto dalle Memorie dell'Accademia delle Scienze dell' Istituto di Bologna, serie 2.», tomo IX, p. 105-123 , Bologna 1869. Nella prima parte «li questa memoria, che tratta precipuamente di botanica, l'autore accenna alle progressive corrosioni che da al- cuni anni si verificano nel seno della Marinella e nel tratto di li- torale compreso fra il seno di Lavala e la chiesa di S. Terenzo (Golfo della Spezia). Queste corrosioni e la diminuzione di litorale che ne consegue sono da taluni attribuite a movimenti del suolo, da altri all' azione delle correnti. Bertolotti r>.. Viaggio nella Liguria marittima, 3 voi. in 8.°, To- rino 1834 (vedasi la 1.* parte di questa Bibliografia, pag. 5) ('), L' opera del Bertolotti» comprende un' appendice nella quale sono esposte molte notizie suU' altimetria, la geologia, la zoologia, la bo- tanica delle terre ligustiche , nonché riguardo alle miniere che ivi si coltivano. La parte geologica di questa appendice è firmata colle iniziali L. P., quelle cioè di Lorenzo Pareto. Bertrand Oesliii, de Beaumont e Viri et. Bulletin de la Societé géologique de France, VI, p. 282 , 1835, séance du 1.' Juin 1835. Il processo verbale della adunanza tenuta dalla Societ:\ geologica di Francia il 1." Giugno 1835 reca il sunto di una comunicazione di Bertrand Geslin , nella quale egli descrive il bacino lignitifero di Cadibona. Questo bacino forma, secondo il disserente, una elissi di una lega di lunghezza dal N-0. al S-E. e di mezza lega di larghezza dal N-E. al S-0. ; e presenta qua e là dei monticelli arrotondati. Esso ha per base il micascisto e lo steascisto , che pur lo limitano da ogni parte , ed è occupato , inferiormente , da brecce di rocce cristalline a grossi elementi, impastati di argilla rossa, e da strati di arenarie e puddinghe ; nella parte media, consta di arenarie al- (') Questa ed altre opere citate nella prima parto della Hililiografla scientifica della Liguria, si registrano qui nuovamente, affine di completare o correggere le indicazioni già fornite in proposito. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA DELLA LIGURIA 237 ternanti con banchi di ciottoli poligenici e lignite, e superiormente, di arene grossolane, argillose, rosse e verdi , con ciottoli e conglo- merati incoerenti di rocce talcose e serpentinose. L' autore attribuisce l' inclinazione degli strati del bacino e le aperture del colle del Rastello, nonché quelle corrispondenti ai tor- renti del Lodo e di Monte Moro, ad una faglia, prodotta dall'uscita delle masse serpentinose. Tutta la formazione si riferirebbe , egli crede , al terreno terziario medio. Bertrand Geslin avverte che Legallois, fin dal 1809, classificò il combustibile di Cadibona fra le ligniti secche, che Laffin juniore segnalò, nel 1822, gli avanzi d'Anthracotherium scoperti nella lignite r anno precedente. Sulla fede di tali indicazioni , Brogniart collocò questa lignite nel piano del calcare d' acqua dolce superiore al gesso. A proposito di questa comunicazione, E. de Beaumont dice che le serpentine di Cadibona dovrebbero essere a parer suo più recenti di quanto ammette Bertrand G-eslin; sarebbero cioè comparse dopo la puddinga. Virlet crede possibile che vi sieno colà serpentine di due epoche; in Morea egli ne avrebbe osservate di tre età. De Beau- mont soggiunge che infatti egli avrebbe riconosciuto nelle vicinanze di Genova serpentine di due epoche. Boecardo Gr., Lettera intorno ad una pioggia terrosa caduta in Genova, Atti della E. Accademia delle Scienze di Torino , voi. 5, pag. 459-463, Torino 1870. Si tratta di una sostanza polverosa di color giallastro, contenente ossido di ferro, silice, argilla, carbonato di calce, acqua e materie organiche, caduta in Genova nella notte dal 13 al 14 febbraio 1870. L' autore porge una accurata analisi chimica e microscopica di questa sostanza. Borsoii^E., Catalogue raisonné de la collection minéi'alogique du Musée d'histoire naturelle de Turin, 1 vol. in 8." di pag. 742, Tu- rin, Imp. royale, 1830. In questo catalogo sono registrati minerali e fossili della Liguria. Vi si trovano pure le diagnosi di molte specie di fossili, quelle, tra le altre, di un certo numero d' echinodermi del Nizzardo. Broun "H. C^., Brief aus der Schweitz, Italien und Siidfrankreich in Sommer 1824, Heidelberg und Leipzig, 1828. Caiiepa, F*., Quale sia il limite fra le Alpi e gli Apeunini, in 8." di 51 pag., Genova, Tip. Sambolino, 1878 — 2.' ediz., in 8.» di 54 pag., Genova, Tip. Sambolino, 1881. L' autore, dopo aver esposte le opinioni emesse in proposito da parecchi scrittori antichi e moderni, sostiene la tesi che il distacco 238 A. ISSEL tra le due catene corrisponda al jmnto d' intersezione tra il meri- diano di Torino e il parallelo di Finalmarina. Capacci, De ss»tefaiii , Daubi'ée, Issel , 31ay;- sr.uoli, Szabo , Stcn-y Hunt, Ttir*jiiiielli , XJxìgIIì , Estratto della conferenza sulle serpentine tenuta in Bologna in occasione del II congresso internazionale di Geologia, Bollettino della Società geologica italiana, I, pag. 14-38, Roma 1S82. Mazzuoli ed Issel porgono alcune osservazioni, già esposte in altri scritti, intorno alle serpentine della Liguria; il secondo soggiunge che egli reputa le serpentine della Kiviera di Ponente assai più antiche dell' eocene e ravvisa la linea di separazione fra le une e le altre nella valle del Chiaravagna, De Stefani afferma che le serpentine di Voltri e di Sestri Ponente nella regione settentrionale dell'Apennino sono eoceniche e tratta a lungo delle formazioni ofio- litiche in altre provincie italiane. Uzielli descrive alcune alterazioni da lui osservate sulle rocce serpentinose della Liguria e del Mode- nese: il plagioclasio si converte in saussurite con eliminazione del- l' elemento pirossenico e conversione di questo in silicato di magnesia idrato; il plagioclasio si trasforma in altra sostanza trimetrica ^enstatite?), il pirosseno è sostituito da sesquiossido di ferro e si arricchisce di carbonato di calce; la diabase si divide in masse sferoidali e diventa ferruginosa ; quanto ai gabbri rossi crede che questo nome non fu sempre applicato alle medesime rocce. Ciò premesso, ammette che le rocce ofiolitiche dell'Apennino tendono a diventar più basiche di quello che non fossero originariamente e ad idratarsi. Egli riconosce che le rocce ofiolitiche si trovano in Liguria intercalate nel flysch, ma ciò non è argomento favorevole per una teoria qualsiasi circa l'origine delle serpentine e può spie- garsi ammettendo che il terreno apparentemente sottostante e so- prastante debba riferirsi ad un' età o ad età diverse. Per Tarameli!, la presenza delle fucoidi labirintiche jDroprie del flysch nei dintorni di Genova, nella valle di Bisano, nei dintorni di Bobbio e di Ottone fanno credere che quivi le serpentine cadano nella zona arenaceo- scistosa, normalmente superiore ai piani più fossiliferi dell' eocene. Ad ovest di Sestri Ponente vi sarebbero invece roccie serpentinose e scistose precarbonifere. In un paragrafo aggiunto al sunto della conferenza da lui fatta nella seduta di cui sopra (sunto in cui 1' autore espone le sue idee suir età e suir origine delle serpentine in genere) , il dottore E. Sterry Hunt dichiara che dopo aver visitato alcuni giacimenti ofio- litici d'Italia, cioò quelli dei dintorui di Sestri-Levunte e di Monte Ferrato, presso Prato, egli è condotto a ritenere : BIBLIOGRAFIA SCIExNTIFICA DELLA LIGURIA 239 « Che le serpentine del pari che i grauitoni , i gabbri , le rocce epidotiche ecc. non sono altro che brani d' un terreno antico stra- tificato, sul quale le ftaniti i macigni e l'alberese del terreno ter- ziario si vennero a deporre in stratificazione discordante. Segui- rono poi i movimenti della crosta terrestre, i quali dettero luogo a ripiegature ed a ricalcamento accompagnati talvolta da inver- sioni e seguiti da erosioni nelle due serie » « Questo antico terreno ofiolitico mi sembra identico alla serie delle pietre verdi , riconosciuta su dì una si grande scala nelle Alpi e che , d' accordo col Gastaldi io riporto allo stesso orizzonte del terreno huroniano dell'America del Kord, del terreno pebidiano del paese di Galles, dell' TJrsltiefer della Scandinavia ». Oapelliiii O-., L' antropofagismo in Italia all'epoca della pietra , lettera sulle scoperte paleoetnologiche fatte nell' Isola Palmaria , Gazzetta dell'Emilia, n. 314, Bologna, 1869 e Gazzetta d' Italia, n. 319 , Firenze 1869 (vedasi anche uij sunto di queste comunica- zioni nell'Annuario Scientifico, 1870, Milano, F."' Treves, 1871). Capellini G-., Carta geologica dei dintorni del Golfo della Spezia e Val di Magi-a inferiore a curve orizzontali, nella scala di 1 a 50U00, 2.» ediz., Eoma, 1881. Oapellini O., Resti di tapiro nella lignite di Sarzanello, Atti della R. Accademia dei Lincei, 3.^ serie, voi. IX, p. 76-79 con una tav., Eoma 1881. Non si conoscev mo ancora resti di mammiferi scoperti nel giaci- mento di Sarzanello. L' autore, informato del ritrovamento di alcuni denti, i quali erano conservati presso il sig. Grassi, riusci a procu- rarseli e ne diede un' accurata descrizione. Si tratta di un premo- lare e di quattro molari superiori, impiantati in un frammento di mascella ; Capellini li riferisce ad una specie affine al Tap ir as hun- garicus di v. Meyer. Si vuole che una mandibola di scimia e un voluminoso osso lungo trovati nella medesima località sieno andati perduti. Celesia E., Paleontologia, Caverne ossifere della Liguria, Il Diritto, n. 353, Roma, 18 Dicembre 1876. L' autore narra di una gita da lui fatta ad alcune caverne ossi- fere del Finalese e di scavi che egli tentava nell'Arma della Rocca di Perti, da cui ritraeva ossa d' animali ed antichi manufatti. Clug-iiet Leon, Sculptures prehistoriques situées sur les bords des lacs des Merveilles (au sud-est de Tende, Italie), Matériaux pour l'Hist. primit. et natur, de l'Homme, 2.« serie, tome Vili, 1877, 8." livraison, pag. 379-387, con 4 tav. L' autore rende conto delle incisioni da lui osservate presso il 240 A. ISSEL primo lago delle Meraviglie nella Val d' Inferno. Sono figure in grandissimo numero, tracciate sopra molte pietre pianeggianti (r^cisto arderiiaco), mediante piccoli fori prodotti verosimilmente da uno stro- mento appuntato, e rappresentano teste di animali, (bue, capra, stam- becco?) uccelli, coltelli, e raschiatoi di pietra, mazze ed oggetti ignoti. Queste incisioni erano già state segnalate da Fodere nel suo Vo- yage aux Alpes Maritimes. Cordier L., Statistique minéralogique du département des Apennins, Journal des mines, n. 176, p. 81-134, Paris 1811. Dopo un cenno generale intorno al territorio compreso nel dipar- timento di cui sopra, 1' autore descrive le principali miniere che vi s' incontrano, quelle cioè di Caniparola, della Rochetta, di Fagiona; tratta pure del deposito di legno fossile di S. Lazzaro in quel di Sarzana e delle cave di ardesia, di serpentina, di marmo portoro, di diaspri ecc. Cossa Alfonso, Ricerche chimiche e microscopiche su roccie e mi- nerali d' Italia (1875-188U), in 4." di 302 pag. con 12 tav., Torino, Tip. Bona, 1881. Alle pag. 161 e 162 l' autore porge alcuni cenni sulla struttura microscopica e sulla composizione chimica della serpentina del Pi- gnone (Spezia). Uno degli esemjilari esaminati presenta una transi- zione dell' eufotide alla serpentina. Più innanzi, egli descrive altre roccie serpentinose dell'Apennino bobbiese. Coiig-not Alberto, Descrizione cosmografica, climaterica, fluviale ed agricola del circondario di Savona, in 8." di 243 pag. con fig., Savona 1880. Dalla pag. 26 alla pag. 34 di questo libro si trovano brevi cenni sulle rocce e sulle produzioni minerali del Savonese. Cuvier Gr., Sur les brèches osscuses etc. , Annales du Museum d'hist. nat. , tome XIII, pag. 169-206, con 2 tav., Paris 1809. Nel terzo articolo compreso in questa memoria Cuvier descrive le breccie ossifere di Nizza e d' Antibo. Nella prima egli riconosce ossa di cavalli e di ruminanti , nonché conchiglie terrestri (Helix alglra). Non crede che possa incettare conchiglie marine. Daulbfee, Vedi Capacci. De Beivuiiioiit, Vedi Bertrand Gcsliii. De Fei'riiri L. e Mojoii O., Analisi delle acque solforee e termali di Voltri, Memorie della SociettV medica d' emulazione, voi. III, quadrimestre 1.", p. 104-126, Genova 1804. In questa memoria si descrivono le località in cui scaturiscono le acque minerali solfuree dell' Acqua Santa e della l'onna presso Voltri, si espongono le proprietà fisiche e 1' analisi chimica di dette BIBHOaRAFIA SCIENTIFICA DELLA LIGURIA 241 acque e si reca 1' analisi chimica dei loro sedimenti. Sono quindi illustrate da numerosi esempi le loro virtù medicinali. De 3Xeiiiiiie F., I ferri titanati e le sabbie magnetiche della Ligu- ria , in 8." di 13 pag. con fig., estratto dal Giornale della Società di Letture e Conversazioni scientifiche di Genova, Maggio 1881. Esaminate chimicamente le sabbie nere magnetiche, depositate dal mare sulle spiaggie di Sestri-Ponente e Pegli , nonché quelle che si trovano nel letto del torrente Varenna, 1' autore avverte che si comportano come semplice magnetite e non presentano affatto traccie di titanio ; egli soggiunge che fra i granelli di queste sabbie si vedono distinti ottaedri con strie parallele agli spigoli. Crede perciò di poter asserire, contrariamente all' opinione di Mojon, che trattisi di magnetite e non di menaccanite. Il minerale è ineluso originariamente in tutte le rocce della formazione ofiolitica, ora in cristalli ora in particelle amorfe , come jkio vedersi dalle sezioni sottili di queste rocce esaminate al microscopio. De Saussure H. B., Voyages dans les Alpes precedes d'un essai sur l'histoire naturelle des environs de Genève, 4 voi. in 4.", Neuf- chatel 1796-1804. Nel terzo volume di quest' opera si descrive la via fra Novi e Genova, percorsa dall' autore in compagnia di Pictet ; si narrano poi due escursioni, una al monte della Guardia , 1' altra al monte di Portofino, e si rende conto del viaggio fatto fra Genova e Nizza lungo la via della cornice. L' autore accenna brevemente alle roccie ed ai minerali incontrati in queste gite e si estende alquanto sulle grotte da lui osservate fra Ventimiglia e Mentone, riguardandole come scavate dal mare, mentre il suo livello era assai più alto che non attualmente. De Stefani, Vedi Capacci. De Tclxiliatelieff F*., Coup d'oeìl sur la constitution géologique des provinces méridionales du Royaume de Naples et observations sur les environs de Nice, un voi. con carta geol. , Berlin 1842. Dii'ezione tecnica g"ovemati>^a. La ferrovia del litorale ligure da Massa al confine francese, relazione , 1 voi . in 8." di 83 pag. con 16 tav. , estratto dal Giornale del Genio Civile , Roma 1»80. Fra le pag. 6 e 18, la relazione di cui si tratta contiene succinte notizie topografiche e geologiche sulla Liguria marittima , queste ultime desunte principalmente dalle memorie di Pareto. La tav. VII reca, fra illustrazioni diverse, un profilo geologico del Monte Mesco, in cui apparisce una massa di serpentina inter- clusa fra due d' eufotide ; la tav. Vili presenta una sezione geo- logica del Monte Biassa, condotta lungo l'asse della galleria omo- Ann. del Mvs. Civ. eli St. Nat. Voi. XX. (29 Fel)braio 1S84). 16 242 A. ISSEL nima, attraverso a macigni, con scisti calcari, galestri e scisti vari- colori, scisti argillosi giallastri, calcare brecciato, calcare nero, calcare dolomitico cristallino, calcare cavernoso e scisti calcareo- argillosi. Faujiis-Saiiit-Foncl B., Voyage góologiqne sur le Monte Ka- mazzo dans les Apennins de la Ligurie, Annales du Museum d'hist. nat., tome Vili, pag. 313-333, Paris 18UG, L' autore narra la gita da lui fatta al Monte IJamazzo in com- pagnia di M. Spinola, Viviani e Marzari. Egli enumera le rocce da lui osservate lungo la via, descrivendo speclalm 'ute la variolite e il calcare da calce; espone poi il metodo pratico per la prepa- razione del solfato di magnesia, colle serpentine piritose del Monte Ramazzo e segnala alcuni minerali degni di nota, scoperti in quella miniera, tra i quali l'aragonite in nitidi cristalli che sembrano aver avuto origine contemporaneamente alla massa piritosa. Faujas-Saint-FoiKi B:., Description géologique des brèches coquillière et osseuse du Eocher de Nice etc., Annales du Museum d'hist. nat., tome X, pag. 409-426, Paris 1807. Descrivendo la breccia a cemento rosso dello scoglio di Nizza , Faujas-Saint-Fond esprime 1' avviso che i fossili che contiene (Turbo rugosus, Helix, Planorbls, Pupa, ossa di mammiferi) sieno stati introdotti in disordine nelle soluzioni di continuit;\ della roccia da un mare agitato il quale seco trascinava promiscuamente spoglie di animali terrestri e marini. L' autore tratta di poi di altre breccie consimili di Montalban e di Carabasseu presso Nizza , nelle quali furono trovati resti di mammiferi. Accenna in ultimo ad un chiodo di rame scoperto in un calcare brecciato nel porto di Villafranca e si studia di dimostrare come debba essere caduto in qualche cavità della roccia da una fessura aperta superiormente. Fan jas-Haint-l^ond B., Voyage géologique de Nice A Menton i\ Vintimille , l'ort-Maurice , Noli, Savone, Voltri et Génes par la route de la Comiche, Annales du Museum, tome XI, p. 189-225, Paris, 1808. L' autore accenna alle particolarità geografiche , topografiche e geologiche osservate lungo la via percorsa. Egli attribuisce la for- mazione delle caverne di Mentone ad mia grande catastrofe dilu- viana e non alle erosioni delle onde marine come fa de Saussure. Fuelis, Neues Jahrbuch fiir Mineralogie, 18(33, pag. oi'i. In una breve memoria scritta sotto forma di lettera l' autore accenna ad alcune sue osservazioni sulle roccie della Liguria orien- tale, segnatamente riguardo al passaggio dell' eufotide alla serpentina da lui verificato a Mattarana. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA DELLA LIGURIA 243 G-astaldi B., Relazione intorno ad una memoria del sig, Giovanni Eamorino sopra le caverne della Liguria e principalmente sopra una recentemente scoperta a Vei'ezzi, Atti della E. Accademia delle Scienze di Torino, voi. I, pag. 279-281. Gastalcli B., Intorno ad alcuni fossili del Piemonte e della Toscana, in 4." di 46 pag. con 6 tav., estratto dalle Memorie della E. Acca- demia delle Scienze di Torino, serie 2.% voi. XXIV, Torino 186(3. Un capitolo di questa memoria è intitolato: « I resti di Anthru- cotherium trovati a Digoin e a Lausanne paragonati con quelli di Cadibona ». L'autore sì propone di dimostrare che V Anthracotherium di cui si raccolsero ossa e denti a Digoin , nel!' Alvergna e alla Eoehette differisce specificamente od almeno come varietà da quello di Cadibona. Oasttilcli B., Sui rilevamenti geologici fatti nelle Alpi Piemontesi durante la campagna del 1877, lettera a Q. Sella, Atti della E. Accademia dei Lincei, serie 3.% voi. II, dispensa 2.°, Eoma 1878. In questa campagna il Gastaldi verificò che il gran banco di piètre verdi del Monviso si collega al gran massiccio serpentinoso- eufotico della Liguria occidentale ; per tal modo , egli osserva , di- venta irragionevole il voler separare i terreni equivalenti delle due catene. La posizione già assegnata da Gastaldi alla zona delle pietre verdi è confermata da ulteriori osservazioni di cui rende conto. Egli osserva ancora , rispetto alla Liguria, cbe nelle valli della Bormida , da Acqui a Spigno e nella valle dell' Erro la serpentina e le altre pietre verdi sono direttamente coperte dalle marne, dalie arenarie e dai conglomerati del miocene inferiore ; che nella valle della Stafi"ora, nell'Apennino di Bobbio, la serpentina è coperta dai calcari alterati, dalle argille scagliose, dal macigno, dai conglome- rati a grandi massi ; che in vai Polcevera è coperta da scisti mar- nosi nerastri a vene di calcare spatico bianco (eocenico), dal calcare e dalle argille scagliose. La serpentina, ovunque si esamini , cosi nelle Alpi come nell'Apennino, si trova ricoperta di terreni strati- ficati e fossiliferi di ogni età. L' autore espone quindi come fra Savona e il colle di Cadibona ed Altare sia stato segnalato un massiccio di protogino e di gneis protoginico, il quale si incontra ancora nella valle del Tanaro e in quella della Bormida di Millesimo, d'onde si estende pel colle di Melogno fin presso Finale; soggiunge che si ritrova a Montenotte ed è tagliato per lungo tratto dal tronco di ferrovia fra le sta- zioni di S. Giuseppe e del Santuario. Esaminata diligentemente la roccia, massime a Cadibona e a Calizzano (ove serve di base all'an- 244 A. ISSEL tracitifero), e vedendola più ricca di quarzo del gneis centrale e provvista di feldispato di forma e d' aspetto peculiari sembra a Ga- staldi che sia distinta dai consueti gneis e protogini e si colleghi invece ad una roccia raccolta da Giordano al Cervino. Il Cos^a conferma 1' analogia e trova che entrambe hanno per feldispato un plagioclasio sodifero e potassifero. Dopo di ciò il Gastaldi propone di denominare la roccia di cui si tratta apenninite e inferisce dalle osservazioni fatte che il suo posto sia indicato alla parte superiore della zona delle pietre verdi. Oervais F*., Sur les ossements d'animaux recueillis dans les cavernes de Baussé Roussé prùs Menton par M. E. Rivière, Journal de Zoo- logie, I, pag. 294, Paris 1872. Griiidoiii G,, Le miniere di rame e i marmi tricolorati della valle di Levante, relazione geologico-industriale, in 12." di Ifj pag., Torino, Tip. di S. Franco e C, 1855. L' autore accenna da principio all' uso dei marmi apuani presso gli antichi, ed esprime la persuasione che il Marmo caristio di Limi che tanto piaceva a Lucullo fosse il tricolorato di Levanto, il quale servi di poi ad ornare la sontuosa basilica di S. Lorenzo in Genova. Ricorda poscia alcuni giacimenti ramiferi del Levantese che si pre- sentano con aspetto assai lusinghiero. Le località menzionate sono la Rossola, la Francesca, il canale di Figgina presso Monterasco, il canale di Deiva sotto al castello di Passano , Bonassola , il Me- sco ecc. ('). Tssel vV., Antiche hnee litorali della Liguria, in 8." di 13 pag. estratto dal Bollettino della Soc. geol. ital., T, Roma 1883. L' autore descrive antichi litorali quaternari e pliocenici, rappre- sentati da depositi di sabbie e di ciottoh, da terrazzi nonché da rupi forate dai litofagi, a variabili altezze sul livello marino. Notevoli il deposito ciottoloso, quaternario che trovasi a levante di Cogoleto tra m. 5 e 17. 50 sul lido odierno, nonché le perforazioni di litodomi del porto di Genova (m. 7 sul mare) e di Camogli (m U. 50, 7. 50, 10). L'autore desume dalle osservazioni fatte nella caverna di Bergeggi che il litorale abbia subito colà un avvallamento posteriore al mo- vimento ascendente. (') I fatti sopraccitati relativi all' uso dei marmi del Levantese recati dal Guidoni sono riferiti in una recente scrittura del Neri comparsa nel 1877 nel fascicolo VJI- VIII del Giornale ligustico di Archeologia, Storia e Belle Arti (anno lY) sotto il ti- tolo di « Noterelle artistiche». Il Neri pubblicò nello stesso lavoro alcune lettere di Giacomo Carlone concernenti certe pietre decorative di Monterosso che questo scul- tore intendeva adoperare nei ristauri della cattedrale di Genova, per incarico avu- tone verso il 1550 dal magistrato della Repubblica. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA DELLA LIGURIA 245 Issel A.., Cenni sui materiali estrattivi dei monti li^i^vi, in IG," di pag. 65 estratto dal Ricorilo della Sezione ligure del Club Alpino italiano, Genova, Tip. Sordomuti, 1883. L'autore distingue i materiali estrattivi di cui reca l'elenco in: 1." Materiali da costruzione (pietre da costruzione e da taglio , pietre da selciato, ciottoli, ghiaie, lavagne, calcari da calce, calcari idraulici, gessi) 2." Materiali refrattari (argille, terre silicee, arene silicee, amianto). 3." Materiali per usi industriali divei'si (terre coloranti, epsomite, melanteria, cianose, steatite, datolite, pietre da macina, pietre lito- grafiche, coti). 4." Materiali decorativi (marmi, porfidi, graniti, oficalci, eufotidi, serpentine, alabastro, quarzo, diaspro, gemme). 5." Combustibili fossili (lignite, antracite, alberi sepoltij. 6." Minerali metalliferi (rame, piombo, mercurio, zinco, oro, ferro, manganese). Si danno cenni particolareggiati, analisi chimiche e notizie sta- tistiche in ordine alle rocce ed ai minerali più notevoli. Si descri- vono in oltre alcuni dei giacimenti più produttivi. Issel A.., Vedi Capacci. Issel A.., Vedi Mazzuoli. Lepère O., Mémoire sur le desséchement des marais d'Arcola , Spezia 1840. 3j;avien.i L., L'Italia sotto l'aspetto fisico, storico, artistico e stati- stico, Acque minerali, in 4." di 664 pag., Milano, Vallardi , senza data. Le' acque minerali d'Italia sono registrate alfabeticamente. Fra queste figurano anche le ligustiche. JMazs^iioli L. e A.. Issel, Relazione degli studi fatti per un ri- lievo delle masse ofiolitiche nella Riviera di Levante, in 8." di 38 pag. estratto dal Bollettino del R. Comitato Geologico, anno 1881, n. 7-8. Il rilievo cui si accenna fu eseguito, alla scala di 1 a 10000, tra i meridiani che passano per la foce del Petronia e per Levanto, il mare e la catena centrale apenninica. Gli autori inferiscono dal loro studio che le serpentine sono ma- teriali eruttivi originariamente semiliquidi e caldi che costituirono espandimenti o letti nel fondo del mare eocenico e furono quindi interstratificati colle roccie di quel periodo geologico. Le roccie ofitiche ed afanitiche e le eufotidi che sogliono accom- pagnare le serpentine sono considerate dagli autori come prodotti della reciproca azione di materiali argillosi, che lentamente si de- positavano, e di elementi apportati da sorgenti minerali e termali. 246 • A. ISSEL che sgorgarono per tempi assai lunghi durante e dopo le eruzioni serpentinosc ; da ciò la denominazione di anfimorfiche assegnata a queste rocce. Delle accennate sorgenti si troverebbero le prove nella erosione di strati calcari, verificatasi su vasta scala e in altri fatti di cui si rende conto. Quanto ai diaspri, alle ftaniti, agli scisti induriti della formazione serpentinosa, sarebbero roccie acquee mo- dificate, il cui metamorfismo ripeterebbe la sua causa unicamente dall' azione di acque mineralizzate e non dal contatto delle ser- pentine. 3Iaz;55uoli Ij. e A. Tssel , Sulla sovraposizione nella Riviera di Ponente di una zona ofiolitica eocenica ad una foi'mazione ofiolitica paleozoica, in 8." di 15 pag., estratto dal Bollettino della Società. Geologica Italiana, anno II, fase. I, Eoma 1883. Gli autori espongono : 1." Che il gran nucleo di roccie cristalline di cui é costituita la Liguria marittima occidentale fra Sestvi e Albenga risulta princi- palmente verso levante di pietre verdi, sulle quali riposano isole di calcare antico, verosimilmente triassico (analogo al calcare fossili- fero riconosciuto per tale, di Villanova presso Mondovi). 2.° Che su questo calcare, ove esiste, e sulle roccie cristalline sottoposte in mancanza del calcare, si appoggia discordantemente la formazione eocenica, contenente la serpentina e le rocce anfi- morfiche di cui suol essere accompagnata. 3.° Che la linea di separazione fra la zona ofiolitica eocenica e r altra più antica si diparte da Panigaro, segue la valle del Chia- ravagna , poi , correndo parallelamente al meridiano , raggiunge il crinale dell'Apennino e lo attraversa un po' all' ovest del passo della Bocchetta. M!az;z;iioli T^., Vedi Capac«ù. IMojon Gr., Memoria sopra il solfato di magnesia che si prepara al monte della Guardia nella Liguria , Memorie della Società medica di emulazione di Genova, tomo II, secondo quadrimestre, pag. ^-'22 ^ con una carta, Genova 1803. L' autore descrive la giacitura di certi filoni metalliferi dai quali si estrae un materiale piritoso che, con successive torrcfiizioni e h- sciviazioni, fornisco vetriolo verde , vetriolo azzurro e solfiito di magnesia. Esposte le particolarità di quel trattamento immaginato dal benemerito Alberto Ansaldo, egli suggerisce un metodo me- diante il quale , si renderebbe, a parer suo, assai più proficuo. JMojoii Gr., Vedi De Ferrari. IVlolon IT"., Sulle note geologiche del Jlonte Negro, del Prof. Issel, Appen- dice del giornale La Concordia, n. 79, Sanremo, 25 Febbraio 1877. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA DELLA LIGURIA 247 L' autore nal prendere ad esame le note di cui sopra osserva che la posizione assegnata al macigno di Santo Stefano, inferiore cioè al calcare bigio eocenico, non corrisponde a quella che occupa normalmente. Egli crede che le striature deUa diga quarzosa osser- vata al Monte Negro dipendano non da scorrimenti, ma da fenomeni glaciali di cui ravvisa le traccie nelle valli della Nervia, dell'Arma, dell'Argentina, deli' Impero ecc. IVa voile C, Altimetria delle valli apennine liguri rilevata con livel- lazione barometrica, in 4.° di 7 pag., Genova, Tip. e Lit. Arm-mino e C, 1875. L' autore presenta in questo lavoro 382 quote d'altezza, rilevate per la maggior parte nella Liguria propriamente detta. IVeg-ri <3r., L'Italia sotto l'aspetto fisico, storico, artistico, statistico. Geologia d' Italia, parte I, geologia stratigrafica, in 4." di 206 pag. con tav., Milano, Vallardi, senza data. In varie parti di quest'opera si fa cenno dei terreni della Liguria. IVeri A., Uno scritto di Antonio Bertoloni, in 8." di 47 pag., Sarzana, tip. Lunense, 1879. Il sig. Neri pubblica una memoria inedita del Bertoloni intitolata « Schizzo nella storia economica, fisica e naturale del dipartimento degli Apennini » e la fa precedere da una avvertenza in cui ricorda brevemente le benemerenze dell' autore. Dalla pag. 42 alla pag. 45, la memoria del Bertoloni contiene un cenno dei minerali utili foi-niti in quel tempo dal territorio da lui considerato. Questi sono : carbon fossile , ardesie , varie sorta di marmi, manganese, terra d' ombra e legno fossile. IVeviil Gr., On the land-shells extinct and living of the neighbourhood of Menton (Alpes Maritimes) , with descriptions of a new genus and of several new species. Proceedings of the zoological Society of London, 1880, part I, pag. 94-142 (con 2 tav.). L'autore descrive buon numero di molluschi terre -;tri viventi e fossili raccolti nelle vicinanze di Mentone. Tra le specie fossih, le quali provengono principalmente da brecce e conglomerati quater- nari, sono comprese le seguenti inedite : Testacella WilUamsiana , Daudebarclia Isseliana, Vitrlna {OUijo- limax) n. sp., Hijalina [Retmella) likes, Helix {Tachea) aedesima, Helix [Tachea) Bennetiana, Helix (Tachea) WilUamsiana, Pupa [Torquilla) obliqua, Papa (Sphyradium) Bourguignatiana , Pupa (Sphgradium) Jolyana, Pupa {Sphyradium) Austeniana, Clausilia Paulucciana, Ferussacia? abnormis, Acme Foliniana, Renea Bour- guignatiana. Palmaviiii Grio-vannì , Descrizione dell'acqua solforea detta 248 A. ISSEL Acqua Santa, presso Voltri, in 4." di . . . pag. con una tavola, Genova, Tip. Ponthenicr, 1833. In quest' opuscolo si trova oltre ad una storia diffusa del san- tuario dell'Acquasanta, un' analisi chimica di quelle acque, un' ana- lisi dei loro sedimenti e un cenno delle loro proprietà terapeutiche. I^ai'eto L., Notes sur la route de la Comiche de Nice k Gènes et sur la route de Gènes à la Spezia, Bulletin de la Société Géologi- que de France, 1." serie, tome HI, pag. 332-339, Paris 1833. L' autore espone in forma assai più breve le nozioni riprodotte poi "~'^--«.:^ alcuni lavori posteriori e specialmente in quelli indicati nella prima parte di questa BibliograBa alle pag. 36, 37, 38. Egli segnala nella valle di Cravignola, presso Borghetto, un esempio spiccato di un filone di serpentina e d'eufotide che riempì una fessura e ti'a- boccò dai margini di essa prendendo forma di fungo. I* tir e to I-i., Lettera ai Direttori della Biblioteca italiana, Biblioteca italiana, tomo LXXVI, Milano 1835 e Bulletin de la Société Géologi- que de France, 1.* serie, tome IV, App.«, pag. LXI-LXV, Paris 1835. Si narrano brevemente varie gite geologiche in Piemonte ed una compiuta da Elie de Beaumont e Sismonda nella valle del Tanaro e di 1;\ a Savona. F*©llati IV. 5 Studi sulle formazioni ofiolitiche dell'Italia, Bollettino del R. Comitato geologico d'Italia, anno XII, voi. XII, pag. 458- 467, Poma 1881. L' autore riassume lo stato delle nostre cognizioni in ordine alle serpentine italiane e rispetto a quelle della Liguria, espone 1' avviso che sieno tutte eoceniche nella Kiviera di Levante e paleozoiche o meglio prepaleozoiehe nella Riviera di Ponente, fino al meridiano di Genova; i caratteri litologici delle serpentine delle due zone non differirebbero egli creile in modo ben notevole. Più innanzi accenna al dubbio che sopra il lato destro della Pol- cevera, ove le pietre verdi vengono direttamente a contatto degli scisti e dei calcari dell' eocene superiore, abbia a confondersi e a mescolarsi qualche lembo di serpentina eocenica alle ofioliti antiche. TtsiSTa L., Le caverne delle Arene Candide e di Pollerà, nel Ricordo della Sezione ligure del Club Alpino italiano, in 16.°, pag. 73-105, Genova, Tip. Sordo-muti, 1883. È questa la relazione di una gita fatta dalla Sezione ligure del Club Alpino alle predette caverne. Si accenna pure ai risultati di un piccolo scavo eseguito sotto gli occhi degli alpinisti nella grotta di Pollerà. ]?&isso y\... Observations sur la presqu'ile de Saint-llospice aux envi- rons de Nice, départemeut dcs Alpes muri times, Journal des mines, vol. XXXIV, n. 200, pag. 81-98, Paris 1813. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA DELLA LIGURIA 249 L' autore descrive la costituzione geologica della penìsola di Sant' Ospizio, nella quale si distingue : un calcare antico compatto, a grana fine , un cakare marnoso a grifiti , ammoniti ecc., una marna con clorite, arene e calcare, contenenti fossili marini di specie recenti. Quest' ultimo calcare si trova alla punta meridionale della penisola e ricetta conchiglie che conservano ancora il color naturale; la sabbia, sottoposta ad un letto di terra vegetale e ad un deposito di ciottoli impastati da argilla rossastra, fu incontrata nella località detta Grosueil a 20 metri sul livello del mare e a 16 dalla riva. Eisso segnala, tanto nell' arena quanto nel calcare, un centinaio di specie di conchiglie , polipai anellidi ed echinodermi, tra le quali alcune nuove. CSiisso A.., Apcr^u géologique sur les environs de Nice, Nova acta phys. med. Acad. Caes. Leop., voi. XII, pag. 347-304, Bonn 1824. Risso F*., Apercu sur l'histoìre naturelle des moUusques des bords de la Mediterranée et des coquilles terrestres, fluviatiles et marines fossiles et petrifiées qui gisent dans les diverses formations des Alpes maritimes, 1 voi. in 8.° con 11 tav., Paris 1826. Rivière E., Sur les caverues à ossements des Baussé-Eoussé , Comptes rendus des séances de l'Académie des Sciences, Paris 1871 (31 Juillet). R.ìvière E., La grotte d'Albarea, in 8." di 7 pag. con 1 tav. e fig. nel testo, estratto dal volume ìntit. Association Fran9aise pour l'Avancement des Sciences , Paris 1880. La grotta d'Albarea è situata a circa 6 chilometri da Sospcllo nel comune omonimo. 11 sig. Eivière vi raccolse avanzi umani, os- sami denti da lui attribuiti all'orso delle caverne, al lupo, alla volpe, al cane, allo sciacallo, al tasso, alla iena delle caverne, alla lince, al leone delle caverne , ad un rinoceronte, alla lepre, allo stambecco , nonché ai generi Sus, Ovis, Bos, Cervus, Arctomys, Arvicola, alcune conchiglie terrestri di specie viventi , conchiglie marine forate e tagliate in piastrelle, rozze stoviglie, due piccole pietre forate, una punta di bronzo ed altri due pezzi dello stesso metallo che portano traccie di lavorazione. Rivière E., La grotte Lympia, in 4.° di 2 pag., Comptes rendus des séances de l'Académie des Sciences, 1882, n. 18. La grotta di cui si tratta in questa nota fu scoperta nell' interno della città di Nizza. Essa era riempita di terra argillosa e di una salda breccia, nelle quali 1' autore ti'ovò, insieme ad altri residui , ossa di Lagomys, Arvicola, Capra, Bos, Elephas, in parte spezzate e cotte dall'uomo e due accette di calcare compatto bigio, scheg- giate, riferibili al tipo detto di Saint Acheul. 250 A. ISSEL Sa,lino F., Rivinta delle Alpi, 1866. Si descrive in quest'articolo l'isola Gallinaria presso Albcnga. Saluzy.o A., Le Alpi che cingono l'Italia, considerate militarmente cosi neir antica come nella presente loro condizione, Parte I, voi. I, Torino 1845. In questo volums si enumerano alcuni dei principali prodotti estrattivi delle Alpi liguri. Solxultaie J. C, Vedi Virchovv. Spam an za ni L., Lettera seconda relativa a diversi oggetti fossili e montani, al sig. Carlo 15onnet, Memorie di matematica e fisica della Societi\ italiana, tomo II, p. 8G1-899, Verona 178-4. L' autore descrive dapprima le stratificazioni di calcare dell'isola Palmaria, poi la pietra conchiglifera del Finalcse, clic dice preva- lentemente costituita di gusci di pettini di una sola specie e dei tritumi loro ; egli si occupa quindi della polla d' acqua dolce che sgorga nel Golfo della Spezia, della caverna d' Equi presso Carrara, dei marmi di Carrara, di Serravezza, delle Panie e tratta pur bre- vemente della origine delle fontane. Stei'ry Hunt, Vedi Capacci. Sir albo. Vedi Capacci. Tai'amelli T., Del granito nella formazione serpentinosa dell'Apen- nino pavese, x\.tti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere, serie II, voi. XI, pag. 1-27, Milano 1878. Taramelli T., Osservazioni geologiche fatte nel raccogliere alcuni campioni di serpentini, Bollettino della Società geologica italiana, voi. I, pag. 80-128, Roma 1882. L' autore rende conto di una escursione fafta a Vado e ad Aren- zano ed avverte che le rocce incontrate nella prima località hanno la più distinta fisionomia alpina e non presentano il più lontano ricordo colle rocce eoceniche. Egli si occupa poi dei dintorni di Cairo, Dego, Rocchetta, Montenotte e Santuario di Savona, nonché del tratto di territorio compreso fra Voltri e Ovada. In quest' ul- timo egli ravvisa la formazione serpentinosa delle Alpi marittime completamente denudata dalle quarziti talcoso , dal conglomerato dal verrucano e dai calcari mesozoici. Termina con un cenno del Passo della Rocchetta e di Voltaggio. Taramelli T,, Vedi Capacci. JJ^AgIIì, Vedi Capacci. Veronese P,, Quote altimetriche dell' Apennino ligure, in 16." di 104 pag., estratto dal Ricordo della Sezione ligure del Club Alpino italiano, Genova, Tip. Sordo-muti, 1883. Le altitudini i-egistrate in questo lavoro, in numero di oltre 1800, BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA DELLA LIGURIA 251 sono desunte per la massima parte dalle tavolette edite recente- mente dal nostro Istituto geografico militare ; poche provengono da altre fonti. Si recano dapprima le